«Vaccinatevi, è un virus bastardo»

di Matteo Innocenti
Il servizio di Report ha scatenato polemiche. Vincenzo Baldo di VaccinarSi.org non ha dubbi: funziona, non ha effetti collaterali ed è l'unico modo per proteggersi dall'Hpv.

vaccinoIl vaccino è di nuovo finito al centro delle polemiche. Questa volta è toccato a quello contro il Papilloma virus, al centro della puntata di Report del 17 aprile, che ne ha messo in evidenza i (supposti) effetti collaterali, se non la scarsa utilità. Roberto Burioni, medico che da anni si batte contro la cultura del rifiuto del vaccino si è scagliato contro la trasmissione di RaiTre con un lungo post su Facebook, mentre Francesco Verducci, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, ha reso noto che presenterà un’interrogazione urgente per verificare la correttezza delle informazioni. «Attaccare un vaccino come questo, testato per molto tempo, è dura», spiega a LetteraDonna Vincenzo Baldo, professore ordinario di Igiene Università di Padova e membro del comitato scientifico di Vaccinarsi.org. «Dopo le vaccinazioni, la Regione Veneto raccoglie tutte le segnalazioni di malesseri, per valutare eventuali correlazioni. Non abbiamo nessun sentore che ci possano essere effetti collaterali». A differenza di quanto ha fatto intendere Report, che ha intervistato due ragazze le quali hanno dichiarato di aver sviluppato una condizione di sofferenza dopo essere state vaccinate.

UOMINI E DONNE
Il vaccino contro l’Hpv, la più comune delle infezioni a trasmissione sessuale, è stato introdotto in Italia dieci anni fa, come misura per fronteggiare un «virus bastardo», come lo definisce Baldo, che non si cura e si trasmette «anche skin to skin, con il semplice contatto della pelle nella zona genitale», insomma anche con rapporti non completi, e che può essere responsabile di diversi tumori: «Al papilloma virus è dovuto il 49% dei cancri alla vulva e il 55% di quelli alla vagina. Il 91% dei tumori della cervice uterina è collegato all’Hpv e lo stesso vale per l’80% delle neoplasie dell’anno». E stiamo parlando solo dei ceppi 6,11, 16 e 18, quelli che ‘combatte’ la vaccinazione in atto dal 2007 in Italia. Il papilloma virus, fa notare l’esperto, «è responsabile anche del 48% dei tumori del pene». Ebbene sì, del pene. Perché, anche se nell’immaginario collettivo a subire gli effetti di questo virus sono le donne, in realtà può portare a patologie molto gravi anche negli uomini. Per questo, sottolinea lo specialista, «il Veneto e altre regioni hanno introdotto la vaccinazione su chiamata attiva per i ragazzi, necessaria per la riduzione della trasmissibilità del virus».

TRE PERSONE SU QUATTRO
«Il condom non può sostituire il vaccino», sottolinea Baldo. In parole povere, o si previene prima di iniziare ad avere una vita sessuale o mai più. Per questo l’età consigliata per la vaccinazione è 11-12 anni. Sui suoi benefici, Baldo non ha dubbi: «Dopo l’inizio della vaccinazione, c’è stata una riduzione molto rapida delle ospedalizzazioni. Una tendenza confermata anche dalla letteratura internazionale». A livello globale, si stima che tre persone su quattro, dunque il 75% del totale, entrino durante la loro vita in contatto con l’Hpv. Ovviamente con conseguenze variabili. C’è chi non ne subisce e chi invece vede l’insorgere di patologie molto gravi. E, allora, come si può capire se abbiamo o no il papilloma virus? Visivamente, l’indizio principale è rappresentato dagli antiestetici condilomi, verruche genitali conosciute anche come ‘creste di gallo’. «Vista l’altissima incidenza del virus, le donne devono ricorrere allo screening», ovvero al Pap test. In alternativa c’è l’Hpv test, con cui si cercano solo le tipologie di virus ad alto rischio oncogeno, che possono cioè portare allo sviluppo di tumori.

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE
La prevenzione è dunque fondamentale per salvare vite umane. Quante? Solo per rimanere al cancro alla cervice uterina, nel suo servizio Report ha fatto notare come ci siano cifre discordanti: solo rimanendo all’Italia, ogni anno farebbe 700 morti per Istituto Superiore di Sanità, 1.016 per l’Airc e 1.500 per l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco). Con LetteraDonna, il professor Baldo alza il tiro, parlando addirittura di 2.500. In ogni caso, cifre da ridurre al più presto. Senza paure inutili per i vaccini. E anche la Rai, che sta lavorando a una nuova campagna sulla loro importanza, da trasmettere a partire da giugno, è d’accordo.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 18-04-2017 06:23 PM


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