«Io canto, ma sono una sega»

di Elisa Marioni
Protagonista di The winner is e nuova giudice di X Factor, Mara Maionchi, col suo fare schietto e tagliente, si è conquistata la fama di regina dei talent show. L'abbiamo intervistata.

Mara MaionchiProduttrice discografica da 50 anni, sul piccolo schermo si è conquistata la fama di regina del talent show, irriverente e senza peli sulla lingua. Mara Maionchi, che nella prossima stagione di X Factor tornerà nelle vesti di giudice – dopo essere passata per Amici di Maria De Filippi – è pronta a sfoderare ancora una volta i suoi giudizi taglienti nel nuovo programma della rete ammiraglia di Mediaset. Assieme ad Alfonso Signorini, da venerdì 15 giugno, è protagonista in prima serata di The winner is, il talent canoro di Canale 5 condotto da Gerry Scotti. Le regole sono le stesse della scorsa edizione: otto concorrenti sono chiamati a sfidarsi tramite scontri diretti decisi dal voto del pubblico in studio. Prima di comunicare loro il risultato, però, il conduttore li mette di fronte a una scelta: accettare un premio in denaro (10, 20, 30 mila euro) rinunciando alla gara o andare avanti per scoprire il verdetto. «La gente che sceglie di fare la vita dell’artista lo fa per passione, ma se prendi i soldi che ti vengono offerti hai la possibilità di vivere più tranquillo e magari di prepararti di più per una nuova produzione, per prendere lezioni, per lavorare con chi sa fare questo mestiere, senza gravare sulla famiglia», ha precisato Maionchi a LetteraDonna.

DOMANDA: Ma non ci sono troppi talent show canori in tv?
RISPOSTA: Ce ne sono sempre stati, anzi quando ero giovane ce n’erano di più. C’era Cantagiro, Festivalbar, Disco per l’Estate, Sanremo
D: Bisogna passare necessariamente da lì, oggi, per avere successo?
R: No. Io farò X-Factor con una giudice (Levante, ndr) che è uscita da sola, attraverso una piccola etichetta di Torino. Anche Gabbani credo sia prodotto da una casa non grande. Se uno lavora forte può trovare una buona idea anche con pochi soldi. Nei 38 Sanremo che ho fatto, sa quanta gente è passata tra giovani e non? La maggioranza non hanno trovato il successo. A me sembra tutto uguale, non è cambiato nulla.
D: In The winner is che ruolo avrà?
R: Io sono il 101esimo giurato, perché a votare al termine degli scontri tra aspiranti cantanti è il pubblico, formato da 100 persone. Dopo le sfide darò la mia opinione, prima di sapere chi dei due ha vinto. Insomma, il mio voto non avrà un peso maggiore degli altri: faccio dei commenti buoni o meno buoni, quando tutto è già accaduto. E do anche dei consigli: se uno è bravo, se c’è ancora del lavoro da fare…
D: Cosa si aspetta da questa esperienza? La coppia Maionchi-Signorini promette scintille…
R:
Il ‘signor Signorini’, come lo chiamo nello spettacolo, giudica gli artisti da un punto di vista giornalistico, più umano. Io sono attratta dal risultato finale e faccio un altro tipo di critica. Siamo una coppia abbastanza divisa in effetti, non siamo d’accordo su tutto perché lui tiene in considerazione aspetti che io non considero e mi colpiscono di meno.
D: Perché tanti vincitori di talent non hanno poi successo?
R:
Perché non trovano la strada. Dipende da come si lavora, con chi si lavora e quanto ci si è accontentati della vittoria. Magari uno piace perché fa cose particolari, poi vince e non sa ripetersi. È più facile fare successo che mantenerlo. Un esempio? Michele Bravi: ha vinto un talent in un momento in cui non era pronto nella scrittura e forse non aveva dei compagni di lavoro perfetti, però era vocalmente interessante. Gli è servito un periodo più lungo per maturare e a Sanremo è stato uno delle migliori proposte.
D: Che atteggiamento hanno i cantanti dei talent?
R: Sono tutti convinti di essere formidabili, poi arrivano al confronto con il mestiere vero ed emergono le difficoltà.
D: Molti preferiscono cantare in inglese…
R: Sì, e io non sono favorevole a questa scelta. Poiché siamo in Italia e non siamo i padroni della musica mondiale, forse è meglio sforzarsi di più. L’inglese è una lingua che aiuta perché è ritmica, scrivere in Italiano è molto più difficile ma è la nostra lingua. Siamo in Italia, dobbiamo provarci.
D: Com’è cambiata la discografia negli ultimi 10 anni?
R:
Oggi il mondo riceve diversamente i messaggi. Guardi Rovazzi: ha fatto una cosa pazzesca ma si fruisce attraverso altri mezzi, non tanto quello della canzone tradizionale. Nella discografia è cambiato tutto: il messaggio, i canali, il modo di acquistare, i mezzi. Non so se in meglio o in peggio, ma so che a un certo punto le cose cambiano e chi capisce e sa interpretare il cambiamento ne usufruirà meglio degli altri.
D: C’è un tipo di cantante, una figura, una band che attualmente manca nel panorama italiano (tipo: un certo tipo di band, un vero grande cantautore, un rapper in grado di sfondare all’estero)?
R: Non è che ora manchi qualcuno, ma quando arriverà ci accorgeremo che è arrivato. Non posso dire che mancano i Police, ad esempio: quella è un’altra musica e fa parte di un altro momento storico. Arriverà però qualcosa di diverso: se uno ha coraggio e voglia può ancora fare musica in questo mondo.
D: Ci sono ancora grandi cantautori?
R: Quelli che conosciamo hanno raccontato mondo che forse non c’è più (ride, ndr). Ho fiducia che i ragazzi saranno attenti a quello che accade nel mondo e si faranno menestrelli di questi tempi. Oggi abbiamo problemi che non c’erano: De Gregori non cantava di immigrazione perché non esisteva il problema. Ora la gente forse non legge più nella musica un messaggio di vita ed i ragazzi non seguono la politica come negli Anni ’70. C’è un’altra aria, ognuno canta il mondo in cui vive. Però qualcosa di interessante potrebbe esserci.
D: C’è un artista che poteva produrre e che invece non ha prodotto, pentendosi?
R:
No, non mi sono mai pentita di nulla, anche se un cantante che non ho voluto produrre poi ha fatto successo. Produrre vuol dire fare da specchio a un artista, fare in modo che si capisca meglio. Non mi sono pentita perché consapevole che non ero adatta.
D: Parliamo di Amici e dell’addio di Morgan. Lei lo conosce. Che persona è?
R: Morgan ha un eloquio pazzesco, racconta in un modo incredibile, conosce storie e un certo tipo di musica, quando aveva grandissimi artisti, che avevano grandi possibilità di esprimersi, raccontavano un altro mondo. Lo trovo un personaggio molto affascinante.
D: Aveva ragione lui o Maria De Filippi?
R: Non conosco molto storia, non lo so. Di certo i ragazzi sono molto tesi, se uno non sta con loro dalla mattina alla sera si sentono abbandonati, è molto difficile capire. Credo che anche lui non sia stato felice di come sono andate le cose. È stato spiacevole, al di là di chi ha ragione e chi ha torto. Ma dobbiamo ricordare che le cose possono essere molto più complesse di come appaiono.
D: Adesso torna a X Factor dopo molti anni in veste di giudice…
R: Mi divertivo moltissimo in Extra Factor e mi mancherà, ma ora come giudice torno alle cose serie. Spero di fare meno stupidaggini possibile e se riesco ad aiutare qualcuno sarò contenta. Spero di essere capace.
D: Cosa pensa dei suoi colleghi giudici (Manuel Agnelli, Levante e Fedez)? Dobbiamo aspettarci scontri?
R: Per principio non mi scontrerò con un altro giudice. Ho dovuto imparare, altrimenti io e mio marito, sposati nel 1976, avremmo dovuto separarci nel ’78. Si potrà discutere sulle situazioni in cui non saremo d’accordo, ma nulla di più. Ho trovato molto giusti tutti e tre i giudici. La verità è che cerchiamo tutti un personaggio che abbia qualcosa da raccontare e speriamo di trovarlo. Speriamo di saper distinguere quello che può far successo e di aiutarlo a crescere.
D: Non le è mai venuta voglia di incidere un disco?
R: Sono proprio una sega pazzesca, le prego di scrivere così perché sia chiaro che sono peggio di quelli non capaci. Ho fatto solo un disco a mia insaputa: l’ha fatto Tommasini durante uno spettacolo della Cuccarini a cui partecipammo io e Morgan. Io facevo il presidente degli Stati Uniti che tornava dallo spazio. Poi a mia insaputa ha fatto un disco dove c’era la mia voce, ovviamente parlata, sopra una base musicale. Devo dire che mi sono anche molto arrabbiata (ride). Io non posso permettermi di fare la cantante neanche per finta. Non sono in grado, mi sarebbe piaciuto ma analizzando le mie qualità ho fatto bene a non farlo mai, neanche per prova.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 15-06-2017 03:33 PM


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