«La cucina è difficile come la musica»

di Paola Medori
Mara Maionchi è stata la rivelazione annunciata di Celebrity Masterchef. Dove ha anche mostrato il suo lato più tenero. E ha capito la differenza tra uno chef e una casalinga. L'intervista.

Mara MaionchiCucinare un ottimo piatto è un po’ come costruire una canzone di successo: difficile. Ma se Mara Maionchi si trova pienamente a suo agio in sala di registrazione, ai fornelli le cose cambiano, come lei stessa ha capito prendendo parte a Celebrity Masterchef Vip: «Finalmente mi sono resa conto della differenza che passa tra una casalinga di Voghera che sa cucinare e uno chef. Il tempo della cucina tradizionale, la mia cucina, è tramontato». Nonostante l’eliminazione, l’irriverente produttrice musicale è stata la protagonista indiscussa del talent culinario, da cui è stata eliminata a un passo dalla finale prevista per il 6 aprile: «Mi è dispiaciuto, ma mi sono anche commossa. Sono stati tutti carini e affettuosi». Il pronostico sul trionfatore finale non è scontato: «Vincerà chi sarà più concentrato e avrà la fortuna di trovare degli alimenti che conosce». Mara Maionchi, ad esempio, non conosceva la cococha, la pregiata gola di baccalà che Nesli le ha assegnato, e che le è costata l’eliminazione.

D: Perché ha accettato questa avventura dietro ai fornelli?
R: La proposta mi ha divertito. Ti sfidano a cucinare in maniera diversa, il che era molto interessante. Poi ad un certo punto io non ho più retto, c’erano quelli bravi che sono andati avanti. I migliori.
D: Migliori sotto quale aspetto?
R: Hanno un concetto di invenzione, di fantasia e ricerca in più, che è quello che appartiene allo chef. È la passione per la scoperta, per la cucina diversa. Bisogna provare e riprovare. Ed è quello che ho imparato ai fornelli di Masterchef. Uno di questi giorni vedo di riprovarci e vediamo cosa succede.
D: Per la prima volta l’abbiamo vista in lacrime. Allora non è così cattiva come sembra?
R: Non sono cattiva. Sono solo severa, ma sul lavoro, quando ho a che fare con i ragazzi che vogliono cantare. È un lavoro durissimo e devi avere la forza di resistere alle critiche giuste e costruttive.
D: Chi le ha insegnato a cucinare?
R: Ho imparato strada facendo. Prima da mia madre e da mia nonna; poi, una volta sposata, ho proseguito da sola. Mi muovevo tra la cucina emiliana, perché sono nata a Bologna e ci ho vissuto per 30 anni, quella toscana e quella lombarda, dove c’erano i miei nonni. Ho assaporato piatti fantastici.
D: Quali piatti, profumi e odori ricorda?
R: L’olio e le zuppe con il cavolo nero della Lucchesia ma anche la trippa e il risotto lombardo. Un medley notevole e corposo.
D: È stata l’unica concorrente a non sembrare intimorita dai giudici, anzi, a prenderli addirittura in giro.
R: No, non li prendevo in giro. Ho detto a Barbieri di stare calmo ma non volevo sfotterlo. Anzi, lo stimo molto. Fanno un mestiere difficile e sono anche molto bravi. Non avevo timore perché sapevo che lì avevo solo da imparare, e anche molto. Quindi mi sono detta: «Fin che dura, dura». Poi contavo sulla fortuna, come quando c’è stato il miracolo assoluto della ganasce.
D: Tra i giudici chi la metteva più in soggezione?
R: Nessuno, assolutamente. Ero molto disponibile ad accettare le critiche perché sapevo che le loro erano giuste e io non ero all’altezza. Infatti hanno eliminato una vera ‘pippa’ (ride, ndr).
D: Tra Marisa Passera, Nesli, Roberta Capua e Filippo Magnini, chi pensa vincerà questa nuova edizione?
R: Non ne ho idea. Sono i migliori, i più preparati e meritevoli. Vediamo come finisce.
D: Con suo marito Alberto Salerno nel 2016 avete festeggiato 40 anni di musica da moglie e marito. Quindi avete scritto il libro Il primo anno va male, tutti gli altri sempre peggio. Come si fa a resistere?
R: Siamo una coppia normale. Stiamo insieme da 40 anni e abbiamo fatto fatica, come tutti. In tanti anni di vita insieme devi superare un po’ di tempeste e perdonare, però alla fine se riesci ad andare oltre certe cose rimane tanto affetto, dei figli e una storia importante. Nel matrimonio devi tenere botta.
D: Ho letto che una volta gli ha lanciato un piatto cucinato da lei, perché?
R: Non era cucinato, era un piatto di peltro che tenevo sul tavolo. Gliel’ho tirato perché mi aveva fatto girare i santissimi, lo avrei ammazzato. Da quel giorno lo ha appeso al muro e non ho più potuto prenderlo. È stato un atto inconsulto, meno male che non l’ho preso.
D: Lo chiama ‘Il Salerno’.
R: Sì, perché una volta si usava chiamare per cognome. Lo chiamo così perché mi piace. È andata così, alla fine ‘il Salerno’ è ‘il Salerno’.
D: Quale è il segreto della vostra unione anche professionale?
R: Sul lavoro andiamo molto spesso d’accordo: siamo sulla stessa linea e ci piacciono le stesse musiche.
D: Incluso il rap?
R: Non è il genere che amo di più, ma mi piacciono alcuni testi di Fedez.
D: Ha lavorato, tra gli altri, con Mango, Tiziano Ferro e Gianna Nannini.
R: Mango era vocalmente potentissimo e scriveva bene. Abbiamo lavorato insieme al primo singolo: si trattava di Oro. Fu un grande successo, poi facemmo due album. Era sospeso tra il cielo e la terra, vocalmente celestiale. Mentre Gianna era molto più terrena, legata ai problemi giornalieri. Ferro era più verso l’R&B. Ha lavorato tre anni con noi prima di incidere un disco, aveva delle qualità ma doveva metterle a punto. Era molto determinato.
D: Ci sono delle regole per costruire una canzone?
R: Certo, e sono come quelle di un film: non puoi rompere le balle, non puoi fare una canzone che dopo un minuto ti viene voglia di andare in cucina a bere un bicchiere d’acqua. La canzone non ti deve dare spazio per fare altro. Bisogna essere artigiani, al di là dei contenuti artistici. Bisogna fare un ragionamento completo. L’artista non si esprime solo con la voce ma anche con quello che dice, con quello che pensa. È un lavoro molto complesso, quasi peggio della cucina.
D: Dove la vedremo dopo Celebrity Masterchef?
R: Sto facendo due interventi alla settimana su TV8 in The Real, un talk show quotidiano al femminile condotto da cinque ragazze (Daniela Collu, Filippa Lagerback, Marisa Passera, Ambra Romani e Barbara Tabita, ndr). Si parla di tutto, dai consigli di stile e trucco alla bellezza, passando per la prevenzione, ma non di cronaca nera. E poi si scherza anche tanto.
D: Niente ‘inchieste’ in stile Barbara D’Urso?
R: Lei è una grande professionista che sa fare bene il suo lavoro, anche se trovo il suo programma un po’ esagerato, si arriva all’estremo della ricerca dei particolari. È un modo per fare ascolti, d’altronde lei lavora nella tivù commerciale.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 06-04-2017 08:44 PM


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