È la debimbofication, bellezza!

Una vignetta pubblicata su DeviantArt è diventata virale. Il motivo? Ha offeso tantissime persone, che ci hanno visto un messaggio fortemente razzista. In realtà, è tutto frutto di un equivoco.

Fino a un paio di giorni fa, Sortimid era un artista attivo su DeviantArt, specializzato in un certo genere di vignette. Poi una delle sue creazioni, ritenuta sessista e dunque offensiva da tantissime persone (forse perché non avevano mai visto le altre), è diventata virale. E lui, suo malgrado un po’ più famoso di prima, è stato costretto a fare mea culpa. Ma andiamo con ordine.

La vignetta incriminata è questa. A prima vista, una sorta di ‘evoluzione della specie’, dove l’evoluzione è rappresentata dalla ragazza acculturata, con un libro in mano e abbigliamento casual, a discapito dello stato primitivo, dove la figura femminile è invece lampadata, bionda, procace e volgare. Su DeviantArt, sotto all’immagine, si possono adesso leggere le scuse di Sortimid: «Tante persone si sono comprensibilmente arrabbiate per questa immagine. Non era mia intenzione creare un messaggio sessista ma sembra che, inavvertitamente, lo abbia fatto. Credo fermamente che le donne siano libere di vestirsi e agire come vogliono […] Questa immagine non è il mio pensiero: l’ho creata per soddisfare una perversione di un cliente. Onestamente, non credevo di trovare un pubblico al di fuori della comunità del transformation porn. Se vi ho offeso, chiedo scusa».

In realtà, la questione è nata da una sorta di cortocircuito. La nicchia in cui si muove Sortimid è quella, come ha accennato nelle scuse, del transformation porn. O, per essere più precisi, della bimbo trasformation (abbreviata in bimbofication): disegni erotici o pornografi in cui le protagoniste, all’inizio esili, vestite sobriamente e dall’aria intellettuale, diventano con vari passaggi sempre più provocanti, esagerate, volgari. O in cui, addirittura, uomini nerd diventano ragazze disinibite con la quinta di seno. Con la vignetta incriminata, commissionata da un cliente, Sortimid ha fatto il contrario: la debimbofication, come l’ha definita lui stesso. Che non è stato certo il suo inventore.

Dunque, verrebbe da dire, dov’è il problema? Sono vignette, lui le ha sempre fatte, non fanno male a nessuno. E invece no, perché per alcuni la de-bimbofication ha trasmesso un messaggio infarcito di stereotipi: le bionde ben messe fisicamente sono delle oche, chi pensa all’aspetto fisico non nutre il cervello, le ragazze di colore (anche se si tratta palesemente di abbronzatura) non leggono. C’è chi ha scherzato (con il dubbio che non lo stesse facendo) e ha commentato su Facebook: «La vignetta mostra una ragazza bionda, abbronzata, con un vestitino e i tacchi che lentamente si trasforma in una tipa pallida, con i capelli corti, europea insomma. Non credeteci: una può leggere e continuare a essere scura di pelle e vestirsi come le pare». Il nostro commento finale? Di sessismo, ne vediamo il giusto. Forse meno. Dunque, tanto rumore per nulla.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , Data: 23-02-2017 07:38 PM


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