I cyberbulli finiscono nella rete

di Caterina Belloni
La prima legge contro gli hater da tastiera è realtà. Un sospiro di sollievo per molte famiglie con figli minorenni. Ma la norma deve essere ancora migliorata. Parola di mamma.

cyberbullismDa madre di due ragazzine non posso che sentirmi soddisfatta. Come sicuramente lo saranno altre mie ‘colleghe e colleghi’ italiani. Per chi ha figli adolescenti la data del 17 maggio 2017 potrebbe diventare una di quelle da ricordare. Merito di quanto stabilito dalla Camera dei deputati che ha approvato, senza nemmeno un voto contrario, la prima legge contro il cyberbullismo a tutela dei minorenni. Qualcuno sostiene che la norma sia poco puntuale, limitata e che servano aggiustamenti per renderla efficace. Sapete cosa vi dico? Che intanto adesso almeno una legge esiste. E questo significa già molto, soprattutto alla luce del fatto che si tratta di tutelare i ragazzini da un nemico che non ha confini o dimensioni certe. Il bullismo via Internet può assumere infinite forme e arrivare a qualunque ora del giorno e della notte. Colpisce l’aspetto fisico, un difetto di pronuncia, le passioni, i problemi della famiglia. Difendersi è complicato (qui 10 fondamentali regole da seguire), a volte sembra impossibile, ma ora ci sono alcune elementi cui appellarsi. Ad esempio la facoltà data alla vittima di aggressioni di rivolgere istanza al gestore del sito Internet o del social media per ottenere l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale diffuso su Internet, con la certezza che accadrà nel giro di 48 ore. Un primo passo per arginare il fenomeno e cercare di contenere i danni.

IDENTIKIT DEL BULLO
Ma a doverci far gioire in tutto e per tutto è che per la prima volta un fenomeno che spaventa le famiglie di tutto il mondo ha avuto una definizione legale nel nostro Paese. «Bullismo telematico è ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. Nonché la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo», recita la legge. Niente dubbi, niente incertezze, come si addice alle questioni di diritto. A questo punto nessuno potrà permettersi di minimizzare o di fare spallucce di fronte a foto pubblicate online contro la volontà del soggetto ritratto. Né si potranno derubricare come «sciocchezze» e «ragazzate» commenti e immagini che spingono un’adolescente a piangere perché non vuole andare a scuola. In aula al momento dell’approvazione della legge c’era anche Paolo Picchio, padre di Carolina, la ragazza di 14 anni morta suicida per colpa dei bulli. E forse perché ancora non c’era una norma ad aiutarla a bloccare aggressioni e maltrattamenti nel mondo virtuale. Il più amato e usato dai giovani. La presidente della Camera Laura Boldrini ha dedicato a lei la legge e da madre l’ho trovato un bel gesto. Certo, se vogliamo proprio dirla tutta, le vittime del cyberbullismo non sono solo i minori, quindi si dovrebbe questo provvedimento dovrebbe essere trasferito anche agli adulti, spesso fragili quanto i ragazzini.

SUBITO OPERATIVA E…
Raggiante Ernesto Caffo, presidente di Sos Telefono Azzurro Onlus, Ernesto Caffo. «Sono soddisfatto di questa legge, che abbiamo seguito in tutte le sue fasi e che condividiamo, perché consente di offrire risposte concrete ai ragazzi, facilitando loro la possibilità di richiedere aiuto. Adesso però bisogna istituire una rete di intervento immediata perché possa funzionare al meglio», spiega. «Occorre segnalare a provider e polizia postale il materiale che va eliminato in tempo reale, poi bisogna agire per aiutare le vittime ad affrontare i problemi che insorgono di fronte a queste aggressioni. Anche le famiglie e le strutture educative vanno sostenute, come in fondo pure gli autori dei reati, che in molti casi sono persone che si comportano in questo modo per via del contesto di degrado o di devianza in cui operano». Fatta la legge, secondo il professor Caffo occorre quindi creare gli strumenti concreti perché sia operativa al più presto. «Dal momento che l’iter parlamentare è stato lungo, abbiamo avuto tempo come associazione di cominciare a ragionare sugli aspetti pratici e quindi abbiamo delle idee che condivideremo sin da subito con il Ministero, con cui già lavoriamo da tempo per i numeri di emergenza contro il bullismo», insiste il presidente del Telefono Azzurro. «In questa fase anche la pressione delle associazioni che operano a favore dell’infanzia è fondamentale perché si arrivi davvero a conseguire gli obiettivi definiti dalla legge».

…CHE A SCUOLA SI CAMBI
Un ruolo chiave spetterà indubbiamente alle scuole. Che hanno un compito educativo di primo piano. «Come associazione cogliamo con favore la valorizzazione di strumenti preventivi di carattere educativo rispetto agli strumenti di natura penale. È necessario infatti investire sulla responsabilizzazione di ragazzi e genitori per combattere l’emergenza», aggiunge Caffo. Che poi si sofferma su un elemento fondamentale: la prevenzione. «Serve decisamente più della repressione, anche se strumenti come il richiamo, che sono stati introdotti, possono rivelarsi utili», conclude. In questa prospettiva la legge prevede che in ogni istituto scolastico dovrà essere designato un docente con funzioni di referente per le iniziative contro il cyberbullismo, che collaborerà con le Forze di polizia, le associazioni e con i centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio in caso di necessità. Le scuole, poi, sono chiamate a elaborare interventi di prevenzione e informazione, con la promozione dell’uso consapevole di Internet. Un aspetto da non sottovaluatare e ne sono convinta come genitore. I nostri figli trascorrono in classe un tempo estremamente lungo, talvolta superiore a quello che passano con noi. Sapere che non saranno più lasciati completamente soli di fronte al branco mi rende un po’ più serena.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 17-05-2017 07:54 PM


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