Storia di una bambinaia che scattava foto

di Matteo Mazzuca
L'1 febbraio 1926 nasceva Vivian Maier. Si guadagnava da vivere facendo la baby sitter, ma era una straordinaria fotografa. Ignorata per anni, è stata scoperta nel 2009. Ma la fama l'ha raggiunta quando era già morta.

11Sono passati dieci anni dalla scoperta di Vivian Maier. Fino al 2007 il mondo aveva ignorato la sua esistenza. Lei, allora 82enne e quasi al verde, trascorreva le sue giornate in un dignitoso appartamento di Rogers Park, a Chicago, assistita da due dei tanti fratelli a cui, nei decenni precedenti, aveva fatto da baby sitter. Ma Vivian Maier non era solo una tata: era anche una straordinaria fotografa, il cui lavoro ha rischiato di non vedere mai la luce. Se non fosse stato per il giovane figlio di un rigattiere, John Maloof.

vm_childTRA VECCHIO E NUOVO MONDO
Le vite di John e Vivian si incrociarono nel 2007 grazie al box di un magazzino che la tata aveva preso in affitto per stiparvi all’incirca 200 casse piene zeppe di rullini e fotografie scattate da lei durante gli anni. Tante, tantissime foto che raccontavano (anzi, raccontano ancora) tanti angoli del mondo: Filippine, Italia, India, Yemen, Egitto… tutti i Paesi che Vivian toccò in un viaggio in solitaria lungo sei mesi, svoltosi tra il 1959 e il 1960. Allora Maier aveva tra i 33 anni e i 34 anni, e da tre si era trasferita a Chicago, dopo aver trascorso la giovinezza tra New York e la Francia: Saint-Bonnet-en-Champsaur, in particolare, fu teatro dei suoi primi approcci fotografici, quando aveva circa 25 anni e si trovava in Francia per seguire la vendita di una proprietà che le era stata lasciata in eredità.

September 1956, New York, NYUN QUIETO GIROVAGARE
Vivian tornò quindi a New York con in tasca qualche soldino in più da spendere e con i quali si comprò una macchina fotografica professionale Rolleiflex. Fino al ’56, anno in cui si stabilì a Chicago, intraprese una vita moderatamente girovaga, viaggiando nel Nord America e lavorando qua e là come baby sitter. Tutto per potersi permettere di esplorare il mondo e immortalarlo dalla lente del suo obiettivo. Ma è proprio a Chicago che Maier trovò la sua cifra stilistica più compiuta: divenne una vera e propria esploratrice urbana, un’antropologa per immagini della popolazione della metropoli.

05_vivian_maier_3SCOPERTE TARDIVE
Nel corso degli anni Maier lavorò per diverse famiglie, ma rimase legata in particolare ai Gensburg. Circa quarant’anni più tardi, quando ormai era sola, anziana e senza un soldo o quasi, furono i bambini che aveva cresciuto, ormai adulti, a rintracciarla e farla trasferire a Rogers Park, assistendola. Intanto, però, Vivian Maier aveva perso buona parte delle sue fotografie: non si era più potuta permettere l’affitto del magazzino in cui aveva tenuto le sue 200 casse di immagini, che si era portata dietro per tanto tempo, e l’intero lotto era stato messo all’asta. Fu in quel momento della sua vita che arrivò John Maloof: si ritrovò tra le mani un archivio di 3 mila stampe e 150 mila negativi, e capì che avevano un immenso valore artistico. Quando Maloof scoprì l’identità della fotografa, nel 2009, però era troppo tardi: Vivian era morta nell’aprile dello stesso anno. Senza sapere che le sue fotografie, da lì a pochi mesi di distanza, avrebbero sbalordito il mondo.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: Data: 01-02-2017 07:20 PM


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