Ode a Maria

di Michi Gioia
Competente, emancipata, misurata, ironica. Senza eccessi, De Filippi è riuscita a sfondare la porta del successo, diventando esempio per tutte le donne. L'opinione di Michi Gioia.

maria de filippiSe potessi raccontarvi la mia vita e voi, seguendo passo dopo passo le mie peripezie le ‘replicaste’ esattamente al contrario, conquistereste il mondo. Over sixty - ben portati grazie a un sapiente lifting fatto in America una ventina d’anni fa e non ancora del tutto ammortizzato – ho fatto la fortuna delle persone che mi stavano vicino, ma essendo masochista non certo di me stessa. Mi considero un po’ un’araba fenice, risorgo sempre dalle mie ceneri, ma come direbbe Forrest Gump, a questo punto «sono un po’ stanchina». (Micaela Gioia, scrittrice, signora dei salotti milanesi, ex Isola dei Famosi)

Davanti a un grande uomo c’è una grande donna. Non sempre, ma sicuramente più spesso di quanto si pensi. Nella maggior parte dei casi si tende a sminuire il potenziale femminile, scadendo in conclusioni banali e maschiliste, come se il gentil sesso, per emergere e sfondare la porta del successo, avesse per forza bisogno della forza di un uomo. Mi piacerebbe che si smettesse di dividere il mondo tra maschi e femmine e si provasse, semmai, a distinguere bene tra persone in gamba e persone incapaci. Maria De Filippi appartiene senza dubbio alla prima delle due categorie.

Ho incontrato la prima volta Maurizio Costanzo a Torino in compagnia di Luca Montezemolo, all’epoca responsabile relazioni esterne della Fiat. Ne rimasi molto affascinata e lo fui ancora di più l’estate seguente quando lo rincontrai casualmente a Los Angeles. Io ero in vacanza con mia figlia, lui in compagnia di Elio Fiorucci – mio grande amico – insieme ai rispettivi figli. Da allora ho sempre seguito il suo lavoro da brava fan, mentre i giornali di gossip mi tenevano al corrente della sua vita ‘amorosa’. Fino al 1995, anno in cui sposò Maria. Da allora a poco a poco il mio interesse si spostò su di lei, così diversa da tante altre donne ‘stereotipate’ che avevo conosciuto. Volevo provare a capire in che modo, in questo mondo che galoppa frenetico alla ricerca del successo, sia possibile diventare ‘unici’.

Ho seguito il Festival, non per la musica, ma per lei. Intanto credo che nessuno dei 10 milioni di telespettatori abbia rimpianto le ‘super gnocche’, e nemmeno i super vestiti. Tutti aspettavamo di vedere lei. Perché? Perché ha tutto, ma in modo non urlato, non ostentato, ‘alla mano’. Ha alcune qualità che la maggior parte della gente non conosce più: primo, la capacità di dar spazio agli altri, con la sicurezza della protagonista; secondo, la misura, dote oramai fuori moda, terzo, l’armonia, sia nel porgersi che nel muoversi; quarto, l’ironia, che la viene dalla profonda consapevolezza delle sue capacità.

Lasciando perdere il Festival, mi piacerebbe fare alcune considerazioni su di lei. Intanto è una profonda conoscitrice dei ‘vizi privati’ e delle ‘pubbliche virtù’ del mondo di oggi, lo percepisci osservando i personaggi coinvolti nei sui programmi: ne trae il meglio e il peggio, ma comunque riesce a trasformarli sempre in qualcuno. A primo acchito sembra una persona ‘normale’, e forse da questo deriva la sua capacità di insinuarsi nella testa dei telespettatori in modo così sottile. Lentamente diventa una sorta di amica di famiglia, di cui non si può più fare a meno. Non urla, non si dimena, parla pacatamente con la sua inconfondibile erre moscia, non esibisce mise esagerate, e valorizza i suoi collaboratori i quali (forse) non si rendono conto che, vuoi o non vuoi, il copione l’ha sempre scritto lei.

È pur vero che ha avuto come maestro uno degli uomini più intelligenti che io abbia mai incontrato, ma nel tempo se ne è emancipata, superandolo, e diventando oggi la vera nuova donna, quella che deve fare da esempio a tutte noi. Maria De Filippi rappresenta la donna del terzo millennio, le sue capacità non sono né femminili né maschili, semplicemente sono, in un campo – il lavoro – in cui storicamente l’uomo la fa da padrone. Naturalmente libera, non espone forzosamente grazie e vezzi, non fa la ruota, non muta pelle in sgargianti colori, non fa uso artato di qualche segreta allure, non usa il proprio corpo come merce di scambio. Opera professionalmente e lo fa con affascinante disinvoltura, con sicura naturalezza, e grande abilità e competenza, senza necessariamente rinunciare ai suoi tratti naturali per ‘farsi uomo’.
È indiscutibilmente donna e professionalmente di successo. Un orrore (per molti uomini).

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: Data: 10-02-2017 07:45 PM


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