Travagli burrascosi

A La Maddalena le donne stanno protestando dopo che è stato chiuso l'unico centro nascite dell'isola. «Così facendo ci levano il diritto di essere mamme». E chiedono aiuto alla ministra Lorenzin.

massaggiare-pancia-gravidanzaDiventare mamme a La Maddalena è cosa sempre più complicata. Almeno da quando è stato deciso di chiudere il punto nascite costringendo le partorienti a imbarcarsi sul traghetto per Olbia dove c’è l’ospedale. E questo a qualunque ora o condizione atmosferica. Anche quando il vento sfiora i 100 chilometri orari o le onde – specialmente in inverno – sono così alte da far paura. Un incubo vissuto costantemente da quelle mamme che hanno deciso di vivere su quei 52,01 chilometri quadrati che compongono l’isolotto al largo delle coste della Sardegna.

PREOCCUPAZIONE CRESCENTE
«Da quando è stato chiuso il punto nascite c’è soltanto una possibilità: aspettare il traghetto e arrivare a Olbia, sperando di trovare la strada libera», ha spiegato a La Stampa una delle donne coinvolte. Come a dire che se si va avanti di questo passo il rischio è di far nascere i bambini in mezzo al mare. «Ma chi ci assicura che tutto vada sempre a buon fine tra le onde o tra le curve? Perché a noi viene negato il diritto alla maternità?», hanno aggiunto.

 NUOVE NASCITE
A La Maddalena sono in arrivo 30 nuovi abitanti – quasi tutti maschietti – ma già costretti ad affrontare le difficoltà della vita ancor prima di venire al mondo. A ‘negare’ il diritto di essere mamme sull’isola sarda sarebbe un protocollo ministeriale che impone una regola netta per tenere aperti i reparti di ostetricia. Sul territorio, infatti, devono esserci almeno 500 parti all’anno per garantire la professionalità di medici, infermieri, ostetriche e anestesisti. Ma la legge ammette anche una deroga, quindi non si capiscono i motivi che hanno portato alla chiusura del centro. «Adesso la Regione ci promette il trasporto in elicottero, ma ci viene da chiedere: quale elicottero dato che la Sardegna è l’unica regione italiana senza l’elisoccorso? Hanno chiuso tutto dicendo che il reparto di ostetricia non sarebbe sufficientemente specializzato, ma è più sicuro farci correre in ambulanza fino a Olbia?», si chiede un’altra mamma sempre a La Stampa.

APPELLO DI PANCIA
Da qui la volontà di appellarsi alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Un messaggio scritto sui pancioni delle mamme che a La Maddalena ci abitano, ci lavorano e hanno voluto creare una famiglia. Intanto l’Asl di Olbia fa sapere che «a La Maddalena c’è il personale necessario per le emergenze». Eppure qualche lacuna c’è. Perché se da una parte il bambino può nascere tranquillamente sull’isola vista la presenza di un ginecologo e un’ostetrica sempre reperibili – manca l’anestesista però – dall’altra, «a tre ore dalla nascita il bambino deve essere trasferito a Olbia, perché qui il reparto è chiuso», spiega a La Stampa un’infermiera dell’ospedale.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , , Data: 07-03-2017 03:22 PM


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