INTERVISTA

Scervino, stile in crescita

di Luca Burini
Il fatturato aumenta, in barba alla crisi. Ermanno e Toni raccontano perchè il loro Made in Italy funziona.
Lo stilista si gode i meritati applausi al termine di una sfilata.

Lo stilista si gode i meritati applausi al termine di una sfilata.

Non si può crescere nel mondo della moda senza investire sulle persone. È questa la regola fondamentale per Toni Scervino, amministratore delegato della casa di moda Ermanno Scervino. E i numeri, per ora, gli danno ragione: dal 2008 al 2012 gli impiegati della maison sono passati da 180 a 236 (nonostante la crisi economica) e il fatturato nello stesso periodo è salito da 88 a 93 milioni di euro: «Per far crescere un’azienda bisogna investire. Le aziende sono fatte di persone», ha raccontato a LetteraDonna.it il manager, incontrato in occasione della Milano Fashion Week. Ma attenzione: questo non vuol dire che non ci sia una forte selezione sulla base di «professionalità, motivazione, talento».
DALL’ITALIA AL MONDO
Il fattore umano però non è niente se manca la tradizione. E per la casa di moda, fondata nel 1997, questo si traduce in una elemento: produrre in Italia: «In questo Paese c’è una manualità eccelsa: finché dura quella c’è una ragione per restare qui», ha chiarito Scervino.
Se il personale è stabile in Italia, nella sede di Bagno a Ripoli nei pressi di Firenze, per il mondo viaggia il marchio. La prova è che il 66% del fatturato nel 2011 è fatto all’estero, principalmente nei Paesi dell’Est Europa, come Russia e Ucraina: «Non abbiamo intenzione di fermarci: sono in programma aperture di monobrand in particolare nei Paesi arabi dove siamo già presenti nei multibrand», ha detto Toni Scervino. «In Cina, per il momento, lo sviluppo dei monobrand non c’è perché aspettiamo di trovare i partner più idonei».
BRAND STORES, UN SUCCESSO
Una strategia quella delle aperture dei brand stores all’estero che paga: l’azienda ha chiuso il 2011 con un fatturato in crescita del 3% pari a 93 milioni di euro. E le stime prudenziali del 2012 prevedono un’ulteriore crescita del 3% per il 2012. Merito dell’estero, quindi. Ma senza snaturarsi. Guai a chiedere se le collezioni vengono adattate al gusto locale: «Gli abiti disegnati da Ermanno restano gli stessi su tutti i mercati», ha chiarito Toni Scervino.
MACRAMÈ E ZEPPE
Così, a Milano, è stata presentata la collezione primavera/estate 2013. Un trionfo di colori, trasparenze, piume e materiali insoliti come il macramè. Che si ispira agli anni ’70, ma «guarda al futuro», come ha spiegato Ermanno Scervino, stilista della maison.
L’accessorio cult della prossima stagione estiva? «Indubbiamente il sandalo con la zeppa», ha risposto senza esitazione l’uomo che ha vestito dive del calibro di Cher, Sharon Stone e Claudia Schiffer e che ora sogna di avere tra le sue clienti Angelina Jolie: «Perchè è una donna moderna attenta al red carpet ma anche al sociale».
«ABBASSO LE FASHION VICTIM»
Esaltare la femminilità e la silhouette è la missione di Ermanno che però avverte: «Non è importante cosa si indossa, ma il carisma di chi lo indossa». Vietato quindi interpretare la moda come «fashion victim». I capi che non devono mai mancare nel guardaroba di una donna davvero elegante sono pochi e semplici: «La camicia bianca nei pantaloni neri a vita alta, i tacchi che si possono indossare la sera anche con lo stesso abito con il quale è uscita la mattina, il tubino nero con un po’ di aria tra tessuto e pelle».

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Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 25-09-2012 03:36 PM


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