Quell'incoerente di Theresa May

La premier inglese, con una mossa a sorpresa, ha annunciato le elezioni anticipate. Nonostante nei mesi precedenti avesse negato più volte la possibilità di andare al voto anzitempo.

BRITAIN-POLITICS-VOTEUna inversione a U. Così i quotidiani inglesi hanno definito la decisione di Theresa May di indire elezioni anticipate per l’8 giugno 2017. In meno di un anno da primo ministro, infatti, la premier del Regno Unito aveva ribadito più volte che non aveva nessuna intenzione di mandare i cittadini alle urne anzitempo. Così non è stato. Le ragioni della mossa a sorpresa sono da ricercarsi nell’incombenza delle trattive con l’Unione Europea sulla Brexit, e sul bisogno di May di poter contare su un parlamento saldamente in mano conservatrice. I sondaggi, da questo punto di vista, la rassicurano: l’opposizione è allo sbando, e gli elettori sembrano intenzionati a consegnare ai tories una vittoria nettissima. Il momento è propizio, insomma. Ma anche se dal punto di vista politico la mossa della May sembra al contempo audace e perfetta, i quotidiani inglesi (come il Guardian e l’Independent) non hanno potuto fare a meno di ricordare le volte in cui May aveva detto no (o fatto dire ad altri) alle elezioni anticipate.

DICHIARAZIONE D’INTENTI
Il 30 giugno 2016, lanciando la sua candidatura alla premiership, May disse che sotto il suo mandato non ci sarebbe stata nessuna elezione anticipata.

L’APPELLO ALLA STABILITÀ
Il 3 settembre 2016, subito dopo aver ricevuto l’incarico di premier, ribadì la sua contrarietà alle elezioni anticipate in un’intervista alla Bbc: «Abbiamo bisogno di stabilità per essere in grado di affrontare le sfide con cui si confronterà questo Paese e votare nel 2020».

SORDA AGLI APPELLI DEI CONSERVATORI
L’1 ottobre 2016, in un’intervista al Sunday Times, May ribadì per la terza volta che una chiamata alle urne anzitempo non era in discussione. Nonostante già allora i sondaggi dicessero che avrebbe potuto quadruplicare la propria maggioranza.

L’UNITÀ SOPRA OGNI COSA
Nel messaggio di Natale 2016, May lasciò intendere che non c’era nessuna intenzione di andare al voto anticipato: «Siamo molto più uniti e abbiamo molte più cose in comune di quante invece ci dividono».

UN ALTRO APPELLO CADUTO NEL VUOTO
Il 7 marzo 2017 l’ex leader dei conservatori Lord Hague invitava May alle elezioni anticipate. Dal numero 10 di Downing Street arrivò l’ennesimo, secco rifiuto: «Non succederà. Non ha né in programma né intenzione di farlo».

L’ULTIMA SMENTITA
Il siparietto si è ripetuto anche il 20 marzo 2017, quando un portavoce di Theresa May ha ribadito la posizione della premier: «Non ci sarà alcuna elezione anticipata». Si è visto come è andata a finire.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 18-04-2017 08:13 PM


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