Niente Italia, poche donne

A Cannes 2017 ci sono Castellitto e Zambrano, ma nella sezione Un Certain Regard. E in concorso sono solo tre le registe, su un totale di 18 film partecipanti. Conosciamole.

70th Cannes Film Festival Official Selection Presentation - Press Conference In ParisNiente Italia, o quasi, al Festival di Cannes 2017. I registi Sergio Castellitto e Annarita Zambrano, che presentano rispettivamente i film Fortunata e Après la guerre (che è comunque una produzione italo-francese), non potranno aspirare alla Palma d’Oro. Niente competizione per loro, ma la sezione Un Certain Regard, solitamente dedicata a lavori che adottano un punto di vista più inconsueto e originale. Fabio Grassadonia e Antonio Piazza invece aprono la Semaine de la Critique con il loro Sicilian Ghost Story. E anche se questo è il secondo anno di fila con nessun italiano in concorso, non è il caso di farne un dramma: i film si portano ai Festival se sono pronti.

SOLO TRE DONNE IN CONCORSO
Non si può sperare sempre in triplette come quelle del 2015, quando in concorso c’erano Moretti, Garrone e Sorrentino. Manca The Leisure Seeker di Virzì, certo, ma è probabile che il regista voglia puntare più su Venezia. Se si vuole recriminare, si può farlo per l’esclusione dei fratelli Taviani, che ci avevano provato con Una questione privata. Se l’Italia, insomma, sembra essere rimasta tagliata fuori (e non troppo a torto), anche sulle ‘quote rosa’ Cannes non brilla. Sono solo tre le registe donne in concorso, come nel 2016. Un po’ meglio in termini percentuali, perché nel 2016 i film in concorso erano 21, mentre nel 2017 sono 18.

LynneRamsayDOPO UNA LUNGA PAUSA
Lynne Ramsey partecipa con You were never really here, che racconta di un veterano di guerra che tenta di salvare una ragazza dallo sfruttamento sessuale. Le cose, però, non vanno come dovrebbero. Per Ramsey un ritorno al lungometraggio ben sei anni dopo …e ora parliamo di Kevin, film anch’esso presentato a Cannes e che aveva collezionato diverse candidature in diversi concorsi importanti.

1247311_naomi-kawaseDALL’ORIENTE CON FURORE
C’è poi la giapponese Naomi Kawase con il suo Hikari, storia del rapporto tra un cameraman dall’occhio pigro di nome Masaya e Misako, una ragazza che sogna di allontanarsi dal mondo. Anche Kawase è da lungo tempo uno dei nomi più corteggiati e coccolati dai festival. Il suo precedente Le ricette della signora Toku, ad esempio, aveva aperto la sezione Un Certain Regard nel 2015.

Sofia-Coppola-01LA FIGLIA D’ARTE
La tripletta al femminile si chiude con Sofia Coppola, la figlia d’arte affermatasi con Lost in Translation, Leone d’Oro a Venezia con Somewhere e ora probabilmente in cerca di un nuovo riconoscimento di quelli che pesano. Ci prova con The Beguiled, remake di un film omonimo del 1971 tratto da un libro, e che racconta le vicende di una scuola per ragazze ai tempi della Guerra di secessione americana. Lì, un giorno, arriva un soldato ferito. La sua presenza scatenerà molte tensioni all’interno dell’istituto.

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Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 17-05-2017 08:50 AM


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