Sì viaggiare (minimal)

di Sara Pinotti
Da una parte la mamma che vuole farla partire 'comoda', dall'altra l'esigenza di portare solo lo stretto necessario. Zaino in spalla: è tutto pronto. L'avventura di Sara sta per iniziare.

Un buon lavoro in una grande città. Una vita piena e normale, dopo tanti sforzi e conquiste.
Cosa succede quando appena superata la soglia dei 30 anni ci si accorge che forse non è quello che ci fa stare bene? Che abbiamo dato spazio a cose togliendolo ad altre, che ci servivano invece a sentirci vivi? Ce lo racconta Sara, italiana a Londra da cinque anni, che ha deciso di mollare un lavoro a tempo indeterminato per andare alla ricerca di qualcosa, per riscoprirsi. Della libertà? Forse. Dopo molte riflessioni e con parecchie paure ha deciso di partire con uno zaino alla volta dell’Asia con il suo fidanzato. Per sentirsi un’irresponsabile ma tornare a respirare. Il viaggio in Asia di Sara ve lo raccontiamo tappa per tappa su Letteradonna ogni mercoledì. Ed è anche su Instagram: @viaggiolibera_mente.

«Ma io dico, nel 2017 bisogna star qui a viaggiare scomodi… con lo zaino sulle spalle e senza tutto ciò che è confortevole. Voi siete FUORI!!!!». Sono a bere il caffè con un’amica e mi arriva questo messaggio, mittente: mia mamma.
Sto per fare la prova zaino: tenterò di metterci dentro tutto quello che avrei intenzione di portare nel mio viaggio di tre mesi in giro per l’Asia. Mia madre da giorni scuote la testa più per lo shock della notizia che per la disapprovazione. È la prima volta che parto per un viaggio zaino in spalla ed è la prima volta che lei ha il divieto tassativo di infilarmi cose di nascosto nel bagaglio. Vivo in Inghilterra da cinque anni e ogni volta che rientro in UK dopo essere passata dall’Italia sono ormai abituata a trovarmi in valigia l’ennesimo paio di calze a sorpresa. «Tanto sono piccoline, non te ne sei accorta neanche che le avevo messe dentro ma sono belle calde…» è il classico commento a posteriori di mamma, tutta soddisfatta di essere riuscita nella sua ‘bravata’. Questa volta però no, niente arance nascoste nella borsa – «son le Tarocco, quelle buone» – mi sono convertita al viaggio minimalista, devo togliere invece che aggiungere. Remy, il mio fidanzato e viaggiatore esperto e incallito, parte con un misero zainetto da 36 litri, posso farcela anche io, mi son detta.

Così, qualche settimana fa, sono andata al negozio e ne sono uscita trionfante con uno zaino da 40 litri, dimensione bagaglio a mano. Sono tornata a casa e ho provato a infilarci vestiti, medicine, un mini phon…eh no, per quanto ci provassi la cerniera non si chiudeva. La triste scenetta si è ripetuta altre due volte: ebbene sì ho comprato tre zaini e li ho riportati tutti indietro perché troppo piccoli. Il successo è arrivato al quarto acquisto: ho optato per un più ragionevole 50 litri che si apre a valigia.

Il minimalismo da viaggio è un vero e proprio trend di cui io per anni ho completamente, e gioiosamente, ignorato l’esistenza. Le regole sembrano facili da seguire: non portare qualcosa che potrai comprare alla meta, quello che basta per una settimana è sufficiente per mesi interi. Ma tra il dire e il fare…
Basta aprire YouTube per trovare centinaia di video di 18enni australiane in procinto di partire per un giro di sei mesi in Sud-Est Asiatico. Si piazzano davanti a una webcam e mostrano tutto quello che magicamente sono riuscite a infilare all’interno dei loro piccoli bagagli a mano: cannucce di bambù (per salvaguardare l’ambiente), repellenti per zanzare fai da te con la citronella, tre pantaloncini corti che sembrano mutande, e soprattutto tanto, tantissimo olio di cocco. Miracoloso per i capelli, per idratare la pelle, rimuovere il trucco, e addirittura da mangiare, l’olio di cocco è l’articolo al quale nessuna backpacker moderna pare saper rinunciare. Credo di averne visti troppi di questi video perché è finita che l’olio di cocco l’ho comprato pure io. E anche il tea tree oil, l’olio di melaleuca, che è un disinfettante e antimicotico naturale; ho acquistato persino lo shampoo solido all’olio di Argan che si può usare fino a 80 volte (!). Poi, finalmente, mi sono risvegliata dalla trance hippy e ho infilato nel beauty anche antibiotici, disinfettanti, repellente antizanzare, protezione solare 30. I vestiti li ho arrotolati tutti e disposti dentro delle scatole morbide metà impermeabili e metà traspiranti, i packing cubes: una vera svolta per tenere la valigia ordinata.

Così eccomi qui un pomeriggio di primavera a riempire il mio unico, fondamentale zaino azzurro da 50 litri che mi sarà fedele compagno per i prossimi tre mesi da vagabonda: mentre mi arrabatto a riempire tasche e taschine di assorbenti, la voce di mia mamma echeggia da lontano: «Prendi un maglioncino in più, quello di lana merino che tiene caldo, così anche se c’è l’aria condizionata forte sei a posto».
Svogliata e già stanca di cercare spazio dove infilare fermenti lattici e sacco lenzuolo, prendo il cellulare in mano e controllo le previsioni metereologiche per la prima tappa, India del Nord: 41 gradi centigradi di massima, 25 di minima; decido di mettere da parte il golfino extra. Poi cerco su Google: «gonne indiane», vedo un sacco di foto di belle gonne lunghe da comprare e quindi ripongo la mia nell’armadio.
Ecco, è tutto pronto! Chiudo lo zaino (a fatica), lo sollevo (a fatica) e lo posiziono sulla bilancia: 12 kg + 1 di borsa a tracolla. Sebbene una volta indossato mi sembri pesantissimo su spalle e fianchi, comunico subito il verdetto della bilancia ad amici ex boy-scout (guru indiscussi del caso) e mi arrivano degli inaspettati complimenti: «Va che non pesa tanto, sei stata brava!». Soddisfatta, mi auto-incorono viaggiatrice (quasi) minimalista e cerco di non pensare a come mi sentirò trasportando 13 kg sulle spalle con temperatura percepita di 40 gradi centigradi, tutta unta di olio di cocco. È finalmente tutto pronto: tra pochi giorni si parte per Nuova Delhi! Mamma, intanto, continua a scuotere la testa: «Il golfino di lana merino però potevi prenderlo».

Ecco cosa c’è dentro il mio zaino (quasi) minimalista per un viaggio di tre mesi:
4 canottiere, 3 magliette a maniche corte, 1 maglietta a maniche lunghe
2 vestitini, 2 pantaloncini corti, 1 paio di leggings, 1 pigiama estivo
1 felpa con cappuccio, 1 golfino leggero, 1 copri spalle, 1 sciarpa
2 bikini per il mare
1 giacca impermeabile, 1 piccolo piumino per la montagna – entrambi ripiegabili
10 mutande, 4 paia di calze, 1 reggiseno
1 paio di scarpe da ginnastica, 1 paio di sandali, 1 paio di infradito
1 cappellino con la visiera
1 taccuino e matita
1 guida dell’India
1 Kindle per leggere, 1 tablet per scrivere, 1 cellulare HTC 10 per scattare le foto
1 Gorilla Pod come treppiede per lo smartphone, 1 batteria portatile per ricaricare vedi sopra, 1 adattatore universale
1 corda con ventose per stendere il bucato, 1 coltellino svizzero, 1 sacco lenzuolo
1 salvietta in microfibra, 1 mini phon da viaggio, 1 spazzola
1 occhiali da sole, 1 occhiali da vista, 3x lenti a contatto mensili + liquido per lenti
1 protezione solare viso-corpo
1 olio di cocco come struccante e idratante corpo + 1 panno struccante
1 crema viso notte, spazzolino da denti
1 sapone per la doccia, 1 shampoo solido , 1 sapone di Marsiglia per lavare a mano
1 correttore, 1 matita per occhi, 1 forbicine per unghie
10 ml di tea tree oil
3 pacchettini di salviettine: intimo, rinfrescante, disinfettante
2 gel disinfettanti per mani
1 scatola di pastiglie di cloro per disinfettare l’acqua
Assorbenti
Cerotti a piacere
Documenti
Tappi per le orecchie
TANTE, TROPPE MEDICINE

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: viaggiolibera_mente Argomenti: , Data: 12-04-2017 10:34 AM


Lascia un Commento

*