Di sinistra e di vita vissuta

di Giulia Mengolini
Giornalista, scrittrice, grande militante politica radiata dal PCI per aver fondato Il Manifesto. Ritratto di Luciana Castellina, prima moglie di Alfredo Reichlin.

CASTELLINAPartigiano, dirigente del Pci, direttore dell’Unità: è morto a 91 anni Alfredo Reichlin. Nato a Barletta, a Roma, dove si trasferì quando aveva cinque anni, partecipò alla Resistenza con le Brigate Garibaldi, facendo parte dei GAP. Nel 1946 si iscrisse al Partito Comunista Italiano, di cui fu uno dei dirigenti più importanti per 30 anni. Sposato in prime nozze con la militante comunista Luciana Castellina, ha avuto due figli: Lucrezia e Pietro, entrambi economisti.

COMUNISTA COLTA
Una donna ingombrante, la prima moglie, nel senso più bello del termine. Una che ha alle spalle almeno mezzo secolo di battaglie di sinistra. «Ci siamo sposati nel 1953 e separati nel 1958. Volendogli molto bene ho sofferto nel lasciarlo. Ho impiegato anni a elaborare il distacco. Fu come tagliarsi un braccio. E non per la causa che condividevamo ma per il rapporto che avemmo. In ogni caso, siamo sempre restati amici», disse di lui. Romana classe 1929, ragazza per bene dei Parioli che ha studiato al Liceo Tasso prima, alla Sapienza poi, nel 1947 si iscrive al PCI. Giornalista presso il quotidiano Il Paese, nel 1963 va a lavorare al palazzo delle Botteghe Oscure, alla commissione femminile del partito diretta da Nilde Iotti. È stata impegnata nell’UDI (Unione Donne Italiane) della cui presidenza è stata anche membro.

RADIATA DAL PCI
È stata arrestata diverse volte nel contesto di manifestazioni di protesta: una di queste era quella contro l’attentato a Palmiro Togliatti nel 1948.  Dal PCI viene radiata nel 1969 quando, quando, con Magri, Natoli, Parlato, Pintor e Rossanda, fonda Il Manifesto, di cui è stata redattrice e poi sempre collaboratrice. «Di essermi iscritta al Pci non mi sono pentita; di quel partito, con tutti i suoi difetti, ho oggi una struggente nostalgia», scrive a conclusione della sua autobiografia giovanile (La scoperta del mondo, ndr). Nel 1974 Il Manifesto si unifica all’ala sinistra del PSIUP, dando vita al Partito di Unità Proletaria per il Comunismo. Castellina viene eletta nella lista di sinistra Democrazia Proletaria al Consiglio regionale del Lazio nel 1975, al consiglio comunale di Roma e quindi alla Camera dei Deputati nel 1976, in cui è stata anche capogruppo.

RIFONDAZIONE COMUNISTA
Quando viene proposto lo scioglimento del PCI la giornalista è tra i primi firmatari della mozione che vi si oppone. Nel 1992 entra nel partito di Rifondazione Comunista che si è formato nel frattempo, dove diventa direttrice del settimanale Liberazione (quotidiano). Il 5 aprile 1992 è rieletta deputato alla Camera in Umbria con Rifondazione comunista, ma si dimette un mese dopo. Nel 1994 è eletta al Parlamento Europeo per la seconda volta (incarico che manterrà fino al 1999), diventando presidente della Commissione per la Cultura, la gioventù, l’istruzione e i mezzi di informazione (1994-1997) e della Commissione per le relazioni economiche esterne (1997-1998). Lascia Rifondazione nel 1996. Fra il 1980 e il 1984 Castellina dirige assieme a Claudio Napoleoni e Stefano Rodotà il settimanale Pace e Guerra.

TRA LIBRI E DIARI
Nel 2011 ha pubblicato La scoperta del mondo,il diario che racconta quattro anni della sua adolescenza e la sua iniziazione politica. Tutto inizia il 25 luglio del ’43, quando la 14enne in vacanza a Riccione, stava giocando a tennis a casa Mussolini con la compagna di classe Anna Maria, quando la partita era stata interrotta: la famiglia doveva tornare a Roma perché il duce era stato arrestato. Il libro è stato finalista al 65simo Premio Strega. Nel 2012, con Siberiana ha scritto un diario – questa volta di viaggio – che intreccia «memorie di cose viste, lette e pensate durante la sua lunga esperienza politica e culturale», in una terra che, «nel ricordo della prigione di ghiaccio che stringeva le catene dei forzati nelle miniere dello zar e dei dissidenti nei gulag staliniani, si rovescia, per i russi, nel simbolo di un perenne Far West dello spirito». Nel 2014 il suo ultimo libro, Guardati dalla mia fame, scritto con Milena Agus.

DALL PARTE DI SEL
Nel gennaio 2015 Nichi Vendola e il gruppo SEL annunciano che nelle prime tre votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica voteranno Luciana Castellina per poi aderire dalla quarta votazione alla candidatura, avanzata dal Pd di Sergio Mattarella. Nella prima votazione ottiene 37 voti, risultando così la terza più votata dopo Ferdinando Imposimato e Vittorio Feltri. Il 29 marzo 2015 entra a far parte della presidenza nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. In un’intervista a Repubblica del dicembre 2016, del premier Paolo Gentiloni, che conosceva da giovane, dice: «Allora era simpatico, sveglio, molto bravo. Non so cosa gli sia capitato dopo però. Tutto quello che ha fatto da allora mi è incomprensibile».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 22-03-2017 02:06 PM


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