Creativi, che problemi avete?

di Margherita Tirame
Seni per vendere meloni e una Jolanda scosciata per la Fiera del Riso. I manifesti sessisti del Ferrarese. Possibile che i pubblicitari non abbiano altre idee?

Donne in vendita. D’altronde, cosa c’è di meglio di un paio di seni per attirare la gente? Se si riesce ad essere creativi, meglio ancora. Sbatti una ragazza nuda su un cartellone e poi ci metti un gioco di parole. Due tette per pubblicizzare la frutta: «Che due meloni», «che pesche», «che ciliegiene». Che senso dell’umorismo, che arte, che ispirazione.
C’è bisogno di dirlo? Il sessismo è evidente. La mercificazione del corpo femminile, anche. Eppure succede ancora nel Ferrarese, che è nell’occhio del ciclone per manifesti di questo tipo sparsi per le strade. In particolare per l’ultima trovata: «E tu la conosci la Jolanda? Vieni a trovarla». Naturalmente è fatto apposta per evocare Luciana Litizzetto e il suo modo di riferirsi alla vagina. E fin qui la battuta è sicuramente scadente, ma non fa arrabbiare più di tanto. Il problema si pone quando ci metti una ragazza ammiccante, mezza nuda e a gambe provocatoriamente aperte. E il tutto per cosa? Per la Fiera del Riso, un evento tradizionale a Jolanda di Savoia, appunto. Una foto del poster è stata poi condivisa sui social network, scatenando l’ira degli utenti. Ma non solo. Anche la politica è intervenuta. Il segretario regionale del Pd Paolo Calvano se la prende con la sindaca della città interessata, Elisa Trombin: «La Trombin aveva preso le distanze dall’Unione dei Comuni accusando i colleghi di maschilismo, ma cosa c’è di più maschilista e volgare di questo poster che dovrebbe invece limitarsi a promuovere una festa e un prodotto? Confido in una presa di distanza».

I manifesti sessisti. Prontamente rimossi dal web, ma immortalati da Repubblica.

I manifesti sessisti. Prontamente rimossi dal web, ma immortalati da Repubblica.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: Data: 11-08-2017 07:59 PM


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