POLEMICHE

di Daria Simeone
Sulla passerella di Dolce & Gabbana sfila la mummy di colore. Alle accuse di razzismo risponde la Storia.

Focus sui pendenti che hanno sfilato per Dolce & Gabbana nella collezione P/E 2013.

Sugli orecchini della collezione P/E 2013 di Dolce & Gabbana (che ha sfilato domenica 23 settembre a Milano), c’è la faccia della “mammy” di Via col Vento, la simpatica tata di colore con la testa avvolta in un turbante e simbolo di una schiavitù che nel Sud degli Stati Uniti era ancora una piaga quando Rossella O’Hara diceva addio al suo Rehtt Butler. Ma la reazione che i due stilisti siciliani hanno scatenato durante la Fashion Week milanese non ha nulla di simpatico, anzi.
LE POLEMICHE E LE ACCUSE A DOLCE E A GABBANA
«Quegli orecchini sono caricaturali, degradanti, intrisi di spirito colonialistico e di sfruttamento», ha sentenziato il sito-bibbia della moda Refinery29, seguito da una serie di altre durissime critiche all’indirizzo dei due stilisti, bollati come razzisti. Perché l’immagine, in effetti un po’ caricaturale, della schiava di colore in stile mammy è stata proposta anche come stampa sui vestiti  e ha ispirato l’intera collezione che propone colori accesi, orecchini oversize, gonne ampie e turbanti per capelli.
LA REAZIONE DEGLI STILISTI
Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno quindi deciso di arrendersi a una pubblica spiegazione che si è trasformata in una sorta di lezione di storia. Sul loro sito Swide.com i due si sono infatti giustificati dicendo di essersi ispirati ai Mori, ovvero a quei popoli di pelle scura che hanno conquistato l’Occidente partendo proprio dalla Sicilia. Nessuna intenzione razzista, dunque, ma al contrario un omaggio a un immaginario arabeggiante che li ha sempre affascinati e che fa parte delle loro radici.
UNA LEZIONE DI STORIA
«Moro è un termine usato per definire diversi popoli che hanno attraversato la storia. In Sicilia definisce i nostri conquistatori, arrivati tra l’827 e il 902 avanti Cristo», hanno detto. Stefano e Domenico proseguono spiegando come i Mori abbiano ispirato nei secoli una serie di splendide opere d’arte realizzate in maiolica e che sono molto diffuse nelle case, negli alberghi e nei ristoranti in tutta la Sicilia. La lezione di storia “griffata”, racconta inoltre una leggenda associata alla popolarità di questo design in cui una donna taglia la testa del suo ex amante Moro per farne un vaso. A questo punto la querelle si è chiusa. Tranquillizzando gli animi di tutti.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 28-09-2012 03:17 PM


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