L'uomo che trasforma le bombe in fiori

È stato a Gaza, a Baghdad e di recente ad Aleppo. Marco Rodari è il Pimpa, un clown che porta un po' di sollievo e allegria ai bambini che sono costretti a vivere quotidianamente gli orrori della guerra.

marco rodariL’infanzia è spensieratezza, gioco, dolce illusione, amore. È il momento della vita che ognuno di noi (a parte casi particolari) ricorda con maggiore tenerezza e nostalgia. ‘Certezze’ che crollano inesorabilmente davanti agli orrori della guerra. Di recente, l’attacco chimico su Idlib, ha indignato e inorridito il mondo intero. Una strage diabolica, infame, disumana.

L’UOMO CHE REGALA SORRISI AI BIMBI
Come fare per restituire ai bambini colpiti dalla guerra un po’ di quella serenità che gli spetta di diritto? Come distrarli dall’orrore che quotidianamente sono condannati a vivere? Come dar loro un po’ di speranza? Marco Rodari, 42 anni, per impegnarsi in tal senso ha deciso di seguire una delegazione religiosa dei sacerdoti del Verbo Incarnato. Originario di Leggiuno, in provincia di Varese, fa il clown, il ‘Pimpa’: negli ultimi 10 anni, riporta Il Fatto Quotidiano, ha portato un po’ di sollievo ai bimbi di GazaBaghdad e, di recente, ad Aleppo. «Siamo saliti su un piccolo bus e abbiamo attraversato tutta la Siria. Il viaggio è durato 16 ore a causa dei numerosissimi posti di blocco. Ma questo tempo mi ha dato l’opportunità di vedere che i segni della guerra erano ovunque: palazzi crivellati, città fantasma», ha raccontato. Una volta arrivato nella Capitale del Nord, ha iniziato a portare avanti, quotidianamente, un programma preparato dai sacerdoti, fatto di spettacoli per bambini di ogni fede religiosa. «Ho fatto numeri sottoterra. Alcune famiglie hanno trovato riparo all’interno di cunicoli scavati nel terreno perché sopra, sulla terra, era tutto distrutto». Conquistare i piccoli non era difficile. Bastava, inizialmente, attirare la loro attenzione con qualche piccolo gioco di magia: «Raccoglievo un sassolino, lo facevo sparire e  riapparire. Così, le macerie spariscono, insieme alla guerra».

SOLO NASONE E VALIGETTA
Per lui non il ‘classico’ abbigliamento da clown. Solo un nasone rosso e una valigetta di cartone. Per due motivi: il primo, è che per guadagnare la fiducia dei piccoli è necessario agire con molta lentezza e delicatezza, il secondo è che – come è capitato – in caso di bombardamenti non c’è ovviamente tempo per cambiarsi e scappare agilmente.

DALLE BOMBE AI FIORI
Far dimenticare ai bambini gli orrori che hanno vissuto e che vivono, continua Rodari, non è certo semplice. Ma qualcosa, in loro, cambia. Se all’inizio tra i loro disegni compaiono carri armati e bombe, dopo iniziano a spuntare fiori e cuori. L’ottimismo e il sorriso dei bambini, d’altronde, fa bene anche agli adulti. Dà speranza ai grandi che possono ricordarsi che qui, ad Aleppo, c’era una città anche se ora c’è solo un luogo distrutto, dove il passato sembra cancellato».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 10-04-2017 12:50 PM


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