L'avvocata che (non) sapeva di Hillary

Nel 2016 ha incontrato Donald Trump jr per parlare di informazioni riservate sulla Clinton. Ecco chi è Natalia Veselnitskaya, la protagonista dell'ultimo capitolo del Russiagate.

Natalia Veselnitskaya

Se credevate che il Russiagate fosse finito, beh, vi siete sbagliati. C’è un altro capitolo del dossier sulle possibili intrusioni del Paese di Putin nelle elezioni americane che hanno visto vincitore Donald Trump. E il protagonista è il figlio maggiore del Presidente: Donald Junior. Anzi, per essere precisi, i protagonisti sono due: lui e l’avvocatessa Natalia Veselnitskaya, vicina al Cremlino. Secondo il New York Times, ci sarebbe stato un incontro il 9 giugno del 2016 alla Trump Tower, due settimane dopo la nomination repubblicana, quando il primogenito del tycoon era anche il suo consigliere politico. Il motivo? Per il giornale, che cita come fonti tre consiglieri della Casa Bianca informati sul meeting e altri due che ne sono a conoscenza, l’avvocatessa avrebbe proposto del materiale compromettente su Hillary Clinton, la rivale democratica nella corsa alla presidenza. Ma è davvero così? In attesa di avere un risposta, capiamo meglio chi è Natalia Veselnitskaya.

LE SMENTITE
Il nome sembrerebbe sconosciuto, come ha detto anche Donald Junior: prima dell’incontro non conosceva l’avvocatessa. Parole sue. I due si erano trovati l’uno davanti all’altra grazie a una conoscenza comune. «Lei ha dichiarato di avere informazioni su alcuni individui connessi alla Russia che hanno finanziato il Comitato nazionale democratico e sostenuto la signora Clinton. Le sue affermazioni erano vaghe, ambigue e non avevano senso. Non mi ha dato alcun dettaglio. È stato subito chiaro che non aveva informazioni significative», ha dichiarato Trump jr il 9 luglio 2017 al New York Times. Quindi, secondo il figlio del Presidente, non si è parlato della Clinton. O meglio, l’avvocatessa non avrebbe detto niente di importante sull’ex first lady. Dichiarazioni che seguono quanto detto il giorno prima dalla stessa Veselnitskaya, che ha tenuto a precisare di non avere mai agito per contro del governo russo.

L’INCIDENTE A LONDRA
Nonostante l’incontro con Trump jr, raggiungere gli Stati Uniti non è stato sempre facile per l’avvocatessa. Nel 2015, di ritorno da un viaggio d’affari a Londra, infatti, è stata fermata dalla sicurezza dell’aeroporto di Heathrow mentre stava tentando di tornare in America per seguire il caso di un suo assistito. A detta sua, si è trattata di una «molestia» da parte del governo del Paese per motivi burocratici. «Sono stata trattenuta per due ore da alcuni funzionari che mi hanno preso di mira. Durante la mia detenzione, sono stata ingiustificatamente sottoposta a una perquisizione, senza motivo apparente. Non avrei dovuto essere sottoposta a tale umiliazione visto che ero in regola con i permessi». Un incidente che non si è più verificato visto che la Veselnitskaya è tornata negli States almeno in altre due occasioni nel 2016, quando tra le altre cose ha incontrato il figlio di Trump, e un’altra volta a inizio 2017 per seguire un suo cliente.

UNA REPUBBLICANA MANCATA
L’avvocatessa è sempre stata affascinata dalla politica, come si può vedere dal suo profilo Facebook. Non sopportava Obama: ha scritto molti post contro l’allora Presidente, mettendo in mostra il proprio spirito conservatore. Le critiche non si fermano al governo ma si estendono anche a iniziative dei democratici come la ‘marcia delle donne‘, manifestazione dei 21 gennaio 2017 contro l’Amministrazione Trump, colpevole di discriminazione.
Ma il primo vero contatto con la politica internazionale risale al 2012, quando, ricalcando la posizione di Vladimir Putin, chiedeva l’abolizione del Magnitsky Act, legge che consente agli Stati Uniti di negare i visti ai russi coinvolti nelle violazioni dei diritti umani. Di tutta risposta la Russia aveva  bloccato tutte le adozioni di bambini russi nel Paese americano. Scelta condivisa dalla Veselnitskaya, anche se si tratta di una decisione controversa visto che lei è anche a capo della Fondazione per l’iniziativa globale per la responsabilità dei diritti umani, una ong dello Stato del Delaware che lavora per eliminare questo divieto.
Insomma, negli ultimi anni, l’avvocatessa ha dimostrato tutto il suo amore politico per i Repubblicani, attaccando, quando possibile, la controparte democratica. Non ci dobbiamo sorprendere, dunque, dell’incontro con il figlio del tycoon.

UN’AVVOCATESSA DI SUCCESSO
La Veselnitskaya ha mosso i primi passi nella professione nel settore pubblico, lavorando per tre anni nella Procura di Stato dopo essersi laureata nel 1998 all’Università statale. Dal 2011, si è messa in proprio, creando la sua società: la Kamerton Consulting che si occupa tutt’ora di consulenza legale. Un nome noto in Russia, visto che, tra i suoi assistiti, c’è stato anche un famoso imprenditore, accusato di frode. Accusa caduta a seguito di un accordo privato: sei milioni di dollari in cambio di una fedina penale pulita. Secondo il New York Times, al momento, l’avvocatessa ha anche rappresentato il figlio di un funzionario di stato maggiore e alcune imprese di proprietà del governo.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 10-07-2017 01:17 PM


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