La donna che fa paura al presidente

Leila De Lima è stata arrestata con l'accusa di aver offerto privilegi ai narcotrafficanti in carcere in cambio di denaro. Lei sostiene che il governo abbia manipolato le prove per incriminarla.

leila de limaUna senatrice filippina fortemente critica nei confronti del presidente Rodrigo Duterte è stata arrestata con l’accusa di aver preso tangenti (quando era ministro della Giustizia) da alcuni trafficanti rinchiusi in carcere. Leila de Lima, questo il nome della politica incriminata, ha negato ogni accusa, parlando di ‘persecuzione politica’. Prima dell’arresto, davanti ai giornalisti la donna, avvocatessa 57enne, si era dimostrata molto combattiva: «Sono tutte bugie. La verità verrà fuori al momento giusto. Se pensano di potermi impedire di combattere i loro quotidiani omicidi si sbagliano», aveva detto.

LA SANGUINOSA CAMPAGNA CONTRO I PUSHER
Per comprendere un po’ meglio il contesto, è necessario fare un passo indietro. Il presidente Duterte, in carica da giugno 2016, sta conducendo una sanguinosa campagna antidroga per la quale stanno morendo migliaia di persone. Una ‘lotta’ agli stupefacenti che autorizza le forze dell’ordine a uccidere i pusher e che in neanche un anno (è iniziata a luglio) ha provocato più di 7 mila e 500 morti. «Hitler ha sterminato milioni di ebrei. Nelle Filippine ci sono adesso tre milioni di tossicodipendenti. Sarei felice di sterminarli», ha affermato Duterte a settembre 2016.

LO SQUADRONE DELLA MORTE
Nello stesso periodo una commissione parlamentare guidata da Lima ha ascoltato la testimonianza di un killer di professione, Edgar Matobato, il quale ha ammesso di aver fatto parte di uno ‘squadrone della morte’ supervisionato da Duterte quando era sindaco di Davao City.

I BOSS DELLA DROGA
Poco dopo della testimonianza, De Lima è stata rimossa dal suo incarico e un altro comitato ha iniziato a interrogare alcuni boss della droga in carcere che hanno testimoniato di aver pagato tangenti a Lima tramite il suo autista e guardia del corpo, Ronnie Dayan. Quest’ultimo ha confermato. Secondo il Dipartimento di Giustizia la senatrice avrebbe usato i soldi della droga per la sua campagna per il Senato nel 2016, offrendo in cambio ai detenuti ‘paganti’ speciali privilegi. Per De Lima il governo ha manipolato le prove e i testimoni per riuscire a incriminarla: dalla sua parte, anche l’organizzazione Human Rights Watch.

LE ACCUSE
La senatrice ora è quindi accusata di corruzione e violazione dell’articolo relativo alla «vendita, commercio, amministrazione, diffusione, distribuzione e trasporto» di droghe illegali. Reato, quest’ultimo, che può anche essere punito con l’ergastolo.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 24-02-2017 02:54 PM


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