Donne registe: ancora fantascienza?

di Francesca Bonfanti
Gillian Anderson, alias l'ispettrice Dana Scully, attacca la FOX perché non ha previsto neanche una professionista alla direzione di un episodio della nuova stagione di X Files. Dopo le polemiche, una piccola vittoria.

X FILES

A Hollywood hanno un problema con i numeri. Deve essere sicuramente così, altrimenti come spiegare le differenze di salario che ancora dominano l’industria? O la quasi totale mancanza di registe e sceneggiatrici? Noi vogliamo credere che siano le cifre a confondere i manager, durante le stesure dei contratti. Una svista qua, una svista là. Certamente la causa non è il genere di chi si trovano davanti. Perché altrimenti vorrebbe dire che negli Studios sono sessisti, non poco ferrati in matematica. Ed è quello che verrebbe da pensare davanti all’ultima polemica che ha coinvolto un colosso dell’intrattenimento, la FOX.
Era ancora l’inizio del 2017, quando l’emittente ha annunciato il ritorno di una delle sue serie cult, X Files. Gli agenti dell’FBI Fox Mulder e Dana Scully, interpretati da David Duchovny Gillian Anderson, sono stati richiamati per girare dieci nuovi episodi, la cui messa in onda è prevista per il 2018. Una notizia che è stata accolta dalla gioia generale: lo show è stato uno dei più amati serial di fantascienza di sempre. Oltre agli applausi, però, sono arrivati anche i fischi. E, a sorpresa, proprio dall’interno della produzione. La Anderson, a fine giugno 2017, ha espresso sul proprio profilo Twitter il disappunto per l’assenza nel team di lavoro di professioniste. Fra i nomi dei registi comunicati dall’emittente, neanche uno era femminile. Una cattiva abitudine che X Files si porta dietro dai tempi andati, visto che, come ha ricordato sempre la protagonista, su un totale di 207 puntate 205 sono state firmate da uomini. Da donne, i non molti rimanenti: due.
A questo giro, vuoi per l’avvento dei social, vuoi per la crescente consapevolezza sul tema, la FOX non ha potuto fare orecchie da mercante. L’8 agosto ha annunciato di aver inserito dei nuovi nomi fra quelli dei registi futuri, quelli di due donne. Carol Banker e Holly Dale sono state scelte per dirigere Scully e Mulder nelle loro prossime avventure. Se diamo un occhio ai loro curriculum, è difficile capire perché non risultassero nell’elenco sin dall’inizio. Banker ha lavorato per anni nella serie come supervisor delle sceneggiature, diventando quindi ferratissima in materia. La Dale, invece, ha diretto oltre 100 ore di episodi tivù per serie come Being EricaReign e Terminator: The Sarah Connor Chronicles. Proprio impossibile indovinare perchè non si era pensato a loro, no?

 

CONTI CHE NON TORNANO
Quindi il problema sono i numeri, dicevamo. Così potremmo capire anche altre questioni aperte dell’industria. Per esempio, il fatto che molte attrici pluripremiate abbiano denunciato di essere pagate fino alla metà rispetto alle loro controparti maschili. Nel 2015, Patricia Arquette, ritirando la sua statuetta agli Oscar, aveva chiesto a tutte le donne d’America di non accettare condizioni di salario differenti rispetto ai loro colleghi. Al suo appello, ne era seguiti moltissimi altri, spesso di attrici così famose da essere delle sottopagate insospettabili: Jennifer Lawrence, Amy Adams, Natalie Portman, Sharon Stone, Emma Stone. E tante altre. Tutte, nella loro carriera, hanno accettato, più o meno consapevolmente, termini di ingaggio inferiori rispetto agli uomini. Per non sembrare ‘viziate’ o ‘difficili’, come ha ammesso la Lawrence. Per non rischiare di perdere il lavoro.

LE REGISTE CI SONO, MA NON SI VEDONO
I numeri sono il problema, ma questa volta diciamolo seriamente. Il report annuale Celluloid Ceiling, promosso dal Center for the Study of Women in Television and Film, dell’Università di San Diego, dice che nel 2016, nei 250 film che hanno registrato gli incassi più alti, solo il 7% era stato diretto da una donna. Solo il 13% ha avuto una sceneggiatrice tra le sue file. Qualcuno potrebbe suggerire che forse registe e colleghe non vengono ingaggiate perchè non sono brave. O perchè sono poche in generale. Non scherziamo. Per trovarle, basta volerle cercare, come ha dimostrato il caso X Files.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti, Top news Argomenti: Data: 09-08-2017 07:56 PM


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