La libertà vien leggendo

di Margherita Tirame
Isabel Allende compie 75 anni. La scrittrice più celebre dell'America Latina ha raccontato il suo Cile tra femminismo, rivoluzioni e amore. Ecco cinque libri indispensabili nella libreria di ogni donna.

Isabel AllendeTra i libri che non dovrebbero mancare tra gli scaffali di una giovane donna ci sono sicuramente quelli di Isabel Allende, scrittrice cilena che ha reso consapevoli della propria libertà generazioni di lettori. È la penna contemporanea più famosa dell’America Latina. E proprio di questo parla nei suoi romanzi: di una terra ricca di storia ma anche di dittaturaoppressione e discriminazione. Soprattutto di genere. Non a caso, il suo è stato definito un ‘femminismo magico‘, perché attraverso la fantasia, gli intrighi familiari e microcosmi dei suoi personaggi è in grado calarsi perfettamente nel contesto politico-culturale dell’epoca e a muovere severe critiche sociali.
La sua gioventù ha sicuramente contribuito. Isabel, infatti, è stata una tenace attivista per i diritti delle donne: «Quando abbiamo cominciato la nostra lotta femminista l’obiettivo era ottenere gli stessi diritti degli uomini, soprattutto nel campo del lavoro e della cultura. Volevamo distruggere la doppia morale: quella per i maschi e quella per le femmine. Lottavamo per questo, ma 40 anni più tardi continuiamo a volere la stessa cosa, che ancora non c’è», ha raccontato la scrittrice. Nel 2006, a un incontro a Milano organizzato dalla casa editrice Feltrinelli aveva detto: «Oggi nessuna delle giovani qui presenti dice di essere femminista, perché non è sexy. Nonostante tutto, non rinuncerebbero a nessuno dei diritti che le loro antenate hanno conquistato per loro. Io mi arrabbio molto quando vedo che le ragazze di oggi non si interessano, soprattutto perché non vedono che adesso loro stanno bene, ma l’80% di chi nasce femmina nel mondo vive ancora come nel Medioevo».

L’ATTIVISMO NELLA SCRITTURA
È per questo suo fuoco sacro, questa sua vocazione per affiancare le donne a tutte le latitudini, che leggere i suoi libri è indispensabile per crescere consapevoli di ciò che ci spetta: «Se non vi piace la parola femminismo, cambiatela. Però la lotta per i diritti deve rimanere». Un messaggio semplice che ha cercato di trasmettere a tutti i suoi lettori, anche quando ha raggiunto il successo internazionale: «Quando ero piccola mi sentivo spesso disperata: c’era troppo dolore nel mondo e io potevo fare così poco per alleviarlo. Ma oggi mi sento soddisfatta della mia vita perché sono passati pochissimi giorni senza che io provassi a fare la differenza». Una soddisfazione più che guadagnata, avendo fatto così tanto per sensibilizzare. Così, in occasione del suo 75esimo compleanno, vi proponiamo cinque libri per farvi scoprire il favoloso mondo della scrittrice e avventurarvi nella storia della dittatura cilena, delle rivoluzioni dal basso e delle donne comuni che hanno fatto la differenza.

LA CASA DEGLI SPIRITI
La casa degli spiriti
Il primo libro a cui pensa una lettrice di Isabel Allende è indubbiamente La casa degli spiriti. È stato il suo debutto e il suo successo più grande. Si tratta di un romanzo a chiave‘, un genere letterario che attraverso la finzione descrive fatti avvenuti realmente. Ma non solo, la miscela di stili è davvero unica e la combinazione che è in grado di fare è il tratto distintivo della scrittrice. Col realismo soprannaturale, ad esempio, riesce ad aggiungere un pizzico di fantasia ai personaggi in carne e ossa e ai fatti verosimili. Si tratta di un libro che, raccontando le vicende di Esteban Trueba, un ragazzo distrutto dalla morte dell’amata e alla ricerca psicotica di una famiglia, dà un quadro impeccabile della politica in Cile. Un linguaggio semplice, ricco di particolari, a tratti anche brutali, ma che proprio per questo è in grado di mettere nero su bianco cos’è la dittatura. Un messaggio chiaro: da una società ingiusta e dispotica discendono sempre violenze, disuguaglianze e dolore. Percorrendo gli intrighi familiari dei suoi personaggi, in realtà, Isabel descrive la politica nel suo Paese. Il protagonista, uomo di destra, si vede inizialmente sconfitto dall’ascesa al potere della sinistra, ma poi organizza il golpe militare che uccise il ‘Presidente’. La scrittrice non fa nomi, parla di partiti, politici e dinamiche, ma non nomina né PinochetSalvador Allende, suo zio, primo capo marxista del governo cileno eletto democraticamente e poi ucciso. «Credo nel destino e che ci venga affidata una mano di carte: dobbiamo affrontare il gioco della vita meglio che possiamo. E spesso le carte sono segnate», aveva detto, commentando la morte del familiare. Alcuni considerano La casa degli spiriti il terzo volume di una trilogia ideale ricostruita una volta pubblicati La figlia della fortuna e Ritratto in seppia.

LA FIGLIA DELLA FORTUNA
La figlia della fortunaNel primo, in particolare, molti personaggi si intrecciano con il suo romanzo di debutto. Il libro racconta la storia di Eliza, bambina abbandonata dai genitori e adottata da una famiglia di nobili. La protagonista cresce tra pregiudizi e tensioni familiari, tra chi la considera un’intrusa e chi una ‘meticcia‘. Nonostante questo, crescerà combattiva e determinata e, nonostante i dolori che dovrà superare anche da adulta (come la perdita del figlio), preserverà grande coraggio e fiducia in se stessa. «Io non invento donne forti, già esistono. Io non ne conosco di deboli», dice la scrittrice. Isabel infatti si è sempre circondata da compagne così: «Io appartengo alla prima generazione di cilene femministe organizzate. Ci sono sempre state suffragette in Cile, ma un movimento davvero organizzato no. È un fenomeno della mia generazione, la generazione di transizione dalla mentalità di mia madre e di mia nonna a quella che oggi esiste nel Paese. La rivista Paula per cui scrivevo da ragazza, ad esempio, è stata la prima vera opera di sensibilizzazione e autocoscienza». Da giovane aveva infatti lavorato come redattrice, coltivando una passione per il mondo dell’informazione che non ha mai perso. Per lei il giornalismo era attivismo e denuncia. Per questo lo ha sempre amato e visto come una grande scuola di scrittura e di umiltà. Un modo per arrivare alle persone, creare consapevolezza, educare.

PAULA
PaulaPaula
, appunto. Era la rivista per cui lavorava. Da questa poi prese il nome la figlia della scrittrice, scomparsa a soli 28 anni e, infine, divenne anche il titolo di un libro in suo ricordo. Si era ammalata di una malattia rarissima, la porfiria, che la fece entrare in un coma irreversibile. Il racconto si apre con il ricovero della ragazza a Madrid e si conclude con la sua morte un anno dopo. La madre rimase al suo fianco tutto il tempo alloggiando in un albergo dove la sera tornava per scrivere. Quando i medici si accorsero che non aveva speranze la fecero tornare in casa Allende, così che per lo meno fosse circondata dai familiari. Lo stile è quello di un diario che percorre la vita della figlia, ma in qualche modo anche quella della scrittrice stessa, diventando un’autobiografia. E a fare da filo conduttore tra le due vite è l’amore materno.

L’ISOLA SOTTO IL MARE
L'isola sotto il mare
Ugualmente commovente è la storia della piccola congolese Zarité Sedella, raccontata in L’isola sotto il mare. A soli nove anni viene venduta da uno schiavista e si ritrova a fare la domestica a Santo Domingo. Una fortuna, per certi versi, rispetto al destino di chi è finita nella piantagioni sotto il sole cocente. Il suo rapporto con il padrone è atipico perché non la tratta come una serva, ma prova per lei del sincero affetto. L’amicizia tra i due fa avvicinare la bambina ai segreti e alle ricchezze degli invasori bianchi. È così che le dinamiche del colonialismo nella storia raccontata da Isabel si rivelano in tutta la loro fragilità: i ruoli prestabiliti, le gerarchie e lo sfruttamento. Tutto va in scompiglio quando entrano in gioco i sentimenti.

D’AMORE E OMBRA
D'amore e ombra
Anche D’amore e ombra è un romanzo pregno di storia, ma qui torniamo in Cile. C’è la passione per il socialismo, per la politica dei diritti e dell’uguaglianza e l’odio per la dittatura e le forze armate che erano al potere negli anni di Pinochet. La morte, i massacri, gli ‘obitori di massa’, dei magazzini dove venivano ammassati i cadaveri di chi cadeva vittima del regime, sono raccontati mano a mano che i protagonisti, Irene e Francisco, una giornalista e un fotografo, indagano sul regime militare. Nel corso del romanzo si vede l’innocenza e la buona fede della reporter sostituirsi gradualmente alla paura. E, paradossalmente, pur raccontando una bellissima storia d’amore la scrittrice riesce a trasmettere l’orrore che sta dietro all’ordine e alla ricchezza dei pochi e al classismo dello Stato sudamericano negli Anni ’80.

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Publicato in: Attualità, libri, persone, Protagonisti Argomenti: Data: 02-08-2017 02:00 PM


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