Sono 'genitori-nonni'. E allora?

di Floriana Rullo
Respinto il ricorso di Luigi e Gabriella: la loro figlia è adottabile. Caduta l'accusa di abbandono, rimane il pregiudizio legato all'età. Abbiamo parlato con l'avvocata della coppia.

La bambina che nel 2010 era stata allontanata da una coppia ‘genitori-nonni‘ di Casale Monferrato rimarrà con la famiglia adottiva. A deciderlo la Corte d’Appello di Torino che, volendo mettere un punto a questa vicenda, ha respinto il ricorso della coppia e confermato lo stato di adottabilità della bimba. Questo perché per la piccola, allontanata dalla famiglia a pochi mesi di vita «ormai l’abbandono fa parte della sua storia, anche senza che la coppia ne abbia colpa». L’abbandono, infatti, è stato stabilito dalla giustizia e non da Luigi Deambrosis e Gabriella Carsano, che mai si sarebbero separati dalla loro figlia.

SETTE MINUTI E UN PREGIUDIZIO
A segnalare il presunto abbandono furono i vicini, che avevano visto la bimba piangere, sola, nella macchina parcheggiata nel vialetto di casa: «Secondo i processi, che hanno assolto la coppia, loro andavano e venivano tra l’auto e l’appartamento, tenendola costantemente d’occhio. È stata da sola per sette minuti, il tempo di scaldarle il latte», spiega l’avvocata Adriana Boscagli, da sempre al fianco della coppia di genitori, che mette in risalto un’altra verità, più sconvolgente: «Ci siamo accorti che c’era stato un grave errore. Quell’originaria accusa aveva sullo sfondo un pregiudizio riguardo all’età di Luigi e Gabriella». L’episodio era stato definito sintomo di una «scarsa capacità di gestione della minore, non solo dal punto di vista affettivo, ma anche dal punto di vista pratico». Questo secondo le perizie psichiatriche, che poi continuavano: «La bambina ha corso comunque un pericolo non indifferente e a tutt’oggi la coppia non si rende conto della gravità dell’episodio e non è in grado di effettuare alcuna autocritica se non generica». Il giudizio è stato smentito dalla Cassazione, che nel 2016 aveva stabilito che «nessuno stato di pericolo fu provocato dall’episodio in questione», disponendo poi, come spiega l’avvocata Boscagli, «un nuovo processo d’appello perché tutte le sentenze precedenti avevano sullo sfondo quel pregiudizio».

GIUSTIZIA A DUE VELOCITÀ
Due i procedimenti paralleli: uno per abbandono di minore e uno civile per decidere se dare o meno in adozione la bimba che nel frattempo era stata data in affido. Ma se la giustizia è stata veloce per ad assolvere il padre della piccola in tutti e tre i gradi di giudizio, non è stata altrettanto rapida a fermare la macchina dell’affidamento.  Così nel 2013, quando la Corte d’appello civile ha confermato il giudizio del tribunale, la piccola è stata inserita in una famiglia adottiva, e sottratta per sempre alla coppia di Casale Monferrato. Mentre i Deambrosis lottavano da un tribunale all’altro per riaverla indietro, lei cresceva accudita da altri genitori che l’avevano con sé legittimamente, per effetto di un terzo procedimento giudiziario: una sentenza di adozione.

PRONTI AL RICORSO
Una decisione confermata oggi con la piccola che non può essere ridata alla sua famiglia e i genitori, che hanno lottato per averla, che rimangono sempre più soli. E «disperati», come sottolinea l’avvocata. Lui adesso ha 75 anni e lei 63. Quando la loro figlia è nata, dopo una fecondazione assistita, ne avevano 69 e 57. E se c’è chi sostiene che già in ospedale, dopo il parto, fossero stati allertati i servizi sociali per la questione dell’età, nonostante la legge non preveda limiti per generare un figlio (come affermato dalla Cassazione sempre nel 2016), ora non resta che attendere le motivazioni e poi fare ricorso: «Siamo curiosi di capire come verrà giustificata questa decisione, visto che, non potranno tenere conto né dell’età avanzata dei due genitori, né della vicenda di abbandono poi finita in un nulla di fatto. Confidavamo in una Corte più coraggiosa  che considerasse i genitori naturali come una coppia assolutamente in grado di prendersi cura della bambina». Invece toccherà ancora aspettare. Attesa a cui questi genitori ormai sono abituati da sette lunghi anni ormai (quattro quelli da cui non vedono la figlia): «Certamente la sentenza tiene conto dello stato attuale della bimba, che vive con un’altra famiglia e dell’eventuale trauma conseguente alla separazione, ma prima o poi bisognerà spiegarle che i suoi genitori sono altri e come mai è stata allontanata da loro»

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 13-03-2017 08:30 PM


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