Piccoli Renzi crescono?

di Giulia Mengolini
Ha 16 anni, segue la politica appena da un anno, ma è andato al Lingotto per dire a Matteo (come lo chiama lui), che il partito democratico deve avvicinare i giovani: Intervista a Federico Lobuono.

lobuonoParlantina fluente, idee chiare e un mantra: «Guardare al futuro». Se vi ricorda qualcuno (un ex premier, magari) non è un caso: Federico Lobuono, studente di 16 anni, è stato citato da Matteo Renzi sul palco del Lingotto sabato 11 marzo, dove si è recato da Roma per dirgli che i Millennials «sono pieni di ideali e di valori». La sua testimonianza è documentata sul sito incammino2017.it, nato dal movimento per il Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre e che ora sostiene la mozione congressuale di Matteo Renzi e Maurizio Martina. «Matteo mi ha chiesto di impegnarmi. Allora mi metto in cammino, su questa strada, che porta a casa mia», scrive Federico, che ha aperto la pagina Facebook «Pischelli in Cammino». Lui, 16 anni e tanta determinazione, ha fatto presente all’ex premier quello che secondo lui non funziona nel Pd: «Ho detto a Matteo che il politico di professione non funziona più, che il Partito Democratico deve comunicare ai giovani. Che fare le convention nelle hall degli alberghi non ha senso. Mi ha dato ragione».

lobuono2D: Come ci si sente nell’occhio del ciclone?
R: Sicuramente è un’emozione grandissima quella di essere cercati da tutta la stampa italiana, come quella di poter parlare con Matteo Renzi e vedere che da parte sua c’era una risposta e prendeva in considerazione le mie parole.
D: Te l’aspettavi?
R: No, per niente. Nulla era programmato, è successo un po’ per caso. Io mi sono impegnato all’interno del partito ultimamente ma non immaginavo una reazione di questo tipo. Ora inizieranno una serie di attività e responsabilità tra cui la creazione di Pischelli in Cammino.
D: Cos’è?
R: Una comunità che cerca di avvicinare i ragazzi alla politica e alla vita. Si può scrivere, parlare di esperienze personali. Ma In Cammino non è ne Matteo Renzi né il Partito democratico. Ci tengo a precisarlo. E non ci sono sono simpatizzanti del Pd, ma persone che la pensano diversamente.
D: Tu sei giovanissimo, hai 16 anni. Da quanto segui la politica?
R: Da un annetto circa. Non mi sono tesserato prima perché la ritenevo una decisione importante, diciamo permanente: non si cambia partito da un giorno all’altro. Così ho valutato bene prima di commettere un errore.
D: Perché hai scelto il Pd?
R: È il partito che più si avvicina alle mie idee.
D: Perché secondo te un giovane disilluso dalla politica dovrebbe credere nel Pd?
R: Indubbiamente è quello che più lavora per i ragazzi. Ci sono riforme fatte ad hoc per loro, proposte fantastiche, come il bonus cultura. Tuttavia, il problema è che c’è una scarsa comunicazione.
D: Questo hai detto a Renzi?
R: Sì. Gli ho detto che fare le riforme giuste e utilizzare poi un fischietto per cani per comunicarle non serve a nulla. In questo modo la politica resta un luogo per gli addetti ai lavori.
D: E come si avvicinano i cittadini alla politica? Con la Rete?
R: Certo, usare Internet e frequentare i luoghi frequentati dai ragazzi è un ottimo inizio. Io sono un sostenitore di Renzi ma ho criticato il fatto che le riunioni del Pd vengano fatte nelle hall degli hotel. Pensare che i giovani raggiungano la politica in questi posti è un errore di fondo.
D: Quale sarebbe un luogo giusto per una riunione del Pd?
R: Per esempio, sarebbe perfettos se a un evento di tecnologia ci fosse un padiglione (anonimo, perché le bandiere in questi casi non ci devono essere) del partito che per spiega perché è importante investire sulla tecnologia, la funzionalità della fibra ottica eccetera. Questi sono i temi su cui lavora anche In Cammino. Ci sono tanti giovani che fino a oggi non si sono esposti perché si vergognavano a dire «mi piace il partito democratico», mi interessa la politica. Grazie a tutto questo interesse mediatico in tanti si stanno facendo avanti.
D: Tornando a Internet e alla comunicazione politica. Cosa ne pensi di quella del Movimento 5 stelle?
R: Penso sia buona. Non condivido quello che comunicano ma i mezzi che utilizzano funzionano. Infatti, come dicevo a Matteo, non possiamo lasciare tutto ai grillini, dobbiamo muoverci anche noi.
D: Qual è la sfida più grande che deve affrontare il Pd in questo momento?
R: Riacquistare la fiducia dei giovani. Dopo il referendum non è certo semplice, ma io so che si può fare e lo sto vedendo dopo tutta questa attenzione mediatica.
D: L’errore più grande di Renzi?
R: Io sono nato nel 2000, guardo al futuro. Matteo ha parlato di alcuni errori fatti, io sono d’accordo con lui ma non occupiamoci del passato.
D: Insomma, nessuna critica per Matteo?
R: Io non mi sono messo in gioco per parlare di qualcuno. Non voglio discutere né della scissione né degli altri candidati alle primarie. Solo del futuro.
D: Parliamo del tuo allora? Come sarà?
R: Io mi voglio impegnare, l’ho promesso a Matteo Renzi. E avrò modo di incontrarlo di nuovo in altre occasioni.
D: Quindi continuerai con la politica?
R: Non lo so, in realtà vorrei fare il giornalista da grande.
D: Per sognare in grande: tra 20 anni ti vedi presidente del Pd?
R: Addirittura? No, non esageriamo.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 13-03-2017 08:35 PM


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