La caduta di Park Geun-hye

La corte costituzione della Corea del Sud conferma l'impeachment per la sua prima presidente donna, che è costretta a dimettersi. Una fine ingloriosa. Ecco chi è e perché è sotto accusa.

South Korean President Park Geun-hye Addresses Nation On ScandalUn finale già scritto. Il 10 marzo 2017 la Corte costituzionale della Corea del Sud ha confermato l’impeachment per corruzione della ormai ex Presidente Park Geun-hye, che si è così dovuta dimettere. Esito largamente annunciato di uno scandalo scoppiato negli ultimi mesi del 2016 che ha visto coinvolte alcune tra le maggiori aziende del Paese, la più nota delle quali è sicuramente Samsung. Ma che ha anche svelato come la ex presidente, che da ora in poi non gode più dell’immunità ed è quindi costretta a fronteggiare in tribunale accuse pesantissime, si circondasse di alcuni oscuri personaggi che ne influenzavano le decisioni. Come, ad esempio, la ‘sciamana’ Choi Soon-sil.

LA FIGLIA DEL DITTATORE
La decisione della Corte ha scatenato violenti scontri di piazza che hanno causato almeno due vittime. Nonostante nei mesi scorsi ci siano state diverse manifestazioni contro Park, quest’ultima può contare ancora su nutrite frange di sostenitori che hanno protestato con particolare veemenza. Si tratta comunque di una fine politica decisamente ingloriosa, quella di Park Geun-hye, prima presidente donna della Corea del Sud. Nel 2012 aveva trionfato alle elezioni ottenendo il 51,6% dei voti, ed entrando in carica il 25 febbraio 2013. Su di lei, nel bene e nel male, allora pesava sicuramente la sua storia famigliare. Che però, alla luce degli ultimi sviluppi, rischiano di diventare un vero e proprio macigno.

FAMIGLIA DECIMATA
Park, infatti, è figlia di Park Chung-hee, l’uomo che governato come dittatore la Corea del Sud dal 1963 al 1979, anno in cui venne ucciso dal capo dei servizi di intelligence coreani. Si può dire che le sventure di Park Geun-hye siano cominciate proprio allora. All’epoca 27enne, venne subito affiancata da un consigliere del padre, Choi Tae-min, una figura dai tratti oscuri e misticheggianti che ha influenzato il cammino della ex Presidente. La quale, tra l’altro, aveva già perso la madre in un altro attentato nel 1974, e che si ritrovò quindi completamente sola in uno dei periodi più turbolenti della storia sudcoreana.

NELL’AGONE POLITICO
La nuova carriera politica di Park cominciò nel 1998, quando venne eletta parlamentare tra le fila di quello che oggi è conosciuto come il Liberty Korea Party, partito di centrodestra. Un successo che si ripeté fino al 2012, quando decise di candidarsi alla presidenza. Fu allora che alle idee più conservatrici come una forte attenzione alla sicurezza, il taglio delle tasse e l’attenzione al mercato, cominciarono ad affiancarsi politiche di welfare di impronta più sociale.

LO SCANDALO
Nel 2012 arrivò dunque la vittoria alle elezioni presidenziali. Un quasi-quinquennio andato avanti senza particolari scossoni, sulla scia del precedente mandato del suo compagno di partito Lee Myung-bak. Nessuno, probabilmente, si aspettava che Park potesse rimanere coinvolta in uno scandalo di tali proporzioni. Lei continua a negare le proprie colpe, ma l’equivalente di 66 milioni di euro (a tanto ammonterebbe la cifra accumulata da Park e da Choi) non si nasconde tanto facilmente. Ora la parola passa ai giudici del processo.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: Data: 10-03-2017 12:50 PM


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