Curvy: rispettare non è celebrare

di Andrea Malocuore
Per condannare l'anoressia nel mondo della moda abbiamo finito per glorificare un modello altrettanto pericoloso: quello dell'obesità. Succede, quando un giusto ideale di non discriminazione si trasforma in cieca furia glorificatrice.

Tess-HollidayFinalmente possiamo uscire allo scoperto: noi, uomini e donne, che per lungo tempo siamo rimasti perplessi davanti alla glorificazione del fenomeno curvy, non siamo più soli. Ora c’è anche la Bbc a condividere i nostri dubbi. O, quantomeno, a mettere in luce il dibattito sul tema che sta scuotendo l’industria australiana della moda. Perché forse l’idea di condannare un modello sbagliato come quello anoressico con uno altrettanto sbagliato come quello obeso, non è stata la migliore delle idee.

OBESITÀ NON VUOL DIRE INDIPENDENZA
No, non stiamo dicendo che le persone sotto o sovrappeso non possano sentirsi belle. Stiamo dicendo che le persone obese e anoressiche sono malate. E per questo non andrebbero celebrate come modelli da seguire. Sull’anoressia si è già fatto molto; ma sull’obesità c’è ancora molto da lavorare. Non è semplice, perché la narrazione mediatica riguardo ai chili di troppo, quando sfoggiati su una passerella, parlano di donne indipendenti, coraggiose, ribelli. Malate no, quello non viene detto.

È UN ESTREMO, NON LA NORMALITÀ
Nessuno mette in dubbio l’assunto secondo cui la bellezza umana possa essere declinata in centinaia di forme diverse. Nessun uomo e nessuna donna è uguale all’altra. Nessuno ha il dovere di avere glutei di marmo, pancia piatta o addominali scolpiti. Tra l’anoressia e l’obesità, però, c’è tutta una medietà di forme che non sono dannose. La donna qualunque non è la donna obesa; la donna qualunque è quella che magari non ha tempo per andare in palestra ma non supera comunque il pesoforma di venti chili.

RISPETTIAMO, NON GLORIFICHIAMO
Il sospetto è che, in questi anni, si siano confusi due piani differenti. Quello del rispetto nei confronti delle persone e quello della salute. È verissimo che viviamo in una società dove le persone obese vengono spesso insultate e prese in giro per la loro forma fisica: e questo è bullismo bello e buono, è una schifosa discriminazione che va condannata. Bisogna educare (ed educarsi) tutti, adulti e bambini, al rispetto delle persone in quanto tali, a prescindere da quello che dice la bilancia. Ma, allo stesso modo, non si può celebrare come modello positivo qualcosa che per cuore e arterie assolutamente non lo è.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 04-08-2017 05:02 PM


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