Sarah, l'inchiesta e il Pulitzer

Il New York Daily News e ProPublica si sono aggiudicati il prestigioso premio. Tutto merito della Ryley, giornalista che ha svelato numerosi abusi da parte della polizia. Ecco chi è.

pulitzer11n-1-webSono stati assegnati i Pulitzer, gli ‘Oscar del giornalismo’, la più prestigiosa onorificenza statunitense del settore. Ci sono varie categorie: al New York Daily News e a ProPublica è andato il premio per il miglior giornalismo di pubblico servizio. Un Pulitzer che, nei fatti, si è aggiudicata la giornalista Sarah Ryley, capace di portare alle luce, con le sue inchieste, numerori abusi della polizia di New York nell’applicazione delle leggi sullo sfratto. E che hanno colpito centinaia di persone, appartenenti soprattutto alle minoranze.

DA DETROIT AI CARAIBI
Sarah Ryley si è laureata in giornalismo alla Wayne State University di Detroit, per poi fare stage nelle redazioni del Detroit News, dell’Oakland Press e del Brooklyn Daily Eagle, dove poi è rimasta dal 2006 al 2008, occupandosi soprattutto di notizie riguardanti l’edilizia. Per un paio di anni ha poi lavorato come freelance, collaborando con The Real Deal, il New York Post e Brownstoner, ma anche con l’Huffington Post, in questo caso da Haiti. Forte dell’esperienza ai Caraibi, è passata al giornalismo investigativo: dal 2010 al 2012 ha infatti lavorato per il The Daily, occupandosi di irregolarità nella concessione dei permessi di soggiorno e di corruzione politica a livello locale.

Sarah Ryley festeggia la vittoria del Pulitzer nella redazione del New York Daily News.

Sarah Ryley festeggia la vittoria del Pulitzer nella redazione del New York Daily News.

L’INCHIESTA PREMIATA
Nel 2012 Sarah Ryley è approdata al New York Daily News, dove è rimasta cinque anni, dedicandosi a varie inchieste. La più importante, quella che ha portato al Pulitzer, ha svelato gli abusi della polizia nella messa in atto della nuisance abatement law, una legge che permette di impedire l’accesso alle abitazioni private in cui si verificano attività illegali, a tutti gli inquilini o anche solo a una parte di essi. La legge, varata negli Anni ’70 per combattere la prostituzione nei bordelli clandestini attorno a Times Square, è stata applicata dalla polizia in modo improprio, tra irruzioni senza mandato, incriminazioni per possesso di stupefacenti poi rivelatesi infondate, con sfratti (di fatto) imposti dalla New York City Police Department, che ha messo nel mirino soprattutto le minoranze etniche. La sua inchiesta, in partnership con ProPublica, ha portato all’approvazione di 13 nuove leggi per la tutela degli inquilini, a un’indagine interna alla polizia e ad una class action.

L’APPRODO A THE TRACE
Proprio il 10 aprile 2017, nello stesso giorno in cui ha vinto il Pulitzer, Sarah Ryley ha lasciato il New York Daily News per approdare a The Trace, testata no profit che si occupa di giornalismo investigativo, con inchieste sul mercato, i traffici e i crimini compiuti con le armi da fuoco, in un Paese che in questo senso sta vivendo una vera crisi: ogni anno, negli Stati Uniti pistole o fucili vengono usati in circa mezzo milione di crimini, per un totale di oltre 110 mila tra morti e feriti. Insomma, la lotta alla violenza con armi da fuoco da ieri ha un Pulitzer in più.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 11-04-2017 06:02 PM


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