Alla premier piacciono le donne

Il nuovo primo ministro della Serbia, Ana Brnabic, è donna e omosessuale. Una doppia novità per il Paese. Ma c'è chi sostiene che il suo sarà solo un incarico di facciata.

Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha nominato prima ministra Ana Brnabić. Una donna, e anche lesbica: una doppia novità per la Serbia. «Non è stata una decisione facile», ha detto il presidente in una conferenza stampa, sottolineando poi come la nuova premier abbia tutte le qualità e la preparazione per portare avanti il programma di governo e per continuare a migliorare l’immagine internazionale del Paese.

GLI STUDI ALL’ESTERO
Nata il 28 settembre 1975 a Belgrado, Ana Brnabić ha studiato negli Stati Uniti, alla Northwood University, e in Inghilterra, alla University of Hull. Aveva già fatto notizia lo scorso agosto quando, prima lesbica dichiarata, indipendente e senza esperienza in politica, era entrata a far parte del nuovo governo come ministra della Pubblica Amministrazione. Adesso questo nuovo importantissimo incarico, anche se ci sono già grossi dubbi sui suoi reali poteri: il suo ruolo potrebbe essere puramente simbolico, considerata la forte influenza di Vučić, che non si dovrebbe limitare all’incarico di rappresentanza spettante al presidente.

UN INCARICO DI FACCIATA
«Avere una premier omosessuale sarebbe un grande segnale in molti Paesi occidentali. Lo è ancora di più in Serbia, dove il 65% delle persone crede che essere gay sia una malattia e il 78% pensa che l’omosessualità non debba essere manifestata in pubblico», ha detto l’attivista Lgbt Goran Miletić, tra gli organizzatori del Gay Pride di Belgrado, annullato in passato per tre anni di fila e poi ricominciato con misure di sicurezza eccezionali. Vista l’ingombrante figura di Vučić, secondo Boban Stojanović, professore di Scienze Politiche all’Università di Belgrado, la nomina della Brnabić «servirà solo a mascherare la reale situazione dei diritti civili e umani in Serbia»: la scelta di un membro della comunità Lgbt come primo ministro sarà usata come indicatore dello stato dei diritti civili e umani, per dare un’immagine migliore del Paese. Ma sbagliata.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 16-06-2017 12:43 PM


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