«Instagram ha creato un mostro»

È diventato una miniera d'oro per le aziende. E gli utenti comprano sempre di più like. Lo sfogo è di Sara Melotti, influencer di successo che si è piegata alle logiche del mercato, e si sente una «miserabile».

instagram«Ricordo l’eccitazione di quando ho iniziato a pubblicare. Era tutto incentrato su creatività, arte e lavoro, era giusto, etico, bellissimo». Non è tutto oro quel che luccica. E anche i filtri di Instagram lo sanno. Sara Melotti, italiana trapiantata in Thailandia, è una giovane e celebre influencer e fotografa di viaggio, che sulla piattaforma conta oltre 30 mila follower. Ha anche un blog, molto ricco ed esteticamente bello, dove a fine aprile ha scritto un articolo dal titolo Instagram ha creato un mostro. E ha parlato dei retroscena commerciali e dei trucchi del settore in una recente intervista con Daily Mail Australia.

«Le cose sono cambiate molto da allora, e ora sento spesso una stretta allo stomaco quando devo pubblicare una nuova foto». Addirittura? Viene da chiedersi. Che dietro a ogni tipo di social network ci fossero gare numeri di contenuti sponsorizzati lo sapevamo, ma l’influencer spiega che Instagram negli ultimi anni è diventato semplicemente «il nuovo modo di fare pubblicità», e il giro di soldi ha peggiorato tutto il resto.«Ciò che un tempo erano contenuti originali, ora sono ridotti a dinamiche di algoritmi senza significato», dice. Parlando di cifre, Sara spiega che comprare 100 follower costa circa 3 dollari, comprarne 10 mila circa 70. «So di essere ipocrita. Sto giocando a questo gioco da sei mesi e ciò mi ha reso una miserabile», racconta ancora.

«Penso che sia il momento di smetterla con le cazzate e dirvi esattamente cosa sta succedendo. Ve lo devo, perché se vivo la vita che ho oggi, se faccio quello che amo di più, che è viaggiare, scrivendo e occupandomi di arte, è anche grazie a voi ragazzi», ha continuato, spiegando che se può permettersi di viaggiare è solo grazie a collaborazioni con «alberghi, tour e marchi». La maggior parte delle aziende che paga per i post, dice la fotografa, sono completamente ignari del fatto che i numeri che vedono in alcune pagine siano incredibilmente gonfiati ad arte.
«I nostri profili Instagram non sono la vita vera. La vita vera la fermiamo per fare questi scatti, per ricevere like e commenti, perché è così che oggi diamo valore a noi stessi».

Inizialmente, racconta ancora, Instagram utilizzava la la logica dei contenuti in ordine cronologico. Chi pubblicava un post per primo, veniva visualizzato per primo. Poi la piattaforma ha scelto di mostrare le foto e i video secondo la probabilità di interesse verso il contenuto e il rapporto con la persona che posta. «La gente non vedeva più i nostri post, i numeri calavano velocemente e alcuni di noi, nel panico, hanno iniziato a pensare a soluzioni ‘creative’ per ingannare questo algoritmo infernale. Come? Innanzitutto comprando ‘like’ e commenti per avere più follower. Si falsifica la fama online pagando centinaia di dollari per acquistarli in quantità dai robot che li offrono».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 19-05-2017 07:27 PM


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