COMPAGNE DI VITA

Franca, le ali di Mimmo

di Francesca D'Elia
Determinata. Paziente. Intelligente. Ritratto della moglie di Modugno.

Franca Modugno con uno dei tre figli.

Quando ha visto l’anteprima della fiction sulla storia di suo marito, Franca Gandolfi si è emozionata, ma ne è rimasta soddisfatta. A 19 anni dalla scomprasa  del grande Domenico Modugno un tributo in suo onore era doveroso. Perchè è stato un grande interprete della musica italiana, ma anche perché è stato un grande uomo con tutte le sue fragilità e debolezze. Con la sua sensibilità e la sua grande passione per la vita. La fiction è andata in onda lunedì 18 e martedì 19 febbraio subito dopo la fine di Sanremo che tanta fortuna ha portato a Mimmo, un ragazzo partito dalla provincia profonda del Sud e che con capacità e carattere ha realizzato il suo sogno. Grazie anche alla pazienza e alla solidarietà della moglie Franca,  donna di rara intelligenza che gli ha fatto da spalla  nelle difficoltà, ha sopportato tutte le sue scappatelle e alla fine lo ha perdonato.
LA RECITAZIONE COME COLLANTE
I due si conobbero da giovanissimi a Roma: studiavano recitazione al Centro Sperimentale. La Gandolfi rimase subito colpita da quel ragazzone esuberante. Ma all’inizio furono fuochi e fiamme: lui le faceva la corte, lei lo teneva a distanza. «Io ero una borghese, figlia di un colonnello e quindi ragionavo in maniera quadrata. Mimmo se n’era accorto e si divertiva a provocarmi», ha raccontato Franca in una intervista d’archivo al Corriere della sera. Poi però la passione tra i due ebbe la meglio e ci fu il primo bacio: «Un giorno mi invitò a fare una passeggiata a Villa Borghese e mi abbracciò . Era molto sfrontato e giocava a fare l’ innamorato. In realtà era un inguaribile dongiovanni».
I TRADIMENTI E I PERDONI
I due si sposarono nel giugno del 1955. I primi anni furono durissimi: «Abitavamo in una casa piccolissima. Per risparmiare mangiavamo dai miei. Ma pur senza una lira, ci comprammo l’appartamento a suon di cambiali. Dopo il primo anno di vita in comune, la prima crisi». Franca sopportò tanti «cornetti»: Domenico era spesso via per lavoro e «gli piacevano tantissimo le donne e lui piaceva a loro». Ma anche la pazienza della giovane ebbe un limite: e all’ennessimo tradimento la Gandolfi mostrò durezza e chiese la separazione legale.
UNA MANAGER PER SPOSA
Ma la divisione non era nel loro destino e dopo tre mesi di corteggiamento disperato, Franca riprese il suo Mimmo. E rinunciò alla promettente carriera teatrale che aveva davanti a sé per seguire quella del marito. Fu lei la prima a sentire le note di Volare, in una notte tempestosa. «Mi usava come cavia, perché lui per giudicare una canzone voleva sentirla cantata e quindi sì, in un certo senso sono stata io la prima a eseguire Volare, ma ovviamente solo a casa, in privato», aveva raccontato, qualche anno fa, a La Repubblica. Ed è sempre stata lei la sua manager più fidata: «Io ci litigavo spesso. Quando una canzone non mi piaceva glielo dicevo, qualche volta l’ho convinto, altre no».
TRE FIGLI DALLA LORO UNIONE
Dalla loro unione travagliata ma intensa, nascquero tre figli: Marco, Marcello e Massimo. Tutti nomi che iniziano con  la lettera M: «Una fissazione che ha creato pasticci. Spesso i tre nomi si confondevano. Ma siccome lui lo chiamavano Mimì Modugno, era convinto che la doppia lettera uguale portasse fortuna», ha rivelato Franca che non ha mai mancato di precisare quanto Domenico si fosse riscattato ai suoi occhi come padre, non sempre presente ma molto affettuoso.
L’ICTUS E LA MALATTIA
E così dopo gli anni di pane, amore e fantasia, le difficoltà economiche e gli stenti, ma anche i successi e i traguardi raggiunti insieme, Franca e Mimmo hanno affrontato la prova più grande: la malattia di lui. Modugno fu colpito da un ictus, il 12 giugno 1984. Nelle parole della moglie la sua sofferenza: «All’ inizio aveva solo pensieri di suicidio, poi è tornato a combattere. Forse era diventato più intimista e riflessivo. E io non ho compiuto nessun eroismo a stargli vicino». Domenico morì dieci anni dopo, il 6 agosto 1994 nella sua casa di Lampedusa, stroncato da un infarto all’età di 66 anni. «Era intelligente, mi ha dato molto», dice l’attrice del suo Mimmo. Una donna che ha dedicato la sua vita all’ uomo che amava. Ma che quando guarda indietro, nonostante le difficoltà, non rimpiange nulla.

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Publicato in: persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 15-02-2013 01:10 PM


3 risposte a “Franca, le ali di Mimmo”

  1. LAURA LAVAZZA scrive:

    LA CAPARBIETA’ E I SOGNI SONO LE FORZE PER RAGGIUNGERE
    I PROPRI TRAGUARDI NELLA VITA MA ANCHE AVERE UNA MUSA
    D’ISPIRAZIONE E’ LA RICCHEZZA PIù GRANDE CHE UN ESSERE
    UMANO PUO’ DESIDERARE.
    GRAZIE A MIMMO E A FRANCA

  2. Angelo scrive:

    ho appena visto la fiction, mi è piaciuta molto, mi ha veramente commosso la storia di Modugno.
    Nel risentire le sue canzoni, mi ha ricordato mio padre, che purtroppo come Modugno, oggi non c’è più.
    Mi ha talmente colpito che ho iniziato a fare una ricerca su internet, per capire se la storia del film fosse vera. Effettivamente ho trovato un’intervista su Youtube dove Modugno racconta alcune fasi della sua vita, ed anche su questo sito trovo le conferme della signora Gandolfi.
    Ricordo che, negli anni 80/90, quasi per gioco, mio padre, creò una discoteca “estiva” che si affacciava sullo stretto di messina, esattamente ai piedi del PILONE, sulla costa Calabra. Qui, furono ospiti diversi artisti, e ricordo che un impresario propose a mio padre una serata con Domenico Modugno.
    È stata una serata memorabile, abbiamo fatto il pienone.
    Le strade erano intasate di macchine, e Modugno raggiunse il locale a bordo di una vespa.
    Dopo qualche anno dalla sua scomparsa, nella stessa discoteca “IL PILONE”, mia madre conobbe il figlio, il quale si trovava di passaggio dopo aver fatto una serata musicale nelle vicinanze.
    Complimenti ancora,
    Angelo

  3. Paula scrive:

    Ero adolescente quando Mimmo vinse San Remo con “Volare”. Mi ha fatto molto piacere rivivere quel periodo storico e rivedere Roma come era…. purtroppo ora scomparsa. Complimenti a Beppe Fiorello bravissimo in ogni suo lavoro e perfetto in questo. Non sapevo che sapesse cantare così bene e che il timbro della sua voce fosse simile a quello di Mimmo. Kasia Smutniak è bellissima e molto brava: è stata una Franca dolcissima e sensibile, come credo che sia in realtà la Sig.ra Gandolfi. Complimenti anche al regista: bella la sceneggiatura e la fotografia. Grazie per averci fatto passare due serate veramente piacevoli

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