«Adesso dirigo io»

di Antonella Matranga
«Un abbandono assurdo e devastante»: Natalie Portman, alla sua prima regia, ci racconta Sognare è Vivere, film tratto dal libro di Amos Oz e in uscita nelle sale italiane l'8 giugno.

Natalie PortmanUna bellezza che rasenta la perfezione, minuta e semplice quella di Natalie Portman, attrice da quando aveva 12 anni (Leon di Luc Besson il suo primo film) e una laurea in psicologia ad Harvard. Già Premio Oscar come miglior attrice per Il Cigno nero, si presenta alla fine di una stagione intensa che l’ha vista protagonista di grandi film come Jackie di Pablo Lorraine e Song to Song di Terrence Malick, portando al cinema la sua prima regia in Sognare è vivere (dall’8 giugno). La pellicola è l’adattamento cinematografico dal best seller autobiografico di Amos Oz Una storia d’amore e di tenebra, in cui lo scrittore israeliano racconta la storia della sua famiglia che incrocia quella degli albori dello Stato di Israele. La Portman, che è  nata a Gerusalemme da padre dottore e madre artista (Natalie Herslag il suo vero nome), ha anche scritto e co-prodotto il film in cui recita la difficile parte di Fania, madre del protagonista malata di depressione e suicida quando Oz aveva 12 anni.
Dopo quattro anni vissuti a Parigi, l’attrice si è da poco trasferita a Los Angeles con il marito coreografo Benjamin Millepied e il suo primogenito Aleph. «È stata un’esperienza con aspetti negativi e positivi ma sono felice di essere tornata», ha dichiarato in tivù.

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DOMANDA: È stato difficile scrivere, dirigere e interpretare Sognare è vivere?
RISPOSTA: Scrivere è stato gratificante. Mi è piaciuto giocare con le parole, cambiare le cose, farmi venire nuove idee. Mentre per la regia è stato più complicato. Ero molto nervosa. Mi preoccupavo di come sarebbe andata. Non è facile perché da regista sei responsabile del cast e di tutto quello che succede.
D: Cosa racconta il film?
R: La nascita di uno scrittore dovuta al vuoto che sua madre ha lasciato. Un vuoto che lui riempie con parole e storie. Un abbandono assurdo e devastante. Ma è anche un’opportunità e Fania gli fornisce gli strumenti per coglierla.
D: Come si è preparata a questo ruolo?
R: Essere madre mi ha aiutato a capirla anche se non fino in fondo. Ci si rende conto di quanto sia complicato. È una sfida importante che cambia la tua identità. La cosa che mi ha commosso nel libro è che Oz da bambino si era preso cura di lei e da uomo adulto conserva questa memoria.
D: Il film racconta anche del riconoscimento da parte delle Nazioni Unite dello Stato d’Israele nel ‘48.
R: Un evento importante. Un barlume di luce nell’oscurità assoluta della Seconda Guerra Mondiale. Ma appena ciò avvenne, si impugnarono le armi e la guerra con la Palestina ebbe inizio. Una cosa orribile.
D: Che rapporto ha con Amos Oz?
R: Profondo. Fin dalla prima volta che ci siamo incontrati a casa sua a Tel Aviv e gli ho parlato del mio progetto. Mi ha detto di sentirmi libera. Abbiamo parlato tanto ed è stata una fortuna per me avere con lui una relazione così stretta e sincera.
D: Nel film recita in ebraico.
R: Ho frequentato una scuola ebraica fino a 13 anni ma non lo parlavo benissimo. Mezza giornata si studiava anche in inglese. A 25 anni sono tornata in Israele per un corso di specializzazione e ho imparato a parlarlo bene perché uscivo e trascorrevo il tempo nei bar. Il modo migliore per imparare una lingua.
D: Non sembra una frequentatrice di bar.
R: Infatti, non lo sono. Ho sempre inteso la leggerezza come uno stato d’animo che non ha bisogno di eccessi per dimostrarsi tale. Mi sembra di sprecare il mio tempo alle feste, tranne che per imparare una lingua.
D: In Planetarium, film di Rebecca Zotlowski uscito nel 2016, recita in francese ed è diretta da una regista.
R: Da tempo lo desideravo! Sa, se il tuo capo è femmina, puoi stare certa che il clima sul set sarà familiare. Poi una donna al comando ha sempre una marcia in più. Non trova?
D: Ed è stata lei a segnalare Lily-Rose Depp per la parte di sua sorella?
R: Rebecca (Zotlowski) stava cercando un’attrice giovane in grado di recitare sia in francese che in inglese. Su una rivista ho visto una foto di Lily-Rose e ho trovato che ci assomigliavamo tanto; poi ha madre francese (Vanessa Paradis) e padre americano (Johnny Depp), chi meglio di lei! Ed è stata un’ottima scelta perché è brava ed è anche una ragazza fantastica.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti, video Argomenti: , Data: 08-06-2017 03:05 PM


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