PRETERMINE

Bambini, uno su 10 è prematuro

di Antonella Rossi
Le aspettative di vita migliorano, ma il fenomeno è in aumento. Tra le cause anche fumo e alcol.
L'aspettativa di vita nei neonati prematuri è aumentata.

L'aspettativa di vita nei neonati prematuri è aumentata.

Sono così piccoli da stare in una mano, sempre più spesso ce la fanno, ma non sono più un’eccezione. Su 10 nati uno è prematuro. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della Sanità, che ha dedicato loro, lo scorso 17 novembre, una giornata di sensibilizzazione. Il dato riguarda anche l’Italia. Ogni anno nel nostro Paese nascono pretermine circa 40 mila bambini, il 6,9% del totale. La maggior parte di loro viene al mondo dopo la 32esima settimana, il 2% prima.
ETÀ, MALATTIE E CATTIVE ABITUDINI
Sono molti i fattori che possono provocare un parto anticipato. Escluse cause esterne, come traumi e incidenti, una percentuale molto alta è costituita dalle patologie associate alla gravidanza, tra cui diabete, ipertensione e infezioni che vanno tenute sotto controllo durante l’attesa. Ci sono poi particolari fattori di rischio, come nel caso di anomalie uterine. Possibilità elevate di parto prematuro anche per le gravidanze gemellari. Sempre più diffuse per il ricorso alle tecniche di fecondazione assistita, si concludono solitamente intorno alla 37esima settimana di gestazione. Anche l’età della futura mamma incide sulla durata della gravidanza: sotto i 20 anni e oltre i 38 i rischi aumentano. Un fattore non trascurabile è legato alle abitudini di vita della gestante. Fumo, alcol, stress e, nei casi più estremi, l’assunzione di droghe, sono abitudini scorrette, che poco si adattano a una gravidanza portata a termine nei tempi giusti.
I PREMATURI E IL DOLORE AMPLIFICATO
Negli ultimi anni il numero dei neonati che sopravvivono è aumentato, grazie al progresso della tecnologia. La mortalità si attesta infatti intorno al 10% delle nascite e interessa soprattutto i bambini venuti al mondo prima delle 30 settimane. La giornata è stata anche l’occasione per sensibilizzare sul delicato tema del dolore nei prematuri. Per molto tempo si è infatti pensato che il sistema nervoso di bambini così piccoli non fosse maturo per la trasmissione e la ricezione delle stimolazioni dolorose. Oggi invece si sa che quello che manca è la capacità di attutire il dolore, che invece risulta addirittura amplificato in base all’età gestazionale, quindi prima si nasce e più dolore si sente. Carezze, manipolazioni e terapia canguro, che mette il piccolo a contatto con la pelle della mamma, aiutano a calmare gli stimoli dolorosi e sono parte integrante delle terapie che permettono a questi bambini di diventare grandi.

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