Di Gruber ce n'è una sola

La conduttrice di Otto e mezzo compie 60 anni, 30 dei quali trascorsi davanti alle telecamere. Ecco cinque motivi per cui è un'inimitabile icona del giornalismo italiano.

Rome Film Festival Opening And 'Truth' Red Carpet - The 10th Rome Film FestI suoi caldissimi fan la definiscono «la regina del giornalismo italiano», ed è difficile dar loro torto. Perché Lilli Gruber, 60 anni compiuti il 19 aprile 2017, è una delle poche, forse l’unica anchorwoman italiana che in 30 anni è riuscita ad andare oltre il ruolo di mezzobusto e trovare una dimensione professionale propria, slegata dalla poltrona dei telegiornali della sera. Ecco cinque motivi per cui non è azzardato definirla una vera e propria icona dell’informazione.

APRIFILA
Ha aperto la strada a tutte quelle che sarebbero venute dopo. Lilli, infatti, è stata la prima donna a cui venne affidata la conduzione di un tg serale. A modo suo, insomma, ha contribuito alla lotta per la parità di genere.

MESTIERACCIO
Poteva starsene al caldo, sotto i riflettori, e invece preferì fare l’inviata di guerra andando nella ex Jugoslavia e nell’Iraq. Scelta non da poco, ma che denota l’essenza del giornalista che le notizie se le va a cercare, invece che lanciarle stando comodamente seduto su una poltrona.

LA PIÙ VOTATA DAGLI ITALIANI
Tornata in studio alla conduzione del Tg1, nel 2004 ha rischiato un’altra volta. Stop al giornalismo, sì alla politica. Si candidò alle Europee con l’Ulivo, e ottenne un milione e 100 mila voti. Poi, sei mesi prima della fine della legislatura, si dimise. Di fatto, rinunciando alla pensione.

L’ULTIMO BALUARDO DEL PRESERALE
Con Otto e mezzo su La7 ha occupato lo spazio di informazione dell’access prime time che una volta, per intenderci, occupava Enzo Biagi su Rai1 con Il fatto. Mentre le altre reti italiane hanno abdicato all’entertainment, Gruber è riuscita a ritagliarsi uno spazio per l’informazione fatta come vuole lei.
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DI TRE QUARTI
Forse un vezzo, forse un’abitudine rimasta dai primi anni di carriera. Lilli Gruber ha fatto la storia del giornalismo italiano anche per il suo modo di porsi, con quell’impostazione del busto di tre quarti che in molti hanno associato a una conduzione che, tutt’a un tratto, si faceva aggressiva e andava incontro allo spettatore.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: Data: 19-04-2017 04:04 PM


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