Yara, Meredith e le altre

Il caso della giovane Gambirasio non è l'unico che ha avuto una forte attenzione mediatica negli ultimi anni. Ce ne sono stati molti, alcuni dei quali risolti grazie all'uso dell'analisi del Dna.

Yara GambirasioTra i casi di cronaca nera, il delitto di Yara Gambirasio è stato uno dei più seguiti negli ultimi anni. I motivi sono tanti: la giovane età della vittima, la difficoltà di individuare l’assassino e il ritrovamento del corpo. Insomma, si è trattato di un procedimento molto complesso che non è ancora finito. La prima parte si è conclusa il primo luglio 2016 con la condanna in primo grado per Massimo Giuseppe Bossetti, riconosciuto come unico colpevole. E la Corte d’appello, con una sentenza arrivata poco dopo le 00.30 del 18 luglio 2017, ha confermato quanto stabilito in primo grado: Bossetti è colpevole; la pena è l’ergastolo. Ma il caso di Yara non è l’unico: ce ne sono altri che hanno appassionato l’Italia intera. Hanno tenuto con il fiato sospeso il pubblico, incollato davanti allo schermo della tivù per seguire gli speciali e i continui aggiornamenti. E in tutti c’è una cosa in comune: la vittima è sempre una giovane donna.

IL DELITTO DI AVETRANA
La sentenza definitiva più recente è quella del Delitto di Avetrana, città in provincia di Taranto, dove il 26 agosto del 2010 è stata uccisa Sarah Scazzi. Inizialmente, la ragazza era stata data per scomparsa ma, dopo il ritrovamento del suo cellulare, le indagini hanno preso una direzione diversa. Il primo personaggio a emergere è lo zio Michele Misseri che il 6 ottobre dello stesso anno confessò l’omicidio della nipote, dopo un lungo interrogatorio con le forze dell’ordine. Ma non finisce qui: indicò anche il luogo dove era seppellito il cadavere: il cimitero comunale. Una versione che non convinse gli inquirenti, anche perché venne ritrattata più volte.
Il secondo personaggio del caso è la cugina Sabrina Misseri, arrestata poco tempo dopo per concorso in omicidio. Secondo l’inchiesta, il motivo era la presunta gelosia per un ragazzo che entrambe avevano conosciuto nel 2009: Ivano Russo. In seguito ad un’altra confessione dello zio, la cugina fu accusata di omicidio.
Ma c’entra anche un’altra persona, sempre della famiglia: la zia Cosima Serrano, madre di Sabrina e moglie di Michele. Il 26 maggio 2011 fu arrestata per concorso in omicidio e sequestro di persona dopo l’analisi dei tabulati telefonici.
Le varie versioni furono cambiate più volte, poi, il 10 gennaio 2012, è iniziato il processo. La sentenza di primo grado ha condannato Sabrina e Cosima all’ergastolo per l’omicidio di Sarah Scazzi e Michele a 8 anni per concorso in soppressione di cadavere. Le stesse pene sono state confermate in appello, così come in Cassazione.

IL CASO PAROLISI
C’è solo un protagonista nel delitto di Melania Rea, ragazza di 29 anni, uccisa con 35 coltellate sul Colle San Marco di Ascoli Piceno il 18 aprile 2011. È il marito Salvatore Parolisi, militare, che fu condannato all’ergastolo in primo grado, a 30 anni in secondo e in terzo grado. Secondo quanto è emerso dalle indagini, avrebbe ucciso la moglie a causa di una relazione con un’altra donna: la soldatessa Ludovica Perrone.

L’OMICIDIO DI MEREDITH KERCHER
Una dinamica completamente diversa nel caso di Meredith Kercher, studentessa inglese uccisa a Perugia il primo novembre del 2007, durante l’Erasmus. La ragazza fu trovata con la gola tagliata nella propria camera da letto nella casa che condivideva con altri studenti. Anche qua ci sono tre protagonisti: Raffaele Sollecito, Amanda Knox e Rudy Guede. Il processo è stato molto lungo e complesso e ha avuto non soltanto l’attenzione dei media italiani ma anche di quelli anglosassoni. Alla fine, la Cassazione assolse Sollecito e Knox per non aver commesso il fatto, vista la mancanza di prove certe e i numerosi errori nelle indagini. L’unico colpevole fu Guede, cittadino ivoriano, condannato a 16 anni di reclusione.

IL DELITTO DELL’OLGIATA
Molto simile al caso di Yara c’è il Delitto dell’Olgiata. Entrambi sono stati definiti ‘a pista fredda’ e in entrambi si è fatto uso delle analisi scientifiche per individuare il Dna dei sospettati. La vittima fu la contessa Alberica Filo della Torre, 42 anni, uccisa il 10 luglio del 1991. Ci sono voluti 21 anni per sapere il nome del presunto colpevole: Manuel Winston, cameriere filippino, ex-dipendente della famiglia. Il suo Dna è stato trovato sul Rolex che indossava la nobildonna il giorno del delitto e sul lenzuolo che avvolgeva il cadavere della signora.

IL CASO CLAPS
Un caso simile ai precedenti è stato quello di Erica Claps, scomparsa a Potenza il 12 settembre del 1993 ma il suo cadavere è stato ritrovato soltanto nel 2010, nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità della città. Dopo 17 anni senza una risposta, grazie all’analisi del Dna si è trovato il colpevole: Danilo Restivo, condannato a 30 anni in via definitiva.

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