Tutte le donne del Presidente

In Iran, Hassan Rouhani ha nominato tre nuovi membri dell'esecutivo dopo essere stato bacchettato dai riformisti. Nel governo, infatti, c'erano soltanto uomini sciiti. Ora le cose sono decisamente cambiate.

Hassan Rouhani

In politica, il leader non è soltanto ‘quello che ci mette la faccia’. Deve anche tenere calmi gli umori dentro al partito, alla coalizione o al gruppo che lo ha scelto come guida. È un regola che vale in tutto il mondo e, forse, è sempre esistita. Lo sa bene il presidente dell’Iran Hassan Rouhani, bacchettato dai riformisti che hanno appoggiato la sua candidatura a maggio 2017. Il motivo? Nel nuovo governo, in un primo momento, non c’era traccia né della minoranza sunnita e né di donne. Un’assenza sospetta che ha fatto pensare che dietro quest’esclusione si nascondesse una decisione della leadership religiosa del Paese, sciita e conservatrice, che fa capo alla Guida suprema Ali Khamenei. Poco male, il presidente ha accolto le critiche e ha inserito nell’esecutivo tre donne con ruoli molto importanti: Masumeh Ebtekar è la nuova vice presidente per la famiglia e le donne, Laya Joneydi è, invece, vice presidente per gli affari legali, mentre Shahindokht Mowlaverdi è diventata consigliera speciale per i diritti civili. Se sulla seconda si sa poco, le altre due sono state (e sono tuttora) due figure importanti della politica iraniana.

Masumeh EbtekarMASUMEH EBTEKAR
Se avete visto il film Argo, allora conoscete anche la ‘crisi degli ostaggi’ del 1979. Almeno in parte, visto che la pellicola non racconta proprio tutta la vicenda. In pratica, pochi mesi dopo la rivoluzione islamica guidata dall’ayatollah Ruhollah Khomeini, centinaia di studenti attaccarono l’ambasciata americana di Teheran e presero in ostaggio 53 dipendenti che sono stati poi liberati 444 giorni dopo. Fu uno degli episodi che destabilizzò i rapporti tra Iran e Stati Uniti. Ma cosa c’entra tutto questo sulla nomina delle tre donne? Beh, a capo di quegli studenti c’era proprio Masumeh Ebtekar. E proprio in quell’occasione fu ribattezzata ‘sister Mary’. Ma la sua esperienza politica non finisce qui: dal 2007 al 2013 è stata un membro del consiglio comunale della Capitale. Oltre al lato attivista, c’è anche quello accademico: infatti, si è laureata in scienze all’Università Shahid Beheshti e ha preso il dottorato in immunologia all’Università di Tarbiat Modares.

SHAHINDOKHT MOWLAVERDIShahindokht Molaverdi
Prima di lei, come vicepresidente per la famiglia e le donne c’era un’altra collega: Shahindokht Mowlaverdi. Anche la neo consigliera speciale ha un curriculum importante: è stata la seconda donna nella storia dell’Iran a diventare ministra. Era il 2013 e a capo dell’esecutivo c’era il conservatore Mahamud Ahmadinejad. Prima della politica, ha diretto uno studio notarile (dal 2007 al 2013) e, prima ancora, ha studiato legge all’università: si è laureata con una tesi sulle violenze sulle donne. Poi, il master in diritto internazionale.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 09-08-2017 11:00 AM


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