Gay tra palco e realtà

di Enrico Matzeu
L'attore di The Amazing Spider-Man Andrew Garfield ha fatto coming out. «Sono omosessuale senza compiere l’atto fisico». Ma è possibile? No. Ecco perché. L'opinione di Enrico Matzeu.

Andrew Garfield Esiste un confine labile tra realtà e finzione. Tra il ruolo che si interpreta in teatro o al cinema e la vita privata. Spesso succede che una parte del personaggio di fantasia diventi un frammento dell’attore così come capita, a volte, il contrario. Lo stesso vale anche per l’identità sessuale. Ma si può essere gay senza andare a letto con gli uomini? Sembra di sì e pare che ormai sia diventata una tendenza tra le star hollywoodiane, subito dopo quella di adottare bambini di colore. Tra coloro che hanno aderito a questo trend c’è per esempiol ’attore anglo-americano Andrew Garfield: «Sono gay senza compiere l’atto fisico». Queste le originali dichiarazioni durante un incontro al National Theatre, dove è in scena con l’adattamento teatrale di Angels in America di Tony Kushner, nel quale interpreta la parte di Prior Walter, un giovane omosessuale affetto da Aids. Tutto nasce insomma dalla drammaturgia e pare che Garfield per calarsi nel ruolo abbia fatto delle maratone di America’s Next Drag Queen, il popolare programma condotto dall’ artista RuPaul, come se tutti gli omosessuali del globo fossero vicini al quel mondo fatto di lustrini e calze a rete. L’attore, noto al grande pubblico soprattutto per il film The Amazing Spider-Man, è stato subito attaccato via social per questa sua, per così dire, leggerezza.

Si sa del resto che noi gay siamo assai permalosi, soprattutto quando si tira in mezzo l’aleatorietà dell’orientamento sessuale. Ma preparare il ruolo di un personaggio per uno spettacolo teatrale, prendendo come riferimento un solo modello non basta. In primis, è un atteggiamento che svilisce le persone gay, considerando la loro molteplicità e la loro poliedricità in ambito artistico e non solo. Secondo punto: non è sufficiente per costruire Prior Walter, una parte molto complessa. Ultimo, ma non ultimo: non basta affermare di essere gay per esserlo, per giunta senza aver mai fatto sesso con un uomo. È come se io dicessi di essere ricco senza avere soldi in banca. Insomma è letteralmente impossibile, oltre che falso. Il tutto si può risolvere con: o sei gay o non lo sei. Al massimo puoi essere bisessuale, che, ricordiamoci, non è una fase. Estremismi concettuali a parte, non esistono a mio avviso cose, azioni o attitudini omosessuali o eterosessuali. Certo esistono le differenze, ed è giusto che sia così, ma possiamo ritrovarle anche negli etero, smentendo ogni cliché, terreno fertile per l’omofobia.

L’AMORE CONTA
Ci aveva provato qualche hanno fa anche James Franco, sul quale ormai da anni circolano voci in merito ai suoi gusti sessuali, con un’intervista al New York Magazine in cui diceva: «Mi piace pensare che sia etero nella mia vita e gay nella mia arte». Né a Franco né a Garfield, però, è venuto in mente che si è omosessuali semplicemente quando ci si innamora di una persona dello stesso sesso. È vero, gli impulsi sessuali vengono spesso prima di tutto, ma è anche vero che l’infatuazione o l’innamoramento sono spesso la miccia che accende in una persona la consapevolezza di sé e genera la voglia di esporsi, di dire al mondo ciò che si è, a prescindere se si amano i vestiti o le partite di calcio, gli spettacoli di drag queen o quelli di wrestling. Quindi caro Garfield, innamorati di un uomo e poi vieni a raccontarci cosa si prova, perché è vero che la vita è un film, ma fino ad un certo punto.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 10-07-2017 03:00 PM


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