Il Regno (poco) Unito delle donne

La regina Elisabetta e Theresa May, ma non solo. In Scozia, Galles e Irlanda del Nord ci sono figure femminili influenti, che dicono no alla Brexit e sognano l'indipendenza.

Theresa-May2Nel Regno Unito, che ha scelto di dire addio all’Unione Europea, a comandare sono sempre più le donne. E non solo perché la regina Elisabetta, alla veneranda età di 91 anni, non ha nessuna intenzione di scendere dal trono, o perché a capo di Scotland Yard c’è Cressida Dick: attorno alla figura di Theresa May, seconda inquilina di Downing Street nella storia dopo Margaret Thatcher, ruotano infatti una serie di figure femminili molto influenti. E, in alcuni casi, in aperto contrasto proprio con la premier.

NICOLA, LA SCOTTISH RIBELLE
La prima, nel giorno in cui Westminster ha dato a Theresa May carta bianca per il fischio d’inizio della partita sulla Brexit (ecco come la vive un’italiana a Londra), è Nicola Sturgeon, capo del governo locale di Edimburgo e degli indipendentisti dello Scottish National Party. Diverse in tutto, campeggiano sulle prime pagine dei giornali britannici, una a fianco all’altra. Il motivo? Se la May deve traghettare il Regno Unito fuori dall’Europa, la Sturgeon vorrebbe la secessione della ribelle e soprattutto europeista Scozia. Difficile, quasi impossibile però, che si arrivi ad un nuovo referendum.

LEANNE, LA GALLESE ANTI BREXIT
In Scozia, la Sturgeon deve guardarsi le spalle, ma non troppo viste le briciole elettorali lasciate negli ultimi anni dall’Snp, da altre due signore della politica come Ruth Davidson, numero uno della branca locale dei Tories, e Kezia Dugdale, leader dei Laburisti scozzesi. Anche in Galles soffiano venti separatisti. Arrivano per la precisione dal partito Plaid Cymru, separatista e appunto anti Brexit, guidato da Leanne Wood. Senza scordare chi, in questo panorama centrifugo di pugnaci condottiere nazionali, resta peraltro l’estremo simbolo e baluardo dell’unità del regno: la regina Elisabetta, ovviamente. Salda sul trono, ma che fra un mese compirà 91 anni.

MICHELLE SOGNA INVECE DUBLINO
Non solo Scozia e Galles: ci sono malumori anche in Irlanda del Nord, altra nazione che il 23 giugno 2016 ha votato in maggioranza no alla Brexit, in contrasto con l’Inghilterra e col risultato generale del Regno Unito. A capo del partito repubblicano Sinn Fein, reduce da una clamorosa avanzata alle urne, c’è Michelle O’Neill, che vorrebbe un referendum per riunificarsi con Dublino. Ma che, intanto, chiede la testa della rivale Arlene Foster, leader unionista del Dup (coinvolta in uno scandalo di malversazione) per ripristinare la coalizione di unità nazionale che ha governato Belfast dagli storici accordi del Venerdì Santo 1998.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 14-03-2017 08:00 PM


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