Non chiamatela musa di Özpetek

di Giovanna Pavesi
Ha recitato in tantissimi suoi film. Ma trova pretenzioso definirsi tale. Serra Yilmaz e Ferzan - nelle sale con Rosso Istanbul - condividono soprattutto due cose: l'umorismo e la cultura. L'intervista.

serraGli occhi celesti e profondi. Blu, come il colore della vestaglia di seta indossata per interpretare il personaggio a cui è più legata. E che porta il suo nome, Serra, ne «Le fate ignoranti».
Turca e poliglotta. Attrice e interprete dal fascino onirico, in equilibrio tra tanti universi. Nata a Istanbul e studente in Europa. Ha lavorato in quasi tutti i film di Ferzan Özpetek, compreso Rosso Istanbul, tratto dal romanzo del regista, nelle sale dal 3 marzo. Si conoscono da tempo e condividono cultura e città d’origine, dove lei vive.
Riservata e schiva, Serra Yilmaz ha vissuto tante vite, tra cinema e teatro. Ora è in tournée con La bastarda di Istanbul, pièce diretta da Angelo Savelli. Lo spettacolo, a Firenze fino al 5 marzo, si sposterà poi a Verona, a Mestre, Vicenza e Cervignano.
La storia, tratta dal romanzo di Elif Şafak, pone al centro del suo racconto la divisione ancestrale tra turchi e armeni. A LetteraDonna, Serra Yilmaz racconta la sua vita, in bilico tra mondi e spazi diversi, e di questo spettacolo dice: «Recitare in questa pièce ha grande significato per me: questo è un argomento che mi sta a cuore e vorrei che fosse conosciuto, vorrei che ci fosse una riconciliazione. Mi fa piacere parlarne».

serra2DOMANDA: Signora Yilmaz, lei ha lavorato molto con Ferzan Özpetek, recitando in quasi tutte le sue pellicole. Può considerarsi la sua musa?
RISPOSTA: Diciamo che il fatto che abbiamo collaborato tante volte non significa che io sia per forza la sua musa. Lo trovo un po’ pretenzioso. Quindi direi di no.
D: Come vi siete conosciuti?
R: Nel 1997 a Strasburgo. L’occasione era una rassegna di cinema turco.
D: Come l’ha scelta per i suoi film?
R: A questa domanda dovrebbe rispondere lui, non posso proprio dirlo io (sorride, ndr).
D: Qual è, tra i film di Özpetek in cui ha recitato, il suo preferito?
R: Mi faccia pensare un attimo. Forse Le fate ignoranti.
D: Perché?
R: Sul set ci siamo divertiti moltissimo. Ma i film, onestamente, mi piacciono tutti. È stato molto importante anche Saturno contro, ma certamente Le fate occupa un posto particolare nel mio cuore.
D: Perché occupa un posto così particolare, signora Yilmaz?
R: Era il terzo film di Ferzan e noi tutti eravamo molto entusiasti. Abbiamo lavorato con impegno, grande piacere e divertimento e ho un bellissimo ricordo di quei momenti.
D: Qual è il personaggio, interpretato da lei, che le somiglia di più?
R: Non saprei. Forse proprio Serra, il personaggio delle Fate ignoranti. Aveva un po’ di cose ispirate da me, oltre al mio nome.
D: Che ruolo ha invece in Rosso Istanbul?
R: Quello di un personaggio che non assomiglia a quelli precedenti.
D: Perché?
R: In questo film interpreto una donna molto severa, abbastanza cattiva che assomiglia a una specie di maggiordomo.
D: Özpetek si è trasferito in Italia quando ancora era un giovane studente universitario e qui ha costruito la sua carriera di regista. Crede che avrebbe fatto lo stesso percorso se fosse rimasto a Istanbul?
R: No non credo proprio.
D: Come mai?
R: Perché in Italia ha avuto delle opportunità che, magari, non avrebbe trovato in Turchia.
D: Siete nati entrambi a Istanbul. È questo che vi legasì così tanto?
R: È probabile, io conosco forse degli aspetti suoi che altri non conoscono.
D: Ad esempio?
R: Quando fa riferimenti a certe cose della sua città di nascita, evidentemente, io li posso capire perché vengo da là. Questo è qualcosa che ci accomuna inevitabilmente. Però non è l’unica cosa: essere nati nello stesso posto non basta, perché ce ne sono tanti di artisti nati a Istanbul e non con tutti ho la stessa intesa.
D: E allora da cosa dipende questa sintonia?
R: Molto probabilmente il fatto di parlare entrambi sia turco che italiano è già un fatto evidentemente importante. Penso però che ci sia un lato che ci avvicina moltissimo.
D: Quale?
R: L’umorismo. A entrambi piace raccontare e lavorare divertendoci. In ogni caso, siamo amici da tanti anni ormai e più il tempo passa più le amicizie si rafforzano.
D: Lei è nata in una città che unisce Oriente a Occidente. Ha mai avuto la percezione di essere nata e cresciuta tra due mondi?
R: Questa divisione, Oriente e Occidente, esiste nella vostra mente ma non da noi. Io ho preso coscienza che l’altra costa di Istanbul era Asia quando sono diventata adulta, quando tutti i miei amici stranieri consideravano l’altra costa come asiatica. Ma per noi non vuol dire assolutamente niente (ride, ndr).
D: Quindi non ha avuto alcun significato, per lei?
R: Direi di no. Questo fa parte di un immaginario più occidentale direi. Ma chi nasce e vive lì non lo percepisce, mi creda (sorride, ndr).

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Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 03-03-2017 11:28 AM


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