«I dj veri sono psicologi della felicità»

di Matteo Mazzuca
Intervista a Joe T Vannelli: dai fatti di cronaca nera che coinvolgono le discoteche alla mancanza di leggi che tutelano i locali. E il fenomeno dei vip che si improvvisano alla consolle.

joe t vannelli 2017Discoteche nel mirino dopo gli ultimi fatti di cronaca: prima l’assassinio di Emanuele Morganti, ad Alatri, ucciso davanti al circolo Arci Mirò. Poi quello di Yaisy Andreas Bonilla, accoltellato nei paraggi del Disco volante di Brescia. Ma Joe T Vannelli, dj italiano sulle scene da 40 anni e che non ha la minima intenzione di ritirarsi (sta per tornare con la compilation live Supalova e un brano con Eugenio Finardi, tra altri mille progetti) non ci sta alla semplificazione dei media: «Nel caso di Brescia la discoteca era chiusa da due ore. Quello di Alatri, invece, era un club privato. Non una discoteca».

D: La differenza è così rilevante?
R: Certo. E si lega tutto al tema di una regolamentazione che in Italia manca. Il proliferare dei discobar ha messo in ginocchio le discoteche, che per sopravvivere spesso non fanno più pagare l’ingresso. Quella era una forma di controllo. A Ibiza le regole esistono.
D: Quindi il legame discoteche violenza non esiste.
R: Ma no. Mi sembra peggiore la situazione degli stadi italiani. O dei centri città in piena notte. Provi ad andare in piazza Duomo o alle Colonne di San Lorenzo a Milano verso le tre. Non sono posti in cui mi sento sicuro.
D: Mentre in discoteca…
R: Quando le serate sono ben organizzate, con pubblico pagante e, soprattutto, si tratta davvero di una discoteca, io mi sento sicuro.
D: Mi sembra di capire che l’eventuale problema sta a monte.
R: Sì. Una parte del problema sono i discobar, come le dicevo: se la gente va già lì, conosce il ragazzo o la ragazza a cui sono interessati e hanno già bevuto, all’una e mezza tornano a casa, non proseguono in discoteca.
D: Se le discoteche sono in crisi, non è colpa anche dell’offerta musicale? Nicole Minetti è stata invitata al Ministry of Sound a Londra.
R: Cosa che mi fa sorridere. Sbandierare di essere al Ministry vuol dire poco. Quello che conta davvero è suonare nella main room, perché per il resto ci sono diverse postazioni, anche vicino ai gabinetti.
D: Però la Minetti non è l’unica vip che si fregia del titolo di dj.
R: C’è una grossa fetta di pubblico che è interessata sempre più ai personaggi. Ha presente Niki Belucci?
D: La ex pornostar che suonava in topless?
R: Proprio lei. L’ho lanciata io alle mie serate Supalova, nei primi Anni 2000. Sono stato il primo a creare lo spettacolo nello spettacolo.
D: E non se ne è pentito, vista la piega che ha preso il fenomeno?
R: Personalmente no. Noi invitammo la Belucci, la pagammo e la cosa finì lì. D’altronde sono fenomeni che si esauriscono nell’arco di poco tempo. Una volta che hai sfoggiato tette, muscoli o tatuaggi, che cos’altro hai da mostrare? Non certo le tue qualità artistiche.
D: Scusi, ma quand’è che c’è stata questa svolta?
R: Con Internet. C’è gente che arriva a Los Angeles dopo essersi comprata il proprio brano su Beatport e averlo spinto in classifica. Internet mette in evidenza gente che non è capace di far nulla, tantomeno dischi.
D: E a lei la cosa non dà fastidio?
R: Mi fa sorridere. E lo dico perché me lo sta chiedendo, personalmente non mi sono mai lamentato. Spazio ai giovani, se hanno talento e qualcosa da insegnare.
D: Ma come si distingue un dj autentico da uno che dice di esserlo?
R: Noi operiamo nell’ambito dell’intrattenimento cercando di dare spensieratezza ai cervelli altrui. Siamo un po’ come degli psicologi: incanaliamo la felicità, che arriva a curare quelle persone che vanno in disco per liberarsi da qualcosa che hanno dentro o anche solo per ascoltare musica che gli piace.
D: Qualcosa di più concreto?
R: Il patentino di dj non lo dà nessuno. Le persone che resistono da decenni e che si sono fatte un nome, quelle sono dj. Quando c’è da lavorare seriamente, la Minetti è meglio che si limiti a divertirsi, senza cercare di far divertire gli altri. Quello è compito dei dj. Quelli veri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: Data: 06-04-2017 05:26 PM


Lascia un Commento

*