La vigilessa 'sfrattata' da Boschi

La sottosegretaria mette all'angolo Antonella Manzione, fedelissima di Matteo Renzi. Fino a questo momento, la sua ascesa era stata vertiginosa. Destando anche qualche malumore. Conosciamola meglio.

antonella-manzioneSembrava sparita, ma in realtà sta solo riposizionando le proprie pedine. Schivati i detriti causati dalla caduta di Renzi e riposizionatasi come sottosegretaria, Maria Elena Boschi da dietro le quinte sta cercando di occupare quanto più possibile i posti strategici dell’esecutivo, e non solo. A farne le spese, tra gli altri, Antonella Manzione.

AL TRAINO DI RENZI
Questo almeno è quanto racconta la Stampa, che nel valzer di poltrone seguito all’insediamento del Governo Gentiloni vede un’aspra lotta politica dove ognuno cerca di accaparrarsi la poltrona migliore per sé e i propri sodali. Il cambio di ruolo di Manzione, che da consigliere di Stato diventa «giudice del Consiglio di Stato con funzione consultiva», è emblematico di questo scontro. E dire che, fino al referendum, la ex capo della polizia municipale di Firenze sembrava intoccabile. Era stato lo stesso Matteo Renzi, che da sindaco l’aveva fatta arrivare a Palazzo Vecchio su chiamata diretta, a portarla con sé nelle stanze del potere di Roma, affidandole l’incarico di capo dell’ufficio legislativo della presidenza del Consiglio. Una nomina che aveva destato qualche perplessità, visto che Manzione fino a quel momento non aveva avuto esperienze giuridiche rilevanti.

SCALZANDO LETTA
Le perplessità, però, si erano trasformate in vere e proprie polemiche quando, nel 2015, Renzi ne aveva avanzato la candidatura come consigliera di Stato: Manzione, infatti, non aveva l’età minima per essere nominata. Alla fine, però, la candidatura era passata, superando addirittura quella di Gianni Letta promossa da Laura Boldrini. Ma lo scontro all’interno del consiglio della magistratura era stato aspro: alla fine, a favore di Manzione votarono in nove, mentre sei furono i contrari, secondo cui il curriculum non offriva «garanzia di elevata competenza professionale», come riportato da il Fatto Quotidiano.

I QUATTRO DELLA CYCLETTE
Recuperando gli articoli dei mesi passati, si capisce bene che Manzione era diventata una delle persone di cui Renzi si fidava di più. In un articolo del Secolo d’Italia veniva inclusa nel gruppo dei «quattro della cyclette», che oltre a lei comprendeva appunto Renzi, Luca Lotti e quella Boschi con cui evidentemente non deve mai esserci stato grandissimo feeling. Il nome del gruppo, dettaglio pittoresco, sarebbe derivato dalla comune pedalata antelucana durante la quale, più o meno quotidianamente, i quattro pianificavano la loro agenda politica.

ANTONELLA, ROMANZIERA
Manzione, a differenza di Boschi, è rimasta sempre lontana dai riflettori. E, sul finire del 2015, un articolo de l’Espresso la riconosceva come il vero braccio destro di Renzi. Sottolineando anche il peso del fratello, Domenico Manzione, che è sottosegretario al Ministero dell’Interno dal 2014. Un’altra curiosità, rivelata da il Foglio: i due fratelli sono anche romanzieri. Antonella ha scritto Martina va alla guerra, «storia di una cinquantenne che subisce mobbing, fa causa e cambia lavoro e città». Nel 2011, invece, Domenico ha scritto il legal thriller Il mio amico Chet. Storia un po’ vera un po’ no del processo a Chet Baker. Trame su trame, un po’ come quelle che si dipanano dentro e fuori Palazzo Chigi e il Viminale. Per ora Domenico rimane saldo al suo posto, mentre Antonella cede posizioni. In attesa di capire che cosa ne sarà del governo, del Pd e di Matteo Renzi.

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Publicato in: Attualità, Donne della settimana Argomenti: Data: 06-02-2017 05:03 PM


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