La saga dei Rockefeller

Si è spento all'età di 101 anni David, ultimo figlio di John Davison Jr. Il nonno, fondatore nel 1870 della Standard Oil of New Jersey, divenne il capostipite di una delle famiglie più ricche e odiate degli Stati Uniti d'America.

rockefellerSuo nonno, John, aveva fondato la Standard Oil e in un qualche modo dato il via alla storia di Wall Street e del capitalismo americano. Del resto il loro cognome, Rockefeller, porta subito a pensare al dorato mondo dell’alta finanza. E ora che David, ultimo di quella dinastia che aveva cambiato le regole del business negli Usa, si è spento alla veneranda età di 101 anni il mondo dell’economia piange un magnate dall’innato senso degli affari. Il suo nome comunque continuerà a vivere grazie ai sei figli avuti con l’amata Peggy McGrath e i tantissimi nipoti che l’hanno consacrato a nonno più ricco del mondo.

L’INIZIO DELLA SAGA
Ma David Rockefeller non sarebbe stato tutto questo senza suo nonno. John Davison Rockefeller, come tanti altri americani di fine ’800, si diresse ancora giovanissimo nell’Oklahoma nella speranza di partecipare alla corsa al petrolio. Ma quando finalmente arrivò tutti i terreni erano già stati dati in concessione. Un duro colpo che però non lo fece desistere. Anzi, ebbe l’idea geniale di lanciarsi nel commercio del trasporto del greggio. All’epoca infatti gli oleodotti non esistevano e il petrolio veniva trasportato da una parte all’altra del Paese in grossi barili di legno. Cosa face allora John? Semplice, prenotò più trasporti possibili obbligando così i petrolieri ad affidarsi a lui per lo spostamento di quel liquido che presto gli darà la ricchezza. Nasce in questi anni la famosa Standard Oil of New Jersey, l’azienda che ottenne il monopolio del petrolio negli Stati Uniti d’America.

RICCHEZZA ESAGERATA
Nel frattempo John Rockefeller, grazie alla sua innata – dono di famiglia a quanto pare – propensione per gli affari divenne l’uomo più ricco d’America. Ma anche il più odiato, proprio a causa dell’ingente quantità di denaro accumulato. Da qui l’esigenza di fare molta beneficenza nel tentativo di riguadagnare quella popolarità persa negli anni. Tanto che un detto americano dice che John Rockefeller ha passato la prima metà della sua vita a accumulare denaro e la seconda a distribuirlo nel tentativo di farsi amare dai suoi concittadini. Quando però morì il 23 maggio 1937, il magnate era ancora uno degli uomini più odiati della nazione nonostante lasciti da 540 milioni di dollari.

BENEFICENZA CONTINUA
Ma anche dopo la morte del capostipite la famiglia continuò l’opera filantropica. Tanto che John Davison Rockefeller Jr, racconta la leggenda, ogni volta che si metteva a tavola raccontava la storia del buon samaritano pronto a donare agli altri e tenere poco per se stesso. Del resto l’uomo aveva fatto suoi i metodi filantropici del padre, passandoli anche ai suoi sei figli, David compreso. Che negli anni ha proseguito l’opera benefica della famiglia tanto che alla Chase, banca di sua proprietà, aveva fatto approvare un programma aziendale in base al quale il 2% degli incassi veniva destinato interamente in opere benefiche. E se con David Rockefeller se ne va un ultimo pezzo di storia americana del secolo passato, il suo cognome è destinato a vivere in eterno. Del resto sono in tutto 250 gli eredi di quel Jphn David Rockefeller che a inizio ’900 creò quasi dal niente una saga famigliare davvero unica.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 20-03-2017 08:20 PM


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