La fortuna di lavorare con mio marito

di Paola Medori
Indossa i panni di Cristina, mamma che ha rinunciato alla carriera in Tutto può succedere 2. Anche se lei, Camilla Filippi, non lo farebbe mai. Essere diretta dal padre dei suoi figli? «Meraviglioso».

'Manchester By The Sea' Red Carpet - 11th Rome Film FestivalSiamo pronti a rivederla il 20 aprile su Rai Uno nei panni di Cristina – la moglie di Alessandro Ferraro (Pietro Sermonti) – in Tutto può succedere 2, la serie basata sull’americana Parenthood trasmessa sulla NBC per sei stagioni – dove il suo personaggio ha messo da parte la laurea in Architettura per dedicarsi alla famiglia. Diretta da Alessandro Angelini e il marito Lucio Pellegrini, lei è l’eclettica Camilla Filippi, attrice impegnata e mamma di Bernando e Romeo. Non può anticiparci molto, ma di sicuro in questa attesa seconda stagione vedremo un intreccio ancora più fitto di relazioni e sentimenti. «Sul set nascerà il terzo bambino e il suo arrivo porterà gioia ma anche un po’ di dolore perché andrà a smuovere degli equilibri nella famiglia Ferraro e quindi ci saranno delle ripercussioni», racconta a LetteraDonna.

DOMANDA: Quali nuove avventure coinvolgeranno la grande famiglia Ferraro?
RISPOSTA: Non posso anticipare molto ma vi assicuro che ci sarà tanto movimento. È una famiglia fatta un po’ come un domino, tocchi da una parte e crolla tutto il resto rapidamente: ogni azione di una persona si ripercuote e riflette inevitabilmente sugli altri personaggi.
D: Interpreta una madre che ha lasciato la carriera di architetto per dedicarsi al marito e ai figli. Cosa pensa di una scelta del genere? Ci ha mai pensato?
R: No, mai. Sono scelte che rispetto e con le quali la stessa Cristina, ad un certo punto, deve fare i conti. Ci sono un sacco di donne che fanno delle rinunce affinché tutti i membri della propria famiglia possano stare bene, crescere e andare avanti e fanno dei passi indietro rispetto a se stesse. Con la nascita di questo figlio Cristina si renderà conto che forse si è messa un po’ da parte e ha dimenticato se stessa.
D: Nella serie interpreta la mamma di un bambino con la sindrome di Asperger: come si è preparata per questo ruolo?
R: Mi sono informata, ho fatto molte domande, adesso conosco bene questa forma di autismo e poi l’ho conosciuta anche nella vita. Nella mia famiglia ci sono delle persone che hanno una sindrome e quindi so esattamente come rapportarmi nei confronti di chi ha delle diversità, chiamiamole così.
D: La fiction si ispira a Parenthood, la serie statunitense andata in onda dal 2010 al 2015. L’ha vista? Si è ispirata al personaggio femminile originale?
R: Ho visto solo qualche puntata della prima stagione, poi dopo ho deciso di non seguire più la serie americana perché il mio personaggio potesse essere libero di vivere nel modo giusto, senza condizionamenti.
D: Il regista di Tutto può succedere è suo marito. Allora non è vero che lavoro e vita privata vanno tenuti separati?
R: Lavorare con le persone che amiamo è meraviglioso. Ed è estremamente più facile. Riuscirebbe ad andare ogni giorno in un posto dove tutti la odiano? Nel mio caso, invece, sono molo fortunata.
D: Non la contesta mai?
R: Le critiche che arrivano da chi ti vuole bene sono le migliori. È molto peggio, invece, quando arrivano da chi non conosci perché non pensi che siano fatte per costruire qualcosa.
D: Quando aveva 12 anni si presentò con la mamma alla Benetton, a Treviso, per chiedere di fare pubblicità. Voleva fare l’attrice già allora?
R: Alle medie frequentavo una scuola sperimentale e nel pomeriggio studiavamo anche educazione all’immagine e teatro. La passione è nata lì. All’epoca Google non c’era e non sapevi bene come fare e che strada seguire.
D: Se un giorno i suoi figli volessero seguire le orme dei genitori ne sarebbe felice?
R: Loro sono liberi di scegliere di fare tutto quello che vogliono, l’importante è che siano felici. Da parte nostra ci sarà sempre un sostegno, qualsiasi cosa vogliano fare.
D: Di solito si parla di rivalità tra le attrici, invece lei è molto amica di Giulia Michelini.
R: È solo questione di intelligenza. Se incontri persone stupide difficilmente diverranno tue amiche, se incontri persone intelligenti lo saranno. Sul set di Tutto può succedere ho incontrato delle donne meravigliose, poi a volte ci si può mandare a quel paese ed essere un po’ nervose ma poi ci si vuole bene, come nelle migliori famiglie.
D: Cambiando argomento, si è scoperta visual artist, trasformista di se stessa con il progetto Psychedelic Breakfast. Di che si tratta?
R: È una serie di autoscatti nati su Instagram in cui divento un giorno Amy Winehouse, Jimi Hendrix e persino Hitler.
D: È riuscita a vincere la bulimia che la tormentava da 20 anni, che consiglio dà alle donne che in questo momento la stanno attraversando?
R: Non vorrei affrontare questo argomento, mi perdoni. Ne ho già ampliamente parlato in passato e quando l’ho fatto è perché ho pensato potesse essere utile a qualcuno. Preferirei farlo più approfonditamente un’altra volta. Ora sarebbe troppo riduttivo rispondere velocemente a una domanda.

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Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 20-04-2017 04:23 PM


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