Le rom in gabbia dividono il web

Lidl Italia prenderà provvedimenti nei confronti dei dipendenti che hanno intrappolato due donne tra i rifiuti. E mentre il popolo di Facebook commenta l'accaduto, Matteo Salvini ha già annunciato di volerli sostenere legalmente.

lidlSequestro di persona. Questa l’accusa per tre dipendenti della Lidl che il 23 febbraio hanno rinchiuso due donne rom nel gabbiotto dei rifiuti del supermercato di Follonica dove lavorano. Un brutto episodio, diventato di dominio pubblico dopo la pubblicazione del video sui social. E condannato prontamente su Facebook e Twitter dalla stessa azienda, che si prepara ad «adottare i provvedimenti necessari nelle sedi più opportune».

SALVINI DALLA LORO PARTE
Sui social c’è chi ha preso le difese dei dipendenti, chi li ha condannati ma in parte giustificati, e chi invece ha invocato il loro licenziamento. Tra i primi c’è Matteo Salvini, che su Twitter ha già annunciato la volontà della Lega Nord di offrire loro sostegno legale, intenzione suggellata dall’hashtag #ruspa. Tantissimi i commenti piovuti sulla pagina Facebook di Lidl Italia e c’era da aspettarselo perché, inutile girarci attorno, la questione è, al netto del consueto buonismo, spinosa. Ne abbiamo raccolti alcuni dividendoli in tre categorie, rispetto a ciò che hanno fatto i dipendenti: favorevoli, moderati e contrari.

FAVOREVOLI
Sono la maggioranza. D’altra parte quando c’è da sparare sentenze, darsi al becero razzismo ed esaltare la folla con del populismo, Facebook è il campo di battaglia ideale. Alessandro Cerrito scrive: «Se licenziate i due (in seguito si è saputo che sono tre, ndr) ragazzi io e la mia famiglia non metteremo più piede nella vostra catena. Italia agli italiani! Bravi i due ragazzi!». Giuseppe Visciano chiede un premio per i dipendenti: «Promuoveteli ora. Non sanno più cosa rubare ieri sono stato in un supermercato delle mie parti e avevano sottratto nella settimana precedente 13 kg di formaggi. Siamo fessi allora noi cittadini onesti che paghiamo anche una matita», mentre Nicholas Vespridis invoca una onorificenza: «Denunciate le due ladre e date una medaglia ai vostri valorosi dipendenti?». Il boicottaggio è invece la via scelta da Matteo Raimondi per esprimere dissenso: «Ok, la mia spesa alcolica sarà trasferita all’Eurospin, tanto il livello di marciume è simile e i prezzi pure..personalmente non vi darò più un euro in casa di decisioni del gente, ipocriti».

MODERATI
In alcuni casi a parlare sono altri dipendenti della catena, oppure lavoratori di supermercati rivali che sanno bene come vanno le cose. I moderati non esaltano il gesto dei tre, ma nemmeno lo condannano: «È giusto da parte vostra prendere le distanze, ma i due dipendenti non vanno licenziati. Gli zingari vivono al di sopra della legge, tra furti, elemosina e minori che non frequento la scuola. Gli hanno dato una lezione, severa, hanno solo sbagliato a filmare e mettere in rete; ora state certi che non ruberanno più», scrive Stefano Branca. Mauro Della Bella punta sul mix di sceneggiata e ipocrisia: «Licenziare i due dipendenti per questa goliardata mi sembra esagerato, hanno sbagliato a filmare e postarlo su FB ma dal filmato si vede benissimo che una grida ammiccando all’altra che continua tranquillamente a rovistare. Io in tutto questo vedo solo molta ipocrisia ed ignoranza, ognuno cavalca quello che gli fa più comodo». Tra chi prova a far aprire gli occhi a Lidl Italia c’è Andrea Talotti: «Chiaro, se le due avessero rubato ve la sareste presa con i dipendenti, le hanno invece bloccate e ve la prendete ugualmente con loro. In alcuni vostri punti vendita, è impossibile andare! Bisogna camminare con gli occhi dietro la testa per evitare che qualche straniero ti fotta il portafogli! I dipendenti hanno anche tutelato voi». Ma anche Debora Ballarin: «Prendete le distanze??? Allora perché non fate prevenzione fuori dai vostri negozi? Sono arci stufa di essere continuamente disturbata da rom o clandestini che chiedono sempre l’elemosina fuori dalla vostra porta proprio dove ci sono i carelli… gesto forte ma forse erano esasperati? Magari le loro lamentele non le avete mai ascoltate giusto??». Tra i moderati che più si avvicinano alla fazione dei contrari c’è infine RiccardoRosy Taranto: «Non condanno il gesto e cioè tutelare il proprio datore di lavoro (zona vietata) ma condanno l’atteggiamento dei dipendenti. Se volevano solamente fermare le due ‘ladre’ rinchiudendole in attesa delle autorità avrebbero dovuto farlo con professionalità e non certo deridendo o umiliando. Fossero stati italiani avrebbero riso così? Dubito. Veramente poco dignitoso».

CONTRARI
Tolleranza zero, ma contro i dipendenti, quella invocata da Marco Di Natale: «I due dipendenti vanno puniti. Anche se avevano ragione ledendo la dignità delle due donne sono passati dalla parte del torto. Sospesi dal lavoro come minimo». Licenziamento immediato la richiesta di Marzia Bertilorenz, che ha già ‘battezzato’ i dipendenti: «Stupidi ragazzi probabilmente razzisti come tanti qui. Senza umanità. Forti coi deboli. A casa subito! E denunciati. Spero si trovino a rovistare loro nei rifiuti e qualcuno gli riservi lo stesso disumano trattamento». In un’escalation di provvedimenti, Alessandro Stori Gajani chiede ancora di più, lanciando però anche una frecciata all’azienda: «Non fate screening quando assumete le persone? Come avete fatto ad assumere due esseri simili. Spero vivamente che siano licenziati in tronco e che vi risarciscano anche il danno d’immagine che vi hanno causato». Infine il commento migliore per sobrietà, buonsenso, logica. Quello di Alessandra Castelli: «Rovistavano tra i rifiuti, non rubavano in negozio!!! Si chiamava la vigilanza e stop. La violenza fisica o psicologica non puoi mai essere giustificata nei confronti di nessuno».

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Publicato in: Attualità, video Argomenti: , , , Data: 24-02-2017 02:19 PM


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