Professione polemista

Benigni querela Report, Di Battista attacca l'attore (e il Pd) su Facebook. Storia nota: il deputato pentastellato si elettrizza ogni volta che sente odor di (possibile) polemica.

di battistaUn’altra querela per Report. Questa volta, a presentarla, è stato Roberto Benigni. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, il 16 aprile l’attore aveva contattato il programma per bloccare la messa in onda di un’inchiesta che riguarda lui e la moglie. Richiesta negata: la puntata è andata regolarmente in onda, raccontando di un progetto della coppia, che aveva in mente di trasformare gli studi cinematografici di Papigno, a Terni, in un’altra Cinecittà. Una scelta imprenditoriale del tutto sbagliata, nonostante gli importanti investimenti pubblici tra fondi europei, statali e degli enti locali: 16 milioni, la cifra esatta dello spreco secondo Report. Cifra poi contestata dal legale dell’attore. A farsi carico dei debiti di Benigni sarebbe stata Cinecittà Studios, società di Luigi Abete, Aurelio De Laurentiis e Andrea Della Valle, senza però rilanciare Papigno.

DI BATTISTA ELETTRIZZATO
Che sia del tutto, per nulla o parzialmente vera, una cosa è certa: la notizia ha decisamente elettrizzato il pentastellato Alessandro di Battista, che è subito andato su Facebook a commentare, con il solito tono complottista, la vicenda, mettendoci dentro anche il Pd e il sostegno dell’attore alla riforma costituzionale voluta da Renzi. «Sono sempre loro, Abete, Benigni, il PD della riforma costituzionale ‘stranamente’ sostenuta dal Premio Oscar toscano. Quanti soldi ci rimettiamo tutti noi? E a che pro? Il cinema italiano è stato rilanciato o vengono ‘rilanciati’ sempre i soliti noti?», ha scritto nel suo post. E ha aggiunto: «Per rilanciare il cinema è necessario sbattere fuori la politica, a cominciare dal PD, quella ‘peste rossa’ che ha distrutto tutto quel che ha toccato. E solo grazie al Popolo italiano non è riuscita a distruggere la Costituzione».

LA POLEMICA SEMPRE
Per Di Battista, la polemica contro gli esponenti del PD (e non solo) è d’altronde all’ordine del giorno. Polemica in alcuni casi comprensibile, ma sempre buttata in ‘caciara’ e più ricca di offese che di argomenti. A Renzi (quando era incarica, ma anche dopo) ne ha dette di tutti i colori, dandogli del «rottamatore della vergogna e del senso del pudore», «arrogante e borioso», «incommentabile». Stessi toni son toccati subito dopo a Gentiloni, del quale, su Facebook, aveva scritto: «Dopo la sconfitta al referendum Renzi doveva lasciare la politica e invece è stato lui ad indicare a Mattarella Gentiloni, il suo ‘avatar’, l’ennesimo politicante di professione interessato a far perdere ai cittadini la loro sovranità. Saremo, come sempre, pura partecipazione e nonviolenza, ma reagiremo, il popolo italiano non può essere ancora calpestato!».

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 18-04-2017 05:53 PM


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