L'arte di essere contro Trump

Anche il Museum of Modern Art di New York si schiera contro il Muslim Ban. Lo ha fatto esponendo opere di pittori, scultori e fotografi provenienti dai Paesi colpiti dal decreto del neopresidente.

momaAnche l’arte protesta contro Donald Trump. O meglio, contro il decreto del tycoon di chiudere le frontiere americane ad alcuni Paesi a maggioranza islamica. E a insorgere, questa volta, è stato nientemeno che il Museum of Modern Art di New York. Un atto di protesta forte che ha portato il MoMa a decidere di esporre opere di artisti provenienti da quei Paesi colpiti dal decreto anti-immigrazione voluto dal 45esimo presidente Usa. Sette opere di artisti di origine sudanese, irachena e iraniana sono stati installate al quinto piano del Mueso, prendendo il posto dei più noti Picasso, Matisse e Picabia.

I LAVORI ESPOSTI
A venire esposte sono state le opere del pittore sudanese Ibrahim El-Salahi, ma anche dell’architetto di origine irachena Zaha Hadid. A questi si sono aggiunti diversi artisti iraniani come l’operatore video Tala Madani, lo scultore Parviz Tanavoli, il disegnatore Charles Hossein Zenderoudi, il fotografo Shirana Shahbazi, e il pittore Marcos Grigorian. Tutti artisti banditi momentaneamente dal decreto di Trump. Ma oltre a opere fisiche, il museo ha deciso di proiettare in loop anche i lavori di registi (leggi qui quelli che non potranno andare agli Oscar) colpiti dal divieto di accesso al territorio degli Stati Uniti.

SCRITTA CHE ACCUSA
Inoltre, accanto a ogni opera, il museo ha posto la seguente scritta: «Questo lavoro è di un artista originario di uno dei Paesi ai cui cittadini è negato l’ingresso negli Stati Uniti, secondo il decreto presidenziale del 27 Gennaio 2017».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 06-02-2017 04:00 PM


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