Fibroma e ciclo, quale legame?

di Giovanna Pavesi
Il flusso mestruale abbondante fino all’emorragia, con peggioramento del dolore, è uno dei sintomi della patologia. Spesso però le donne lo sottovalutano, pensando sia normale.

fibroma uterinoF. si sentiva sempre stanca, fisicamente a pezzi. Il dolore del ciclo mestruale era sempre stato intenso, fin dall’adolescenza. Probabilmente troppo. Ma crescendo tutto si era amplificato. In un paio di circostanze era addirittura svenuta. Una volta in ufficio, durante una riunione di lavoro, un’altra appena sveglia, poco prima di uscire di casa per prendere la metropolitana. Amiche e parenti le dicevano che era normale, che ogni donna portava quel peso addosso e che anche sua madre aveva avuto lo stesso problema. Tanto che F. per un po’ non ci aveva nemmeno fatto caso. Poi qualcosa cambiò: aveva iniziato ad avvertire un forte senso di pesantezza, si sentiva premere sul basso ventre e il flusso del ciclo mestruale era sempre più abbondante. Qualche volta le aveva persino macchiato i vestiti superando le resistenze dell’assorbente.

LA SCOPERTA DEL FIBROMA
Senza saperlo F. aveva un fibroma uterino, uno dei tumori benigni più frequenti tra le donne. Lei però, come tante, aveva ignorato i campanelli d’allarme. Ma di cosa si tratta? I fibromi uterini sono dovuti alla proliferazione delle fibre muscolari lisce dell’utero e la loro incidenza varia, a seconda dell’età, tra il 20% e l’80%. Le donne non sempre li riconoscono. O meglio, non sempre li identificano. Si manifestano soprattutto durante il periodo fertile, ma numero e volume aumentano con l’età. Il picco massimo lo raggiungono tra i 40 e i 50 anni e tendono a regredire con la menopausa.

IL CICLO ABBONDANTE È UN SINTOMO
Non tutte le donne affette da questa patologia però avvertono sintomi. Che infatti variano in base a numero, dimensione e posizione. «Il ciclo abbondante fino all’emorragia, con peggioramento del dolore mestruale, è uno di questi sintomi, ma spesso le donne lo sottovalutano», spiega la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’ospedale San Raffele Resnati di Milano, che a LetteraDonna chiarisce quanto è determinante ascoltare il proprio corpo.

QUANDO IL FLUSSO È ECCESSIVO
Secondo la dottoressa, il flusso mestruale si può definire eccessivo «quando si registra una perdita superiore agli 80 millilitri di sangue per ciclo, ovvero quando nel giro di tre mesi il flusso equivale a una trasfusione di sangue». Nel concreto, quando è necessario cambiare un tampone regular ogni due ore, oppure un assorbente medio ogni tre. «Bisogna prestare attenzione quando si consumano più di 20 tamponi o 25 assorbenti per ciclo, se il flusso dura più di sette giorni e se ci sono coaguli», conclude Graziottin.

LE CAUSE DEL CICLO ABBONDANTE
«Il flusso eccessivo può dipendere da cause costituzionali, disfunzionali o organiche. Nel primo caso è associato a patologie della coagulazione e carenze piastriniche. La causa disfunzionale più frequente, invece, è costituita dagli squilibri ormonali. Tra le cause organiche ritroviamo invece i fibromi sottomucosi, tumori del collo dell’utero o dell’endometrio, malattie ematologiche o altre patologie legate alla coagulazione», spiega la dottoressa.

CHE COSA PROVOCA IL CICLO EMORRAGICO
Secondo la professoressa, per i sanguinamenti uterini anomali la localizzazione del fibroma è più importante della dimensione: «anche piccoli miomi sottomucosi possono provocare flussi abbondanti e prolungati, con conseguente e progressiva perdita di ferro, che risulta cinque o sei volta più alta del normale». Le tipologie di questi tipi di fibromi possono essere due: «Esiste il fibroma che cresce proprio sotto la mucosa che, anche se è più piccolo di un centimetro, può dare emorragie importanti, e quello peduncolato, che può causare forti dolori mestruali». Il ciclo diventa così doloroso «perché il flusso abbondante induce l’utero ad aumentare le contrazioni della muscolatura liscia e il fibroma peduncolato determina una spina irritativa che causa coliche uterine, come dolore addominale acuto, nausea, febbre e malessere generale», conclude Graziottin.

LE CONSEGUENZE
Tra le conseguenze della mestruazione emorragica, la principale è l’anemia sideropenica che, a sua volta, causa una serie di sintomi. «L’astenia grave, il rischio di depressione raddoppiato, perdita del desiderio sessuale, difficoltà di concentrazione e attenzione, soglia del dolore più bassa e impatto negativo sulla fertilità, sono tra i sintomi più comuni», spiega la ginecologa. Secondo Graziottin, poi, l’anemia da carenza di ferro è un’altra condizione invalidante: «Il 15-30% delle donne in età fertile ne soffre e le emorragie da fibromatosi uterina ne sono una causa importante».

L’IMPORTANZA DEL FERRO
Per l’esperta, il ferro è un oligoelemento che funge da importante cofattore di varie proteine necessarie per il metabolismo dell’ossigeno e dell’energia, «ma si trova anche nel sistema nervoso centrale, dove è fondamentale in processi enzimatici chiave per la sintesi di neurotrasmettitori come la dopamina, essenziale per i processi appetitivi e la serotonina, fondamentale nella regolazione del tono dell’umore, ma anche nella vulnerabilità al dolore». Questo elemento, quindi, risulta determinante per la salute delle donne: «L’assunzione di ferro è raccomandata nelle donne in età fertile è di 18mg al giorno», spiega la dottoressa. Gli alimenti che ne contengono di più sono carne, sia rossa che bianca, pesce, uova, legumi, spinaci, peperoni. Per facilitare l’assorbimento di ferro sono indicati anche la frutta secca, gli agrumi, i kiwi, l’uva, ricchi di vitamina C.

LA TERAPIA
«In caso di flussi abbondanti causati dalla presenza di un fibroma, esiste oggi una terapia medica specifica, unica al mondo», continua Graziottin. Che poi aggiunge: «Si tratta di ulipristal acetato, un modulatore selettivo del recettore del progesterone, che ha dimostrato, in studi recenti, di essere molto rapido ed efficace nel controllo del sanguinamento e nella riduzione del volume dei fibromi, con un alto profilo di sicurezza e di tollerabilità».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 19-06-2017 09:10 AM


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