Tutti pazzi per le donne (e per i loro voti)

Il 23 aprile i francesi sono chiamati a scegliere il loro nuovo presidente. Tutti i candidati hanno inserito, nei loro programmi, diverse proposte per attirare l'elettorato femminile. Ecco cosa hanno in mente.

1franciaNonostante il ruolo delle donne nelle società sia riconosciuto dai più come essenziale, le disuguaglianze di genere permangono un po’ ovunque generando malcontento e dissenso. Era quindi inevitabile che la questione iniziasse a imporsi considerevolmente nell’agenda dei politici di tutto il mondo. Anche in quella francese. I cittadini d’oltralpe sono pronti ad andare alle urne per scegliere il presidente che prenderà il posto di François Hollande e tutti i candidati hanno puntato con molta attenzione, nei loro discorsi e soprattutto nei loro programmi, al voto femminile. Ecco dunque quali sono le proposte per le donne degli aspiranti Presidenti della Repubblica francese. Le riporta, in sintesi, il quotidiano Le Monde.

LE PEN PRESENTA SÉ STESSA
Per Marine Le Pen, unica donna tra i candidati principali, sono tre i punti essenziali. Lottare contro l’islamismo «che impedisce loro le libertà fondamentali», sviluppare un piano nazionale per la parità di retribuzione e lottare contro la precarietà sociale e professionale. Più che su tante proposte ‘vaghe’, la leader del Front National preferisce investire molto sulla sua persona, presentandosi come una donna che lavora, divorziata, madre che conosce i problemi delle altre donne. Non affronta, nel suo programma, alcune tra le questioni più controverse, come ad esempio l’interruzione volontaria di gravidanza, che divide gli stessi appartenenti al suo partito.

FILLON PER LE MADRI SINGLE
Diversamente, François Fillon dedica alle donne un importante ‘capitolo’ del suo programma. Le madri single sono in cima alle sue preoccupazioni: vuole dar loro la priorità nell’assegnazione delle case popolari e dei posti agli asili nido. Il candidato repubblicano vuole anche dare più spazio alle strutture private per accrescere l’accoglienza per i bambini e incoraggiare le imprese a creare asili. Molte delle sue proposte sono in continuità con i progetti già avviati nei cinque anni di François Hollande: propone di rafforzare i controlli per garantire la parità di retribuzione, di incoraggiare alla presenza femminile in tutti i mestieri (anche quelli a maggioranza maschile) tramite l’informazione, e di rendere i giovani consapevoli del valore della parità di genere a partire dalla scuola primaria. Fillon propone inoltre di aumentare il termine di prescrizione per le vittime di violenza sessuale – misura in parte già adottata nel mese di gennaio – e di aumentare le multe per chi molesta le donne negli spazi pubblici.

PER MACRON LA PARITÀ È UNA CAUSA NAZIONALE
Emmanuel Macron
, candidato di En Marche! vuole «fare dell’uguaglianza tra uomini e donne una causa nazionale». Ha in programma diverse innovazioni, come ad esempio l’individualizzazione delle imposte sul reddito, la creazione di un unico congedo di maternità e la trasparenza sui criteri di ripartizione dei posti negli asili nido. Macron vuole inoltre aumentare i controlli sulla parità di genere nel mondo del lavoro introducendo la figura di un ‘difensore dei diritti’.

HAMON VUOLE UNA SQUADRA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI
Benoît Hamon
difende il principio del name and shame che consiste nel rendere pubblici i nomi delle aziende che violano la legge sulla parità di retribuzione. Il candidato di sinistra, che si autodefinisce «risolutamente femminista», vuole fare intervenire una nuova ‘figura’ attiva nel settore, una «squadra di lotta contro le discriminazioni». Come Fillon, inoltre, promette sanzioni severe contro i partiti che non rispettano la parità di genere. Hamon è inoltre l’unico che si interessa al coinvolgimento dei papà nelle attività domestiche, e propone l’allineamento del congedo di paternità a quello post-natale delle madri.

MÉLENCHON, OBBLIGO D’UGUAGLIANZA
Jean-Luc Mélenchon, candidato per La France Insoumise, fa numerose proposte a favore dei diritti delle donne senza però entrare nei dettagli della loro attuazione («rafforzare la legge e i mezzi contro la violenza contro le donne»,  «adottare una legge contro il sessismo», «abolire la prostituzione», «imporre l’uguaglianza di condizioni nelle istituzioni politiche, amministrative, economiche, sindacali sindacati e associative»). Alcune misure sono più mirate, come l’obbligo per le imprese con meno di 50 dipendenti di adottare un piano per l’uguaglianza salariale, l’eventuale divieto di accesso ai mercati per le aziende che non rispettano la legge e la rivalorizzazione dei mestieri maggiormente occupati dalle donne.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 21-04-2017 05:05 PM


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