«Nessuno tocchi madame Macron»

di Antonella Matranga
Madrina di opere prime come Nobili bugie e Una gita a Roma (nelle sale dal 4 maggio), icona del cinema italiano, francese di adozione: a tu per tu con Claudia Cardinale.

Rome Film Festival Opening And 'Moonlight' Red Carpet - 11th Rome Film FestivalOcchi bistrati di nero, voce profonda e graffiante, mani ricoperte di anelli e risata contagiosa, Claudia Cardinale, attorniata da fan di tutte le età che la cercano per autografi e foto, non si risparmia per nessuno, con un sorriso e una parola per tutti. Siamo al Bif&st di Bari, alla presentazione di Nobili bugie, opera prima di Mario Pisu dove interpreta una duchessa decaduta che con il marito, durante al seconda guerra mondiale, dà rifugio ad alcuni ebrei escogitando una truffa: «Se non mi piace la sceneggiatura non incontro nemmeno il regista, anche se è conosciuto. La storia è divertente e mi è piaciuto anche il cast. E poi, In Italia non ci sono finanziamenti, amo aiutare con il mio nome gli esordienti». Categoria di cui fa parte anche Karin Proia, a cui ha ‘regalato’ una partecipazione straordinaria in Una gita a Roma, nelle sale dal 4 maggio, interpretando insieme a Philippe Leroy una coppia di anziani che dà temporanea accoglienza ai due ragazzini fuggiaschi. Pochi minuti di pura poesia cinematografica e il modo migliore per dire che no, Claudia Cardinale non è quella vista ne Il bello delle donne… alcuni anni dopo, flop di cui infatti preferisce non parlare. Insomma, passano gli anni (nel 2018 saranno 60 di carriera) ma la ragazza con la valigia non ha nessuna voglia di fermarsi.

DOMANDA: Nella sua carriera ha interpretato più di cento film. Si ricorda la sua prima volta?
RISPOSTA: Il mio primo film, girato quando avevo 16 anni e vivevo a Tunisi, è stato I giorni dell’amore, con Omar Sharif, dove facevo un araba. Tempo fa il regista di Jacques Baratier scrisse un libro e mi mise in copertina in bikini, dicendo che si era dispiaciuto di avermi coperta!
D: All’epoca era una ragazza ribelle. Al punto da lasciare il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dopo appena tre mesi.
R: Avevo difficoltà con la lingua. Parlavo arabo, francese e il siciliano dei miei genitori. Mi dicevano che ero fotogenica ma che avevo una scarsa attitudine alla recitazione, così decisi di rifiutare e mi guadagnai per questo la copertina su Epoca. Cominciò così la mia avventura inconsapevole nel cinema.
D: Per il film di Germi Un maledetto imbroglio ricevette una recensione lusinghiera da Pier Paolo Pasolini.
R: Meravigliosa! Per i 50 anni dalla morte di Pasolini ho riletto quelle parole in pubblico. Vediamo se ricordo: «Quegli occhi che guardano solo con gli angoli, quei capelli spettinati, quel viso di gatta, così selvaggia». Queste parole sono state per me un privilegio straordinario.
D: Il suo primo film italiano è stato I soliti ignoti di Mario Monicelli. Poi ha con tanti altri grandi registi, come Herzog e Visconti.
R: Erano così divertenti… Gesticolavano tanto e io pensavo sempre che stessero litigando, anche perché non capivo una parola di quello che dicevano. Vittorio (Gassman, ndr) mi diceva: «In Italia si parla con le mani!».
D: Ha lavorato anche con Fellini, in .
R: Una delle esperienze più belle della mia vita. Era tutto improvvisazione, non c’era copione. Lui si metteva  al posto di Mastroianni e parlava con me, poi Marcello si metteva al suo posto e ripeteva quello che aveva detto Fellini prima. Ho avuto la fortuna d lavorare nel momento magico del cinema italiano e internazionale.
D: Così amata da essere l’immagine del prossimo Festival di Cannes.
R: Un’immagine felice, spensierata. Ma tutta la città e il Festival sarà tappezzato di mie foto prese da film che ho interpretato. Mi hanno mandato dei provini, sono bellissime e sono molto contenta (niente commento sul fotoritocco della locandina, ndr).
D: Cosa l’ha resa così speciale?
R: Forse il fatto di essere una persona  normale. Non mi sono mai sentita una diva, non me ne sono mai andata in giro con un bodyguard: in America ne rimanevano sorpresi.
D: Negli Anni ’80 si è trasferita a Parigi. Come mai?
R: Per via dei paparazzi che stazionavano sotto casa e non mi facevano vivere. La mia vita privata è stata stravolta dal divorzio da Franco Cristaldi, produttore che era l’uomo più potente all’epoca. Pensi che a Roma ho dovuto cambiare casa tre volte. Sono venuta a vivere a Parigi per sfuggire a tutto questo.
D: La pressione della stampa era dovuta anche alla sua relazione con Pasquale Squitieri.
R: Pasquale è stato il grande amore della mia vita. Anzi, l’unico amore della mia vita. Abbiamo avuto un rapporto bellissimo, con lui ho avuto mia figlia Claudia. Un amore che non è mai finito anche quando negli ultimi anni ha sposato Ottavia Fusco, che conosco bene. Pensi che mi telefonò a Parigi per chiedere la mia approvazione al matrimonio ed io gliela diedi. Ci sentivamo ogni giorno…
D: Lei che è francese d’adozione, cosa pensa del ballottaggio Macron/Le Pen?
R: Sono contro Marine Le Pen. Questa destra contro l’immigrazione e l’Europa mi fa paura. Sono un’italiana immigrata, nata in Tunisia, ed ho vissuto circondata da maltesi, russi, francesi. Conosco Macron e sua moglie, e voterò per lui. È una persona per bene. Le polemiche sulla loro relazione nata quando lui aveva 16 e sulla loro differenza d’età sono inutili. Li conosco abbastanza per dire che è amore vero.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: Data: 04-05-2017 07:37 PM


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