Ma la fuga non è la soluzione

di Giusy Gullo
Ritrovato a Barcellona lo studente che era scappato senza motivi apparenti. Un gesto che apre comunque a una serie di riflessioni. L'opinione.

Studente non dà notizie da venerdì, denunciata scomparsaUn numero indefinito di persone sui social sta difendendo Carletto, lo studente che ha fatto perdere le tracce a famiglia, amici e fidanzata, e dopo cinque giorni è ricomparso, dicendo che era a Barcellona e aveva bisogno di soldi per tornare. Tanti, dicevo, lo stanno difendendo perché, poverino, chissà cosa sta vivendo, chissà cosa ha provato, chissà cosa l’ha spinto a un gesto simile.

PERCHÉ?
In tutta questa confusione, viene da fare qualche considerazione. Primo: non l’hanno trovato nascosto in una grotta senza cibo e senza coperte. Il giovane era a Barcellona, vivo, sano, e sì, senza una lira. Ma ha chiamato casina, bonifico immediato, tutto risolto. Secondo: Carletto non sembra né un tossico, né una persona sola, povera e pazza. Ha tanti amici, una fidanzata, l’iscrizione eterna all’università, una famiglia. Certo: si può stare male anche avendo tutte queste cose qui, ma diciamo che c’è chi sta peggio. Oppure Carletto sta malissimo. Forse chi di noi sentendo la sua storia ha pensato «che idiota» non ha capito nulla, forse siamo degli insensibili, crudeli, gelidi e andremo all’inferno. O forse no. Forse è un viziato testa di cavolo, magari pressato – giustamente – da genitori che da anni sputano sangue per mantenerlo a Bologna («o ti laurei, o te ne torni al paesello»), che decide di scappare per costringerli da una parte ad accettare pacificamente il fatto che per anni se n’è stato a villeggiare nella città dei balocchi (chi ha vissuto a Bologna in gioventù sa bene che «ora studio» non è proprio la prima cosa che pensi quando ti svegli al mattino), dall’altra a continuare a pazientare e sborsare.

SCAPPARE, LA SCELTA PEGGIORE
Sono infiniti gli scenari possibili e noi qui possiamo solo azzardare qualche fallibilissima ipotesi. Se siamo noi a non capire, ci auguriamo che Carletto si faccia aiutare da qualcuno e si riprenda al più presto. In ogni caso, però, una precisazione va fatta. Tutti viviamo momenti in cui l’unica cosa che vorremmo fare è scappare, devastati come spesso siamo da condizioni di lavoro infami, da affitti assurdi da pagare, da problemi di salute da gestire, da fallimenti d’ogni tipo e portafogli sempre vuoti. C’è chi tutto questo lo affronta – chissà se Carlo lo sa – senza avere le spalle coperte, senza la possibilità di farsi l’abbonamento all’università né tantomeno dallo psichiatra. Gli eroi dei nostri giorni si rimboccano le maniche e danno forza a sé stessi e alle loro famiglie. La gente comune soffre, si dispera, urla, piange, passa notti insonni. Ma non scappa, non fa perdere – in questi tempi assurdi e violenti – le proprie tracce da un momento all’altro. Perché scappare è la cosa più vigliacca che ci sia, soprattutto quando a farne le spese (in tutti i sensi) non sei tu, ma le persone che ti vogliono bene.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: Data: 04-08-2017 03:58 PM


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