Tutte per Taylor, Taylor per tutte

Il dj David Mueller palpa la Swift senza il suo consenso. Al processo per molestie, però, le femministe non si fanno sentire. Il motivo? La popstar non piace. Ma questa non può essere una scusa.

TaylorSi è femministe sempre, con chiunque. Non quando ci pare e piace. L’attivismo sta dalla parte di chi viene leso, senza fare differenze. Non c’è un gruppo di donne che merita supporto e un altro a cui invece può capitare qualsiasi cosa nella totale indifferenza. Indifferenza, però, che regna sovrana sul caso di Taylor Swift. La cantante ha subìto una molestia sessuale, ma l’esercito di militanti per i diritti si è improvvisamente dissolto. Come si può non provare empatia per ciò che le è successo? Tutte possiamo capirlo, si tratta di un fenomeno tristemente comune: essere toccate senza il proprio consenso. È successo alla star nel 2013, mentre posava per una foto con David Mueller, un conduttore radiofonico. L’uomo le ha messo la mano sotto la gonna e le ha afferrato le natiche. Lei era sconvolta, anche la madre racconta di averla vista traumatizzata: «Avevo voglia di piangere e vomitare per lo sguardo che aveva mia figlia». Dopo aver raccontato l’accaduto al direttore della radio, il dj è stato licenziato ma, due anni dopo, non gli è mancato il coraggio di denunciare Taylor per diffamazione, accusandola di dire il falso. Ad agosto 2017, però, arriva la resa dei conti con un processo per molestie. Mueller è stato condannato dopo l’analisi della giuria, che ha confermato la ricostruzione fatta dalla Swift. La cantante ha goduto persino del supporto di Hillary Clinton, ma nonostante l’attenzione mediatica sul caso, tra i commentatori tutto tace: online non si vedono messaggi di protesta, né il consueto clamore dopo avvenimenti di questa gravità. Il motivo? La pop star sta antipatica per via della sua presunta ipocrisia: predica il girl power soltanto per piacere alle fan, ma poi si circonda di modelle, machi e magnati della moda. Compagnie che rappresentano esattamente l’opposto del femminismo. E va bene, può piacerci o meno, possiamo criticarla, volendo, ma quando parliamo di molestie non abbiamo scuse: si disapprovano tutte, con lo stesso vigore. Altrimenti poi con che coraggio parliamo di ipocrisia? Da integre sostenitrici dei diritti delle donne non è ammissibile essere le prime a fare discriminazioni.

Lo scatto in cui David Mueller palpava Tailor Swift sotto la gonna

Lo scatto in cui David Mueller palpava Tailor Swift sotto la gonna

ATTIVISTA, NONOSTANTE TUTTO
Soprattutto perché Taylor non è ricorsa in giudizio per famasoldi. Non ha parlato di ciò che le è accaduto per quattro anni e non ha richiesto alcun risarcimento. Anzi, il suo obiettivo è soltanto mandare un messaggio: non si può colpevolizzare le vittime di molestie, né normalizzare gesti di questo tipo. Per questo ha chiesto solamente un dollaro simbolico: perché il vero obiettivo è vincere la causa e dimostrare che Mueller ha perso il lavoro per un motivo più che giustificabile. Ma il 10 agosto, prima del processo, erano pochi i sostenitori fuori dal tribunale. Pochi ma buoni, perché sono riusciti a esprimere al meglio tutto il loro supporto, ricorrendo persino a dei post-it appiccicati sulle finestre dei palazzi attorno. Così la pop star è entrata in aula pronta a combattere. E il suo atteggiamento non aveva niente a che fare con la classica vittima che lascia parlare solo l’avvocato. Tutt’altro. Ha dimostrato di saperci fare e di essere decisa ad ottenere giustizia per lei e per tutte le ragazze che subiscono affronti di questo tipo. Ha risposto a tono a Gabe McFarland, l’avvocato della difesa, chiamandolo per nome e zittendolo con risposte pungenti. Quando le ha chiesto se ritenesse giusto che Mueller fosse stato licenziato, lei  lo ha interrotto: «Non permetterò che tu o il tuo cliente mi facciate credere che in qualche modo sia stata colpa mia. Quell’uomo mi ha appiccicato la mano sotto alla gonna, e ha afferrato il mio culo. Non si è appoggiato sul mio fianco come dite voi, mi ha strizzato il sedere nudo». E, quando le hanno contestato che nella foto incriminata non si vede il suo vestito spostato dalla mano del dj, lei ha replicato provocatoriamente: «Certo, perché il mio culo si trova nella parte posteriore del mio corpo».

Scritta in sostegno a Taylor Swift, composta con dei post-it

Scritta in sostegno a Taylor Swift, composta con dei post-it

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 11-08-2017 04:08 PM


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