E tu la conosci Santa Caterina?

Nella notte tra il 18 e il 19 aprile un commando dell'Isis ha attaccato il check-point sulla strada per il monastero. Un poliziotto è stato ucciso, mentre altri tre sono rimasti feriti. Tutto quello che c'è da sapere sul santuario in terra egiziana.

egitto_5ngnb.T0«Fulmineo e ben organizzato». La polizia egiziana ha commentato con queste parole il tentativo da parte dell’Isis di assalto al monastero di Santa Caterina sulle montagne del Sinai. Nella notte tra il 18 e il 19 aprile un commando ha infatti aperto il fuoco sul posto di polizia a guardia della struttura uccidendo un agente e ferendone altri quattro. Secondo le forze di sicurezza l’attacco sarebbe arrivato da una collina vicina al monastero, mentre altre fonti riportano la notizia di due individui in moto che hanno aperto il fuoco contro il check-point. Dopo lo sgomento iniziale, però, gli agenti hanno risposto al fuoco e alcuni dei jihadisti sarebbero stati colpiti. Intanto l’Isis ha già rivendicato l’attacco gioendo per aver toccato, anche se solo di striscio, uno dei luoghi simbolo del cristianesimo in Medio Oriente.

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Immagine tratta da Wikipedia.

ORIGINI ANTICHISSIME
Edificato intorno al 328 d.C. per volere di sant’Elena, madre dell’imperatore romano Costantino, l’edificio è passato quasi del tutto indenne a secoli di turbolenta storia. Inizialmente la struttura era una semplice cappella votiva costruita nel presunto luogo dove, secondo la tradizione cristiana, Mosè parlò con Dio nell’episodio biblico del roveto ardente. Fu solo tra il 527 e il 565 d.C. che l’imperatore Giustiniano decise di ampliare l’edifico realizzando accanto alla cappella un primo nucleo abitativo che prese il nome di monastero della Trasfigurazione. Fu sempre Giustiniano che, preoccupato dai tumulti interni al territorio egiziano, ordinò la fortificazione del monastero dotandolo di una cinta muraria.

ATTRAVERSO I SECOLI
Il monastero ben presto divenne anche un luogo di culto per l’Islam. Qui, infatti, Maometto venne accolto e protetto dai suoi nemici. Un atto di carità e conciliazione che il profeta non dimenticò tanto da redigere,di suo pungo, una missiva in cui si accordava protezione incondizionata all’agglomerato. E proprio grazie a questo prezioso documento la struttura cristiana riuscì a sopravvivere alla dominazione araba. Tanto che nel 1107, sotto il dominio sciita del Califfato dei Fatimidi, il monastero diventò luogo di culto anche per i musulmani. Venne edificata così la moschea di Fatimid all’interno della quale venne trasportata la reliquia di Maometto. Con l’avvento della seconda crociata (1144) il monastero tornò a essere fulcro della cristianità e venne dedicato a santa Caterina d’Alessandria.

AI GIORNI NOSTRI
Attualmente il monastero ha dignità di chiesa autonoma e ospita una ventina di monaci sottoposti all’autorità dell’abate che ricopre il ruolo anche di vescovo del Sinai. Dal 2013 la struttura non è più visitabile a causa della precaria situazione socio-politica dell’Egitto, mentre è dal 2002 che il monastero è stato riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

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Publicato in: Attualità, foto, Gallery Argomenti: , , Data: 19-04-2017 12:29 PM


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