«Una gogna costruita sul nulla»

di Matteo Mazzuca
Rita Dalla Chiesa si schiera al fianco dell'amica e collega Paola Perego nella polemica su Parliamone sabato. E si chiede perché la Rai, in altri casi, è molto più tollerante. L'intervista.

RITA DALLA CHIESA«Paola Perego è sempre stata dalla parte delle donne, le ha sempre difese. Così come io ho difeso lei. E la difenderò a oltranza». Rita Dalla Chiesa, al telefono, ci ripete convinta quanto ha già scritto su Twitter. Con la stessa passione e determinazione, parlando a favore dell’amica conduttrice di Parliamone sabato, il programma di Rai Uno chiuso a causa della polemica sulla rappresentazione delle donne dell’Est. «Ho visto la sua intervista a Le Iene dove spiega il suo punto di vista, e mi ha fatto una grande tenerezza», ci dice Dalla Chiesa, che ha seguito la vicenda con attenzione e partecipazione. Condividendo molti dei dubbi espressi dalla sua collega.

D: Che cosa pensa della faccenda?
R: Hanno fatto esplodere una bomba che non c’era.
D: Perché l’avrebbero fatto?
R: Non lo so, non sono addentro alle cose della Rai. Sono una spettatrice come tante.
D: La puntata l’ha vista?
R: Sì, e la reazione mi è sembrata esagerata. Una trasmissione si può anche chiudere, ma non si mortifica né si umilia una donna che ha sempre difeso e fatto diecimila battaglie per le altre donne. Questo è un massacro mediatico che non si merita.
D: L’intervista alle Iene l’ha vista?
R: Sì. Ho visto una donna che non capisce perché le sia caduto questo macigno in testa. Paola era assolutamente in buona fede. Sta pagando un prezzo che non dovrebbe pagare lei.
D: Legato al fatto che il marito Lucio Presta è un personaggio scomodo?
R: Può essere. Non vedo motivi, comunque, perché prendersela con Lucio?
D: Pare che non sia amato da tutti.
R: Lucio è il più grande, il più grande che ci sia. Le sue trasmissioni sono quelle che vanno meglio. Per Paola tutto questo è scomodo, ogni volta che si parla di lei si tira fuori il mantra: «Perché è la moglie di Presta». Per una grande professionista come lei è un po’ svilente, non le pare?
D: Ma lei quella slide l’avrebbe mandata in onda?
R: Ma era ironica, uno scherzo. Paola ha parlato persino di pigiamone. Trovo che le cose che fanno male alle altre donne sono altre.
D: Ad esempio?
R: In Rai sono passati messaggi di tutti i generi e nessuno è mai stato sanzionato. Penso all’intervista a Riina, o al ‘picco d’ascolto’ di Alba Parietti con la spaccata dove si vedeva tutto, o a certi costumi di ballerini e vallette mezze nude. L’immagine della donna viene continuamente massacrata. In giro c’è quel terribile cartellone con Belen che tende a sfilarsi le mutandine, e nessuno dice niente? E invece ce la si prende con una professionista come la Perego?
D: E dell’intervento di Fabio Testi che cosa pensa?
R: Lui sicuramente non è stato sicuramente un signore. Ascoltandolo io ho pensato solo una cosa: poveraccio. Ma ripeto, tutta la polemica è stata montata sul nulla.
D: Il ‘nulla’ è degno dell’attenzione del servizio pubblico secondo lei?
R: Io lo chiedo a lei. Perché il nulla va in onda sul servizio pubblico e tante altre emittenti.
D: Ma il servizio pubblico è pagato dal canone dei cittadini.
R: Sì, ma com’è che se ne sono accorti soltanto con questa trasmissione? Comunque non ho detto che quella trasmissione è il nulla, è il caso che è stato montato sul nulla. Era una chiacchiera come un’altra.
D: La vicenda Leotta-Balivo a Sanremo l’ha seguita?
R: Sì. Balivo è stata massacrata sul web, ma a lei non hanno chiuso la trasmissione. Comunque ha dovuto chiedere scusa. Ora, uno può esprimere le proprie idee o no?
D: Come si sarebbe dovuta gestire la vicenda, invece?
R: Le bombe vanno disinnescate, non fatte esplodere: «Guarda, Paola, quel segmento ha dato fastidio, non trattiamolo più. E invece è stata messa alla gogna mediatica.
D: Sembra che i social abbiano un potere sempre più grande su quanto accade sul piccolo schermo.
R: Sì, ma spesso si commenta senza aver visto o sentito quello di cui si sta parlando.
D: I dirigenti Rai sembrano prestarvi comunque molta attenzione.
R: Forse si lasciano condizionare. O magari colgono la palla al balzo.
D: Quindi, secondo lei, tutta la polemica è eccessiva.
R: Ricordiamoci che stiamo parlando di televisione. Sembrerà qualunquismo, ma l’Italia ha problemi ben più seri e gravi. Avrei voluto vedere questa vis polemica per tante altre cose. Tante.
D: Cambiando argomento. È scomparso Cino Tortorella. Lei aveva condotto 44 gatti, una trasmissione celebrativa dello Zecchino d’oro.
R: Ricordo che quando ero piccola andavo a guardare Lo zecchino d’oro a Milano, alla Torre Velasca. Era una trasmissione parte della nostra vita, della nostra infanzia. Le canzoncine per noi sono state quelle. La scomparsa di Cino Tortorella colpisce la sfera affettiva e la memoria di tutti noi.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 23-03-2017 07:00 PM


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